
A Stornarella, chi è al comando pare essersene dimenticato o, peggio ancora, pare non rispettare molto la cogenza di questo principio, non foss’altro perché sembra gestire in modo padronale il governo della città. Gli ultimi avvenimenti alla ribalta della cronaca politica, confermerebbero sempre di più tale sospetto. Infatti, è di questi giorni la notizia che al consigliere comunale più suffragato, Pasqualino Ciccone, è stata revocata la delega assessorile e da vicesindaco. I motivi di ciò, sembrerebbero da ricercarsi nella mancata comunanza di vedute circa la gestione della cosa pubblica stornarellese; più precisamente, tra il consigliere in questione e il sindaco in carica si sarebbe creato un insanabile dissidio, tale per cui sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia fra i due. Dunque, il dissenso è costato all’ex vicesindaco la carica assessorile; né più, né meno. Quindi, la manifestazione del pensiero, nelle sedi competenti e con le forme appropriate, pare non molto tollerata da chi amministra il mio paese, nonostante questi sia stato eletto proprio perché come vessillo della sua azione di governo ha sbandierato (e continua a sbandierare) la realizzazione di una democrazia partecipata, alla cui base (guarda un po’!) c’è proprio il rispetto della sovranità popolare e della sua libera espressione. Donde, se un consigliere comunale di maggioranza, nella fattispecie Pasqualino Ciccone, forte del suo consenso elettorale e della sua particolare vicinanza ai cittadini, si permette di avanzare delle riserve circa lo stato di governo della città, ciò gli vale l’estromissione dalla giunta. Chi scrive, in qualità di cittadino, reputa preoccupante il quadro politico stornarellese appena descritto e, conseguentemente, ritiene doveroso, in primo luogo, manifestare la propria solidarietà all’ex vicesindaco. In secondo luogo, avverte la necessità non rinviabile di una scatto d’orgoglio, insieme a chi non voglia rimanere indifferente rispetto a questo modo di fare politica discutibile e inaccettabile. In ciò, mi rivolgo soprattutto a coloro i quali non si riconoscono nell’attuale amministrazione in carica. L’invito è a mettere in campo un’azione politica, istituzionale quanto di piazza, volta a creare una valida alternativa all’attuale maggioranza di governo; studiando, perché il paese ha bisogno della nostra intelligenza; agitandoci, perché Stornarella ha bisogno del nostro entusiasmo; organizzandoci, perché la nostra comunità ha bisogno della nostra forza.
Valerio De Angelis

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