Un momento di una celebrazione presso il Sacrario di due anni fà, foto di Luca Caporale
Un momento di una celebrazione presso il Sacrario di due anni fà, foto di Luca Caporale

La nostra Costituzione è il frutto della lotta antifascista contro la dittatura e la guerra. La qualifica di resistenti va estesa non solo ai partigiani ma ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere“, parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che così ha commentato il suo primo 25 Aprile al Colle. Parole che stridono però con la realtà ortese, dove in occasione del 70°anniversario della liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, nessuna iniziativa è stata organizzata dall’amministrazione comunale. Il senso delle celebrazioni, a cui le diverse associazioni presenti sul territorio hanno sempre presenziato, rappresenta senz’altro una occasione per condividere il ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita per la democrazia e la libertà, e per riflettere sul valore della resistenza, valore necessario ed imprescindibile da conquistare giorno dopo giorno per difendere la democrazia. Nel frattempo molte associazioni ortesi, con il presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Reduci di Guerra Saverio Pandiscia, saranno ad Ascoli Satriano dove sono state organizzate diverse celebrazioni, così come anche in altri comuni dei Reali Siti, dove forse il valore della democrazia e dell’antifascismo sono maggiormente tutelati.

15 risposte a “Orta Nova, nessuna celebrazione per i 70 anni della Liberazione d’Italia”

  1. Avatar disfacenti s-fascismi
    disfacenti s-fascismi

    ma cosa ci si potrà mai aspettare da un’accozzaglia amministrativa di piccoli e anacronistici gerarchi di un distruttivo s-fascismo locale venuti alla ribalta grazie a strane congiunzioni e combine sottobanco tra l’ignoranza del popolino ortese e la parte maneggiona di alcuni arrembanti e diversamente arricchiti indigeni. All’apice di questa strana combriccola abbiamo un cattolico all’italiana, uno di quelli che si inchinano davanti al clero e alle statue in processione – sia chiaro massimo rispetto per queste manifestazioni di fede, ma vederle usate sistematicamente per fare passerella politica dà un pò sui nervi – ma poi questi nella realtà politico-amministrativa magari fanno tutt’altro e quanto di più lontano è dalla dottrina cristiana, (lo abbiamo visto e sentito in uno degli ultimi consigli comunali e chiedete in giro nelle piazze, nelle vie o sul palazzo di città quanto “amore” suscitano questi amministratori pro-tempore della cosa pubblica!) si potrà mai pretendere che questa gente abbia a cuore il fondamento della nostra repubblica cioè LA RESISTENZA e LA LIBERAZIONE dal nazifascismo?….molto meglio le inutili e improvvisate feste e festicciole con la deportazione di bimbetti e maestrine plaudenti, le inaugurazioni di operette inutili e costose, le elargizioni a comitati e associazioni, e magari in futuro vedremo anche vecchie antennine d’oro rilucidate e rilanciate al popolo plaudente, la vecchia “panem et circenses” è la loro filosofia per rimbambire gli ortesi, ma tutto ciò durerà poco ne siamo certi e non gli crede quasi più nessuno, basta leggerli e guardarli, sono più su facebook che altrove.

    P.S. – e le tasse quando le abbasseranno? e le buche nelle strade quando le chiuderanno? e la villa comunale quando la riapriranno? e l’ambiente e le discariche in periferia quando le bonificheranno? e la criminalità ortese quando la elimineranno? e il problema dei rom? e l’economia locale quando la rilanceranno? questi erano tutti i cavalli di battaglia della loro campagna elettorale dell’anno scorso, quindi era tutta una presa per il c…!?

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  2. Avatar antonio staffiero
    antonio staffiero

    Complimenti per il post, si dice così?
    Con Alcuni amici oggi andremo ad Aliano, così andiamo a respirare l’aria che ha respirato un grande italiano.

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  3. Avatar
    Anonimo

    Il sig. Pandiscia poteva comunue partecipare ad Orta nova , nessuno gli ha impedito di presenziare , se l’amministrazione non partecipa non e’ un problema per chi 70 anni fa’ ci ha liberati ……………….

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  4. Avatar Bearzot
    Bearzot

    La storia dovrebbe insegnare, la memoria dovrebbe portare coscenza.
    La mancanza di commemorazione, da segno di una paura di una verità ormai conosciuta. Il desiderio del ritorno del balilla è ormai ovvio nella nostra cittadina.
    Quindi sino a quando non si avrà uno scossone negli animi degli ortesi, non si avrà mai nessun cambiamento sociale.
    In ricordo di si è sempre impegnato per la lotta al potere.
    Sempre e comunque antifascisti.

