7 risposte a “#Indignadort…la Festa dell’Orta Nova che Vorrei”

  1. Avatar Peppapig
    Peppapig

    X gli ex siete BUGIARDI!!!!

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  2. Avatar Antonio Corbo
    Antonio Corbo

    RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE
    Lodevole iniziativa da parte dell’Orta che Vorrei, a portare in piazza, fra la gente le problematiche che interessano tutti, senza essere faziosi, ma affrontando le questioni dalla parte della gente. Lodevole anche l’introduzione alla manifestazione, accorato ed intelligente.
    Le tematiche sono state diverse, ma io vorrei esprimere delle osservazioni solo su una questione, quella ambientale, con particolare riguardo alle produzione di energia rinnovabile.
    Bisogna premettere che la questione ambientale è strettamente legata alla maniera di produrre energia in quanto l’uso ed il consumo di prodotti fossili, petrolio, gas e carbone, sta portando a notevoli variazioni climatiche che, se continuassimo di questo passo, alla fine del secolo con il conseguente innalzamento della temperatura media dell’atmosfera di circa 6°C (sei gradi centigradi!) ci sarebbero problematiche che costringerebbero circa tre miliardi di persone a dover migrare dai luoghi ove risiedono attualmente. E di migrazioni oggi ne stiamo avendo qualche esempio. Inoltre bisogna tenere presente all’inquinamento atmosferico che comporta notevoli danni alla salute per il massiccio immissione di inquinanti nell’ambiente in cui viviamo.
    Detto questo, occorre premettere, dunque, che oggi serve una rivoluzione del modo di vivere, di crescere, di produrre e consumare che tenga conto dell’ambiente in cui viviamo e, come ha detto Papa Francesco “che si prenda cura della casa comune” (Laudato Sì).
    Lo sviluppo umano, basato sul modello occidentale, ha avuto negli ultimi 70 anni un notevole boom. Se si vanno guardare un po’ di dati statistici, si nota che la crescita della società umana è andata di pari passo all’aumento del consumo di energia, prodotta nel 99% bruciando combustibili fossili. Dal 1950 ad oggi l’aumento del consumo di combustibili fossili è stato di oltre 600% (di oltre sei volte!!) Ciò vuol dire che la nostra crescita e il nostro benessere è strettamente legato al consumo di energia. L’85% di quello che mangiamo, inoltre, è legato al consumo di energia!
    Allora è giunto il momento di prendere una decisione per un cambiamento che comporti almeno il mantenimento dell’attuale benessere dell’umanità e contemporaneamente preservi l’ambiente in cui viviamo da quei cambiamenti climatici preannunciati molto catastrofici. Qualche proiezione dice che a fine secolo, per effetto dell’innalzamento della temperatura media dell’atmosfera, si potrebbe avere un innalzamento del livello dei mari di 60 metri, che porterebbe a dire a qualcuno: che così portiamo il mare a New Ort! Orta Nova si trova più o meno a 75 metri sul livello del mare.
    La scelta principale è quella di abbandonare in tempi brevi la produzione di energia dalle fonti fossili per passare decisamente a quella prodotta con fonti rinnovabili. Contemporaneamente bisogna attivare uno sviluppo sociale ed economico di tipo circolare, che abbandoni l’attuale modello lineare dell’usa e getta, del consumismo. Il modello di sviluppo circolare prevede l’uso ed il riuso dei prodotti, limitando al minimo lo scarto. Bisogna passare ad uno sviluppo che metta fine all’attuale consumo sconsiderato di suolo, perché il suolo serve e servirà principalmente per produrre cibo per l’enorme crescita del genere umano; perché il suolo è l’elemento fondamentale per il ciclo della vita sulla terra.
    Quindi se si dà per scontato che, per mantenere la crescita ed il benessere del genere umano, bisogna passare alla produzione di energia da fonti rinnovabili, contemporaneamente mantenere e avere cura e rispetto della casa comune, il modo di produrla deve avere l’impatto meno possibile sull’ecosistema terra. Impatto zero è completamente impensabile, per il solo fatto che l’uomo vive e opera nella natura, forzatamente la sua azione produce cambiamenti .
