
È ancora il consigliere Olivieri a elevare lamentele sulla gestione burocratica ed amministrativa dell’Unione dei Cinque Reali Siti che pare sia diventato, ormai, solo uno ente inutile dove ogni tanto ci si incontra, si stringono mani, si fanno nuove conoscenze, ci si invita a vicenda alla processioni dei santi patroni e, per qualcuno, è divenuta una vera e propria Fiera delle Vanitá. Fino ad agosto scorso si faceva fatica a celebrare i consigli per via delle numerose assenze sistematiche dei consiglieri, oggi, invece, cosa più grave, non si riesce nemmeno a convocare un normale consiglio visto che non vengono notificate le convocazioni che per legge dovrebbero arrivare ai consiglieri con un congruo anticipo rispetto alla data prefissata del consiglio stesso di almeno 3/5 giorni proprio per permettere al consigliere di esplerare al meglio il proprio incarico istituzionale. Purtroppo è quanto accuduto in occasione dell’ultimo consiglio celebratosi venerdi mattina scoso, che ha registrato varie anomalie nella notifica di convocazione e nella redazione dell’ordine del giorno. Tali anomalie hanno indotto Olivieri, sebbene i temi discussi e trattati meriterebbero rispetto e vasta condivisione politica di tutti, a chiederne l’annullamento proprio perchè vari consiglieri non hanno ricevuto in tempo utile la notifica della convocazione prevista per legge ed inoltre l’ordine del giorno non riportava quanto previsto dallo Statuto vigente a seguito delle dimissioni dell’ex presidente del consiglio, ovvero la possibilitá di elezione e nomina di un nuovo presidente al primo consiglio utile da convocare. Nell’attesa di risposte ufficiali da parte degli uffici di segreteria dell’Unione, è tanta l’amarezza nel vedere morire lentamente un Ente che è stato, in passato, molto attivo e vicino alle problematche del territorio ed è stato esempio per altre realtè che hanno inteso consorziarsi in unione dei comuni (vedi l’Unione dei Comuni della Baronia). Il lento decadimento dell’ente sovracomunale e l’evidente lassismo della classe dirigente, porta, sempre più, al ritorno incontrastato dei campanilismi delle cinque cittadine a discapito di quelle finalitá politiche e sociali di unitá e condivisione di un territorio ricco di storia, di prodotti agricoli, di artigianato locale e risorse umane.
Comunicato stampa

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