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Il 31 maggio si celebra ancora una volta la “festa della democrazia”. Si vota per scegliere il presidente della Regione Puglia e i componenti del Consiglio regionale. L’esercizio del voto non è solo un diritto faticosamente conquistato, è un dovere civico che, come scriveva Piero Calamandrei, fa parte di quei «doveri inderogabili di solidarietà politica». Un concetto che forse si è perso nel tempo dell’antipolitica militante, ma che ci rimanda a un’idea di popolo inteso come comunità che condivide un destino. Per questo credo nella necessità di partecipare votando per la forza politica e il candidato che più e meglio ci rappresentano. Con il rispetto dovuto al voto liberamente espresso dai cittadini certamente non per promuovere squallide conte tra cordate, per millantare egenomie o ridefinire equilibri interni ad un partito o un movimento. Il 31 maggio ci è data l’opportunità di scegliere a chi affidare la nostra delega a governare, quindi a chi attribuire la responsabilità di rendere la Capitanata e la Puglia luoghi in cui sia più sereno vivere, in cui lavorare e fare impresa, in cui studiare e acculturarsi, in cui partecipare attivamente alla vita sociale e istituzionale. Responsabilità che affiderò al Partito Democratico e a Michele Emiliano. Ordine di citazione affatto casuale, perché sono convinta della supremazia del soggetto collettivo sul singolo che pure lo rappresenta, come segretario regionale e candidato alla Presidenza della Regione Puglia. Al Partito Democratico, alle donne e agli uomini che saranno eletti, darò la fiducia necessaria a realizzare l’istanza di cambiamento così diffusa nella società pugliese, che pure ha beneficiato dei 10 anni di buon governo garantiti dal centrosinistra e da Nichi Vendola. Il cambiamento, in questo caso, vuol dire completamento ed evoluzione di una stagione politica positivamente segnata dalla rinascita della Puglia, a partire dalla sua stessa identità territoriale e sociale. Un processo politico e istituzionale che dovrà dipanarsi nei prossimi 5 anni e dovrà poter contare sulla stabilità e la forza del Partito Democratico: dell’unico soggetto collettivo che avrà su di sé la responsabilità di svolgere la necessaria mediazione tra l’istituzione regionale ed il territorio con l’obiettivo di affermare l’interesse generale dell’azione di governo. Voterò per Michele Emiliano con altrettanta convinzione, perché ritengo possieda la personalità e il carattere adatti ad affrontare operosamente e semplificare positivamente una fase così complessa e confusa del contesto sociale ed economico pugliese. Così come spero nella sua elezione a presidente, mi auguro l’ingresso in Consiglio regionale di quante più democratiche e democratici possibili, i quali dovranno assumere l’impegno di rappresentare con “onore e disciplina” il Partito Democratico della Capitanata e la comunità foggiana in Consiglio regionale. Buon voto a tutti.

Comunicato stampa

6 risposte a “Elezioni regionali. Calvio: “Votare il PD per continuare a trasformare la Puglia con l’elezione di Michele Emiliano””

  1. Avatar DIABOLIK
    DIABOLIK

    SI certo a trasformarla in discarica grazie alle sinistre, ed aumentare le liste dei malati di kkkkkkkk

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  2. Avatar PAOLO O RAFFAELE ???
    PAOLO O RAFFAELE ???

    come mai si è decisa a fare campagna elettorale l’ultimo giorno?
    poi vogliamo sapere chi votare come consigliere!!!! c’è lo devi dire cara iaia

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  3. Avatar antonio staffiero
    antonio staffiero