    Io ritengo che la produzione di energia elettrica da parte dell’eolico, sia quella che produce meno impatto all’ecosistema. Consuma poco terreno e potrebbe consumarne ancora di meno se solo si interrassero, le piattaforme di cemento che le sostegno, di uno o due metri sotto il piano del terreno. A questo proposito voglio rammentare che tutto il ciclo della vita sulla terra coinvolge, in profondità, solo i primi cinquanta centimetri di terra. Hanno un impatto sull’avifauna modestissimo e con le ultime pale a bassa velocità di rotazione (che produce meno rumore e meno ostacolo al volo) si è ancora ridotto. Non esiste inquinamento elettromagnetico, perché i generatori utilizzati sono ad altissimo rendimento. Le pale eoliche trasformano l’energia meccanica del vento in energia elettrica attraverso un campo magnetico. Per avere un alto rendimento significa che il campo magnetico deve essere tutto trasformato in energia elettrica, sarebbe da stupidi dissolverlo nell’ambiente. Resta l’impatto visivo che modifica la vista del paesaggio. Al di là delle considerazioni di chi lo vede brutto e chi no, resta quel minimo impatto all’ambiente, ineludibile, se vogliamo produrre quell’energia che ci assicurerebbe il nostro benessere.
    A questo punto bisogna affrontare l’aspetto politico sociale della produzione di energia con questo sistema. Come abbiamo visto prima, la crescita della società è strettamente legata all’utilizzo dell’energia: più se ne utilizza , più si cresce. E noi cosa facciamo? Invece di essere gli attori nel produrre ed utilizzare energia da fonti rinnovabili, restiamo passivi, inermi subendo che l’energia prodotta qui si immetta in rete e la lasciamo utilizzare da altre parti, con la beffa di non trarre nessun beneficio e per il solo arricchimento di pochi.
    Dobbiamo pensare a come utilizzare noi l’energia elettrica rinnovabile prodotta qui.
    Una parte già la utilizziamo per l’uso domestico e nel terziario, ma non troviamo nessun maggior vantaggio in quanto la paghiamo al costo di servizio, quindi relativamente cara, dovremmo per prima cosa ottenerne il pagamento al costo industriale (5 cent/€ contro i circa 20)
    Una parte si utilizza nell’agricoltura, e anche li si paga a costo di servizio. Ma in agricoltura il grosso del consumo, con le macchine operatrici, avviene bruciando combustibili fossili. Allora in questo settore occorrerebbe innestare il processo di cambiamento per la produzione di energia col biogas, eliminando quindi l’utilizzo dei combustibili fossili.
    Nel trasporto privato, e in buona parte di quello pubblico, non si fa assolutamente uso di energia elettrica perché si brucia principalmente gasolio, benzina e gas. E’ questo il settore che potrebbe portare i maggiori benefici sia economici che ambientali. Abbandonando il consumo di combustibili fossili nella mobilità delle persone e delle cose che, anche al costo attuale dell’energia di servizio, già sarebbe enormemente conveniente. Il costo dell’energia elettrica verso i combustibili fossili per autotrazione, è attualmente di 1 a 5. Allora bisogna trasformare il parco veicoli circolante, da combustibili fossili a energia elettrica, prodotta in modo rinnovabile. E per tener fede al principio di economia circolare, bisogna trasformare in loco (generando così anche lavoro) gli attuali veicoli a combustibili fossili, in elettrici o (inizialmente) ibridi, in modo da utilizzare l’energia elettrica rinnovabile prodotta con l’eolico o con il solare. A titolo di cronaca, io ho installato sul terrazzo di casa mia un impianto fotovoltaico di soli 4 Kw, ed immetto in rete circa 4500 Kwh l’anno. Se utilizzassi questa quantità di energia per muovere un autoveicolo di media grandezza, potrei percorrere circa 2000 Km al mese. Una vettura mossa da un motore elettrico di una nota casa automobilistica giapponese, con una ricarica del pacco batterie da 30 Kwh, percorre circa 250 Km. Mettendo un rendimento totale del 65% nella trasformazione dell’energia elettrica a disposizione (4500 Kwh) in energia meccanica (compreso la carica della batteria) avremmo una percorrenza annua totale di 24375 Km. Se pagassimo la corrente prodotta dall’eolico a 20 cent/€ spenderemmo 900 €uro/anno. Se pagassimo l’energia elettrica prodotta qui con il rinnovabile a costo industriale di 5 cent/€, spenderemmo per fare gli stessi Kilometri, 225 €uro/anno. Per fare 24375 Km/anno con una vettura a gasolio, con un buon rendimento medio di 16Km/litro col gasolio a 1,350 €uro/litro, spenderemmo 2057 €uro/anno. Avremmo, quindi, tutti un gran risparmio per spostarci ed avremmo attivata la filiera per la trasformazione delle macchine, producendo posti di lavoro, avremmo eliminato di immettere migliaia di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera, avremmo finito di immettere polveri sottili velenosi nell’ambiente (scandalo wolkswagen docet!).
    RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE. Un caro saluto da Antonio CORBO

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  3. Avatar concreto
    concreto

    Antonio Corbo,
    come ti ho già precedente spiegato, i tuoi ragionamenti non filano.