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  5. Avatar italiaunicaortanova2014
    italiaunicaortanova2014

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  6. Avatar all'unico ed indefesso unicoitaliotaortese
    all’unico ed indefesso unicoitaliotaortese

    @all’unicoitaliotaortese, sei la dimostrazione che in italia, a ortanova nello specifico, hai la testa solo per dividere le orecchie. il cervello non lo usi e soprattutto non hai proprio memoria. perchè poi quelli che ti ispirano (o ti hanno ispirato) come il pdl o casa delle libertà o forzitalia o an-fratellid’italia con i leghisti a supporto cosa hanno fatto se non aumentato la disoccupazione fatto leggi vergogna ad-personam, il porcellum anticostituzionale di nominati, aumentato il debito pubblico e sprechi tagliando servizi alla scuola pubblica, alla sanità e al welfare in generale nei loro lunghi sgoverni dal 1994 al 2011?….ma che te lo dico a fare è come parlare al muro!

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  7. Avatar grazia maria de finis
    grazia maria de finis

    Bravi!Siete riusciti a rendere ridicola una manifestazione che ha tutt’altro senso.Comunque “nu’ jeans e ‘na magliett” e un po’ di brillantina tra i capelli non basteranno!
    Il “25 aprile” di 70 anni fa ha permesso anche a voi di (s)governare una città!
    Poveri noi!

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  8. Avatar Antonio Corbo

    Mi piace mettere all’attenzione e meditazione dei frequentatori di questo blog, uno stralcio di intervento sulla democrazia da parte di Stefano Petrucciani, ordinario di Filosofia Politica alla Sapienza di Roma. Buona lettura. Antonio Corbo.

    “”Uno dei grandi problemi aperti della democrazia moderna consiste nel fatto che per un verso essa si basa sull’idea della eguale condivisione del potere politico tra i cittadini, della sovranità popolare; mentre, per altro verso, nelle società contemporanee, gli strumenti per influenzare e condizionare i processi di decisione politica sono distribuiti in modo assolutamente ineguale, e il potere politico è intrecciato e condizionato in mille modi, spesso perversi, con il potere economico e con il potere mediatico – a loro volta collusi e intrecciati tra loro. E’ questa la grande contraddizione di fondo, che si è acuita negli ultimi decenni, che hanno visto la crescita delle ineguaglianze e la concentrazione delle ricchezze e degli imperi della comunicazione.
    Una volta che si sia preso atto, realisticamente, della esistenza e della rilevanza di questa contraddizione, bisogna capire come la si possa in qualche modo affrontare o trattare.

    Io credo che un punto importante da mettere a fuoco sia che la democrazia deve essere intesa come un concetto politico multilivello.

    C’è un primo livello, di base, che è la democrazia minima, cioè il rispetto di fondamentali regole del gioco: elezioni, pluralismo politico, libertà di discussione, confronto aperto nell’opinione pubblica (difficile da conseguire nell’epoca della comunicazione mediatizzata). E’ il livello più decisamente procedurale della democrazia.

    Un secondo livello è quello della democrazia sostanziale, cioè dei diritti anche sociali che devono essere assicurati a tutti: proprio in quanto sappiamo che i processi di decisione politica rischiano di essere condizionati dalla pressione dei grandi poteri sociali, tanto più è necessario che ampie garanzie di eguaglianza sostanziale (diritti sociali – casa, salute, istruzione, reddito di base – diritto al lavoro e sul lavoro) vengano previste a livello costituzionale: la democrazia non può essere pensata più come mera democrazia procedurale, ma come democrazia al tempo stesso procedurale e sostanziale (Ferrajoli).

    Un terzo livello va meglio evidenziato e chiarito: se si assume il dato di fatto che nelle moderne società di mercato l’eguaglianza politica è realizzata sempre e solo in modo parziale, è necessario aggiungere alla riflessione sulla democrazia un ultimo fondamentale tassello e comprendere che questa deve essere intesa non solo come un insieme di regole circa il modo in cui la comunità politica deve essere governata, ma anche come l’orientamento politico volto a realizzare un determinato scopo, e cioè quello della condivisione paritaria del potere politico tra i cittadini. Alla democrazia appartiene, insomma, anche una dimensione finalistica, perché essa nasce per conseguire determinati obiettivi (dai quali trae la sua legittimità) e dunque deve anche porsi il problema di eliminare quegli ostacoli o quelle limitazioni che rendono questi obiettivi difficilmente raggiungibili (o conseguibili in modo solo parziale).
    La democrazia, dunque, non è solo democrazia al tempo stesso procedurale e sostanziale: essa assegna anche all’ordine politico una determinata finalità.
    Videro bene, pertanto, i costituenti italiani quando scrissero nell’art. 3 della Legge fondamentale che è compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini.

    La democrazia vive di procedure, contenuti e fini; e perde il suo significato se rinuncia a una di queste sue dimensioni. E credo che questo sia un rischio che stiamo correndo oggi.