    ieri il sindaco di orta nova si è trovato in una situazione imbarazzante, perchè era nelle sue funzioni di medico del pronto soccorso e responsabile sanitario della sua città e dei suoi cittadini: non ha ritenuto di sostenere la sua collega, nè di dialogare con il sottoscritto per le pesanti rimostranze sfunzionali del sistema sanitario di cui LUI ne fà parte. E’ evidente che lo ha fatto per debolezza personale professionale e politica. E’ stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di cerignola mia madre verso le 23 di ieri dopo aver atteso per mezz’ora il medico di guardia e dopo aver concesso precedenza di visitare prima due bambine piccole, una italiana e una extracomunitaria; il medico è stato umano e generoso senza un accenno di burocrazia; durante la visita il medico ha ritenuto di chiamare il 118 perchè hanno la possibilità, collegati strumentalmente con l’ospedale, di verificare alcuni dati di analisi; il 118 consiglia di recarsi al pronto soccorso; anche questo medico è stato umano e professionalmente attento, con tutta la sua trupe di 4-5 persone(se così si può dire). Giunti al pronto soccorso, anche quì un medico disponibile e attento:indagini, analisi ecc.ecc. si deve aspettare la mattina per alcuni esami; i familiari tutti nei corridoi in attesa che il tempo passi e il malore lo stesso; la mamma , invalida 100% e di difficile gestione anche nei bisogni essenziali,viene messa in una camera promiscua con presenza di ogni specie di esseri umani, fortunatamente educati e silenziosi( alcuni schiavi del nostro territorio) , pazienza è la nostrà realtà sociale; la mattina proseguono gli accertamenti, si alternano altri operatori sanitari(siamo già ad una quindicina di persone) e si attendono risposte e intanto la madre continua a stare nella camera promiscua e intanto arrivano e passano tanti altri cittadini con patologie non sempre gestibile dal punto di vista caratteriale. altri familiari in giro per corridoi in attesa e preoccupati di ricevere una diagnosi o una terapia. verso le 13, dopo che si è applicato il registratore del cuore per h.24, si suggerisce ulteriori visite di specialisti che devono scendere dai reparti più vari alla ricerca di una risposta per i motivi del ricovero; a questo punto il sottoscritto rappresenta che non è possibile questa organizzazione del servizio, che sono già 15 operatori sanitari che hanno operato in 18 ore di stazionamento, con il parcheggio dell’assistito in un locale promiscuo e con i familiari in giro per i corridoi o sale d’attesa; perchè non il ricovero subito per offrire dignità alla cittadina invalida al 100% e bisognosa di cure per ogni necessità biologica e di difficile agilità? La dott.ssa rimane sgomenta e si giustifica di essersi impegnata, pensando che la mia protesta fosse personale; confermo che è rivoltà a chi ha la responsabilità dell’organizzazione della struttura e che avrei fatto il rendiconto di costo economico di tutti gli operatori impiegati e del disagio dell’assistito, per dimostrare l’assurdo sistema sanitario che ci viene offerto. A questo punto si decidono a ricoverarla e darle un posto letto degno di umanità. Il cibo è stato offerto, su richiesta, solo 24 ore dopo il ricovero; la badante di mia madre , necessaria ed indispensabile, non ha visto cibo a meno di qualche cosa acquistata presso le macchinette. E pensare che il medico ha detto che loro possono tenere così le persone per 48 ore di seguito!.
    Credo che questo modo di cura è molto dispendioso dal punto di vista economico, per uomini e mezzi impiegati, e offensivo della dignità delle persone e soprattutto di una donna di 86 anni invalida al 100% e impossibilitata a muoversi per ogni bisogno.

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  4. Avatar antonio partigiano@virgilio.it
    antonio partigiano@virgilio.it

    l’inceneritore voluto dal campo paolo dove lo mettiamo, ci vuole un coraggio a votare questi…e le stelle stanno a guardare

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  5. Avatar antonio staffiero
    antonio staffiero

    ieri, invece, si è trovata in una situazione imbarazzante Elena Gentile nella corsia dell’ospedale di Cerignola; infatti una sanitaria stava parlando con me della situazione di mia madre, ricoverata finalmente in un reparto, quando è stata chiamata perchè c’era Gentile; sospeso il colloquio, non sapevo che fosse Lei, mi sono portato fuori stanza e che vedo? Bè non vi racconto il resto:troppo interessante, solo chi era presente potrà raccontarlo! Una cosa posso dire solo, che Le ho sollecitato di preoccuparsi di far rispondere ai cittadini, per le segnalazioni presentati all’URP,i responsabili della sanità , che non li nominiamo noi, ma loro. Orta Nova è sottomessa! quando la liberazione?

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  6. Avatar Antonio Corbo

    Onore e disciplina di partito, questo sarebbe l’insegnamento di Piero Calamandrei? O piuttosto rispondere al diritto/dovere del voto con atti e politiche che vadano in favore dei cittadini. Continuare con questo modo a riempirsi la bocca di belle parole e frasi fatte, non fa altro che allontanare i cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica. Antonio Corbo

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