    Mi sembra tanto che parli per sentito dire, o per aver letto due pagine di giornale, o forse per portare avanti una tesi a tutti i costi.

    Le rinnovabili sono una soluzione, non LA soluzione.

    Parlando di eolico, che è quello che ci riguarda ad Orta Nova, ti dico e ti ripeto (vai a rileggere i dettagli che ti ho scritto non molto tempo fa) l’eolico ad orta nova ha interessi che non combaciano con la produzione.

    Non è un area ventosa, e se non è ventosa e ci piazzi delle pale vuol dire che ci sono degli interessi diversi che ti spingono a piazzarle.

    E poi sempre con la solita retorica da disinformato:
    – Non è vero che non inquinano, primo perché per montarle bisogna distruggere ettari ed ettari per fare STRADE, ALLACCIAMENTI, TRASPORTI, inoltre gli scavi non vengono fatti a metri come dici tu, ma a decine di metri.
    – Non è vero che l’ecosistema non ne risente, primo perché togli terra coltivabile (vedi per caso colture sotto le pale?) secondo perché la fauna ne risente eccome che ne risente, prova a chiedere ad un gabbiano cosa ne pensa della tua pala che gira piano.

    Come mai sul Gargano (la foresta umbra è area mooolto ventosa) non ci sono pale ?
    Non è perché forse crea danni all’ecosistema e agli animali ?

    Per tua curiosità visita il sito dell’Aeronautica militare (non pincopallo) sulla ventosità (a 25-50-75mt dal suolo), e poi vienimi a riferire se Orta Nova è idonea all’eolico.

    Si chiama ATLANTE EOLICO.

    Per quanto riguarda l’innalzamento della temperatura, sono solo ed esclusivamente IPOTESI nemmeno poi tanto affidabili.
    Ci sono studi con risultati assolutamente opposti a ciò che tu rigerisci.

    Basta con questo eolico ad Orta Nova; Toglie aree coltivabili, disturba la fauna e soprattutto produce davvero poco tanto da diventare inutile.

    OK per le rinnovabili, ma facciamo le dove servono e sono utili, NON AD ORTA NOVA.

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  4. Avatar Antonio Corbo
    Antonio Corbo

    Ehi Concreto, ti sei autonominato novello Catone Censore? Hai chiesto il permesso al gestore del blog, Luca Caporale? A me sembri piuttosto un moccosetto, che fa il saputello inconcludente, che non ha nulla di positivo da proporre e lo palesa anche con un arroganza pari solo alla sua reattanza negativa.
    Prima di tutto palesati, di chi sei, e poi se ne sei capace, attingendo dalle tue alte conoscenze, proponi qualcosa di positivo, anziché sputare sentenze, solo lamentandoti e dicendo sempre e solo no. Oltretutto da come ti esprimi sembra che fai parte della schiera dei negazionisti del cambiamento climatico. Ma quelli rappresentano le lobby del petrolio, ma tu chi sei.
    Io sostengo che dobbiamo uscire dalla pratica del produrre energia con i prodotti fossili (carbone, petrolio e gas) per puntare ad un sistema di produzione di energia rinnovabile. Quella del vento è una di quelle che, a mio parere, ha un impatto ambientale ridotto, ma purtroppo, non inesistente. La caratteristica principale di un sistema di produzione di energia rinnovabile, oltre che mantenere basso l’impatto ambientale, è quella di essere diffusa sul territorio, di essere democratica perché toglie dalle mani di pochi, il controllo sull’energia.
    Sostieni che il rinnovabile non può essere la soluzione del problema. Io so che a oggi la provincia di Foggia produce energia elettrica dal rinnovabile in quantità superiore al suo fabbisogno. E questi sono dati del GSE riferiti al 2014. Oltre al consumo dell’energia elettrica per uso domestico e nel terziario, se si riconvertisse il consumo di energia da parte dell’agricoltura, attingendolo dalla produzione di biogas in azienda; se si cambiasse il modo di far camminare i veicoli, da trazione a combustibili fossili a trazione elettrica, prelevando l’energia dalla produzione rinnovabile in abbondanza (e ti ho fatto l’esempio specifico); se si facessero funzionare i climatizzatori, vincolandone la contestuale installazione ad un adeguato numero di pannelli solari; noi avremmo coperto per il 90% (e forse più) le esigenze di consumo di energia, con quella prodotta con sistemi rinnovabili.
    Tu evidentemente fai parte di quella schiera di persone che, rispetto alla rivoluzione necessaria per tutelare la vivibilità del pianeta, ha un atteggiamento passivo che subisce i cambiamenti che altri fanno (sia in negativo che in positivo), anziché essere attore attivo e positivo.
    Per chiudere questo mio intervento, parli sempre di questo Atlante Eolico. Ma mica questo atlante dice dove mettere gli aerogeneratori. Evidenzia solo la ventosità media del territorio, e non potrebbe fare altro. Nella nostra zona, all’altezza di 50 metri dal suolo c’è una ventosità media di 5/7 metri al secondo. E questo non significa che non è conveniente mettere gli aerogeneratori. Lo dimostra il fatto della quantità di energia realmente prodotta.
    Mi scuso con i frequentatori del blog, per la tipologia polemica di questo mio intervento, che non è stato assolutamente di mio gradimento. Ho sempre sostenuto, e lo sostengo tuttora, che gli interventi sul blog non debbano rappresentare scontri personali, ma osservazioni e contributi di ognuno nel dibattito sull’argomento specifico.
    Un saluto a tutti.
    Antonio Corbo.