    Per quanto riguarda il fine che, dal punto di vista democratico, dovrebbe orientare l’azione politica, esso consiste essenzialmente nell’operare affinché si possa raggiungere un più alto livello di eguaglianza politica, ovvero nel contrastare tutte quelle disparità tra i cittadini (innanzitutto economiche e culturali) che si traducono in diseguaglianze di influenza politica.
    Questa finalità, però, non può essere altro che di tipo orientativo; noi infatti sappiamo bene, quantomeno in base all’esperienza storica, che la democrazia può crescere solo in ambienti economicamente e socialmente dinamici, che in quanto tali generano anche continuamente ineguaglianze politiche. Volendo stringere concettualmente questo punto si potrebbe dire pertanto che, nell’aspirazione a essere perfetta, la democrazia distruggerebbe se stessa, perché dovrebbe comprimere la dinamica sociale e finirebbe per trasformarsi in autoritarismo.
    Però deve sempre mantenere la coscienza della sua imperfezione, la vigile consapevolezza che il potere di tutti promesso dalla democrazia resta comunque in tensione con il potere di pochi che segna con la sua presenza tanti aspetti delle nostre società.
    La democrazia è un concetto dinamico.
    Condizione e fine della democrazia è la crescita sociale e culturale di tutti gli individui; e se si perde di vista questo obiettivo non ci dobbiamo poi meravigliare se si affermano le derive irrazionali, la sfiducia e il risentimento. “”

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  9. Avatar PASQUINO
    PASQUINO

    E’ da ieri sera che mi arrovella questa domanda: ” Quanti di certi personaggi ( mezzi uomini e quaquaraquà ) avrebbe potuto ambire alla carica di ” potestas ” ai tempi della buonanima “?
    Perchè, ne sono certo, pochi conoscono la legge n° 237 del 4/02/1926, legge detta fascistissima, che diede inizio alla trasformazione dello Stato.
    Oggi, invece, grazie a quei tanti ( rossi, bianchi e.. ) che hanno immolato le loro giovani vite per un sogno di libertà, molti di questi mezzi uomini e azzeccagarbugli hanno la possibilità di sedere sugli scranni di un comune e addivenire anche alla carica di sindaco.
    Sindaco che non ha inteso rendere omaggio a quei rossi, bianchi e…, che hanno dato la vita per eliminare anche quella legge n° 237, e permettergli di diventare I° cittadino di un paese libero.
    Sindaco, che si è reso irreperibile, quando i suoi accoliti, in fretta e furia al calar del sole, organizzavano una mini manifestazione per non ca…..si la faccia.
    Sindaco che…….di colpo era ” benedicente ” al seguito della Madonna, mentre avrebbe dovuto essere ” orante et penitente “, vestito di sacco!

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  10. Avatar Paola
    Paola

    Ma come siete bravi!!!! poveri noi, tra Fascisti e Comunisti, questi sono i risultai, povera ITALIA….. speriamo che la nuova generazione non si faccia inc….re, come abbiamo fatto noi, che nasca una nuova forza politica…

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  11. Avatar Bearzot
    Bearzot

    Siamo scesi nel ridicolo. Ogni corrente inspirata al potere, nuoce gravemente alla salute del cittadino. La politica e la chiesa, hanno sempre operato per dominare la popolazione. Ora si è aggiunta la potenza monetaria. L’unica che merita rispetto è la legge divina di madre terra. Ma quì tanto che si parla a fare di codesti discorsi.

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  12. Avatar antonio staffiero
    antonio staffiero

    Parla parla di codesti discorsi, qualcuno ti seguirà se farai un discorso comprensibile! E’ evidente che il problema delle società è la sopravvivenza o lo sviluppo materiale e spirituale dell’individuo sociale; quindi il rapporto con il potere di chi governa la società.

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  13. Avatar Giuseppe Custode

    x all’unico ed indefesso unicoitaliotaortese: questo lo ha prodotto la tua classe politica fatta da tre governi non eletti dal popolo italiano.

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  14. Avatar Giuseppe Custode

    x all’unico ed indefesso unicoitaliotaortese:IMPARA LA STORIA VERA VISTA DA CHI HA PERSO LA GUERRA.

    https://www.facebook.com/video/embed/async/dialog/?url=%2Fantonello.schifalacqua%2Fvideos%2Fvb.100002137025304%2F586493054765257%2F%3Ftype%3D1

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  15. Avatar chigo
    chigo

    Custode abbi la DECENZA di tacere…. e dovresti VERGOGNARE perchè i nostri nonni hanno combattuto per la LIBERTA’….
    Se oggi c’era ancora la dittatura non avresti tutta questa libertà di scrivere queste cose…. vergognati e tacci!!!

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