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  5. Avatar Concreto
    Concreto

    Come ti ho gia precedentemente detto e ridetto (ma tu fai finta di non leggere) NON SONO CONTRARIO NEL MODO PIU’ ASSOLUTO alle energie rinnovabili.
    Sto solo facendo notare come i tuoi discorsi siano totalmente privi di un nesso logico.

    Ti ho detto e ti ripeto, nuovamente, che A MIO PARERE impianti eolici a orta nova creano più danni che vantaggi.

    Tu affermi che ” Consuma poco terreno e potrebbe consumarne ancora di meno se solo si interrassero, le piattaforme di cemento che le sostegno, di uno o due metri sotto il piano del terreno. A questo proposito voglio rammentare che tutto il ciclo della vita sulla terra coinvolge, in profondità, solo i primi cinquanta centimetri di terra. Hanno un impatto sull’avifauna modestissimo e con le ultime pale a bassa velocità di rotazione (che produce meno rumore e meno ostacolo al volo) si è ancora ridotto. Non esiste inquinamento elettromagnetico, perché i generatori utilizzati sono ad altissimo rendimento. ”

    – Come puoi affermare che il ciclo di vita coinvolge solo i primi 50cm ?
    Falsissimo come le 3€, e senza che ne rimani troppo stupito, vai su google e digita “Fondazioni pale eoliche”, ci resterai molto male.

    – L’impatto sull’avifauna che tu reputi modestissimo, come lo hai quantificato ? Cosa intendi per modestissimo ?

    – Le strade, tubazioni, scavi che si effettuano per realizzare un parco eolico perchè non li consideri ?

    – Ma soprattutto, COME PUOI VALUTARE CHE LE PALE SU TERRITORIO ORTESE PRODUCONO ENERGIA ? Hai per caso accesso ai dati di produzione ?

    – Oltre a vedere questi ventilatori che poco girano, hai visto vantaggi per noi ?

    – Chi ci sta guadagnando ?

    – Chi si occuperà dello smantellamento ? (le pale al loro fine vita finiscono in discarica,lo sai questo? )

    Se poi tu ritieni che tutti questi quesiti siano ATTACCHI PERSONALI, bhè, non so cosa dirti.

    Rileggiti ancora una volta cosa ho scritto, e leggerai che sono favorevole all’eolico, ma SOLO DOVE E’ REALMENTE UTILE, Orta Nova per me non lo è.

    Saluti
    Concreto

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  6. Avatar loro girano, ma noi stiamo fermi a guardare!
    loro girano, ma noi stiamo fermi a guardare!

    un ortese dalle pale eoliche si aspetterebbe qualche beneficio, un vantaggio in termini economici concreto, chessò, una riduzione di una tassa, una bolletta elettrica meno cara, un miglioramento di un servizio pubblico…qualsiasi cosa che stemperi il disagio della presenza di tali mostri di ferro che appestano il paesaggio.
    le varie amministrazioni che si sono susseguite e che hanno assistito passivamente alle evoluzioni tecnico-legislative riguardanti le rinnovabili non hanno saputo cogliere le occasioni che si sono presentate per favorire tutti i cittadini. il risultato è a dir poco deludente, nessuna riduzione di tasse, i servizi pubblici sono sempre più cari e sempre più scadenti, l’agricoltura langue ove le pale sono state installate (e sono centinaia), il presunto futuro ripristino dello stato delle cose (tra una ventina d’anni) è incerto e in mano a srl con capitale sociale di poche migliaia di euro che, con buona probabilità, preferiranno fallire (e cambiare intestazione societaria), piuttosto che accollarsi i considerevoli costi di smaltimento.
    abbiamo la certezza del dissesto paesaggistico e di una grande parte del comparto agricolo un tempo (dove ci sono le pale eoliche) ricco di piantaggioni di pregio, in “compenso” nulla se non la consapevolezza che chi ha sbagliato nelle scelte non pagherà dazio.

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  7. Avatar Antonio Corbo
    Antonio Corbo

    MOBILITIAMOCI
    Il convegno fatto in piazza, oltre a proporre alla discussione dei cittadini ortesi alcuni temi importanti e sensibili (per la verità vedo alquanto disinteresse dei frequentatori di questo blog per gli argomenti trattati) si proponeva anche di fare delle proposte specifiche per ognuno di essi. Dal convegno, sull’argomento della produzione di energia rinnovabile, non è che sia venuto fuori un gran che.
    Però, siccome l’intendo della manifestazione era anche quello di aprire un dibattito fra i cittadini, anche noi cittadini (forse principalmente noi) dovremmo sforzarci di fare qualche proposta.
    Io vedo nella riconversione della produzione dell’energia verso il rinnovabile, una vera e propria rivoluzione sociale e culturale, che deve coinvolgere tutti noi e tutta la società. Per questo motivo ho sempre ritenuto che questo nuovo modo di produrre energia doveva essere in mano a tutti i cittadini, e non in mano a pochi speculatori. Quando affermo che la produzione di energia rinnovabile diffusa sul territorio è modo democratico di produrla, intendo dire proprio questo: chi deve detenere la gestione di questa rivoluzione, devono essere i cittadini tutti: in modo diretto, con la micro generazione (con piccoli impianti domestici, aziendali o nelle istituzioni), ed in modo indiretto, per la grossa generazione, attraverso le istituzioni pubbliche. Pertanto ritengo che siano illegittime le concessioni date a società private, anche straniere, per mettere a profitto di parte, un bene comune come è l’energia del vento, del sole, del mare, e di tutti quei modi possibili che tendono ad utilizzare un bene comune.
    Ma oggi stiamo già in avanti e dovremmo proporre una soluzione.
    La maniera ideale sarebbe quella di annullare le concessioni date e far passare la palla in mano ai cittadini. Ma questo penso possa essere possibile solo con un forte movimento di massa e con una vera forte e convinta volontà politica di fare propria la rivoluzione di cui dicevo prima.
    L’altra soluzione è quella di far arrivare i vantaggi della produzione di energia rinnovabile, in modo diretto ai cittadini. Il pagamento delle royalty e il pagamento delle tasse alle amministrazioni comunali non rappresenta un vantaggio diretto per tutti i cittadini, primo perché (fatte rare eccezioni) parliamo di ben miseri vantaggi; secondo perché la gestione affidata alla cultura faziosa della classe politica che ci ritroviamo, non è assolutamente a vantaggio vero per tutti i cittadini.
    Allora per distribuire in modo diretto i vantaggi ai cittadini l’unico modo possibile è quello di far utilizzare direttamente ad essi l’energia prodotta.
    Come?
    In Basilicata è stato fatto un primo timido passo in questo senso, con uno sconto di una certa cifra annuale sul consumo di combustibile per l’uso dei veicoli. Seguendo quella strada si potrebbe applicare uno sconto in bolletta ad ogni contratto di fornitura elettrica; si potrebbe attuare un regime di pagamento dell’energia elettrica prodotta dagli impianti eolici, ai costi industriali. Per il quarto trimestre 2015, il GSE ha stabilito in poco meno di 5 cent/€uro il costo di un Kwh. Si potrebbe pensare , anche per incentivare la transizione all’elettrico dei trasporti privati, a non far pagare la corrente a chi la usa per ricaricare le batteria delle automobili elettriche o ibride.
    E via dicendo.
    Ci potrebbero essere altri metodi simili, l’importante che il beneficio arrivi direttamente al cittadino che è costretto a sopportare la vista delle pale che girano.
    La transizione verso l’autotrazione elettrica, porterebbe con se anche la produzione di nuovi posti di lavoro, se si attuasse la politica di trasformare le attuali auto alimentate a combustibili fossili, in auto elettriche o ibride. L’operazione è simile a quella che si fa per trasformare una macchina a benzina, in una macchina alimentata a metano o GPL. E quest’ultimo modo non è altro che mettere in pratica il principio dell’economia circolare.
    Antonio Corbo

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