Un momento dell'intervento del Generale Cornacchia
Un momento dell’intervento del Generale Cornacchia

Il terrorismo, le BR, la mafia, il sequestro Moro e tutti gli snodi più importanti che hanno caratterizzato gli anni 70-80 nell’incontro di Antonio Cornacchia, Generale dei Carabinieri, presso l’Istituto Olivetti di Orta Nova. Ha parlato agli alunni delle classi terminali di quei fatti di cronaca che spesso si trovano solo accennati nei programmi di storia. Su invito del dirigente scolastico Giuseppe Russo, con la collaborazione dell’Unitre 5 Reali siti (presente la professoressa Rina Di Giorgio Cavaliere), il dibattito è stato moderato da Duilio Paiano, giornalista. “Cornacchia sostituisce i libri di storia con il suo vissuto, è testimone diretto di quei fatti, attraverso i suoi ricordi si trasmette una conoscenza palpitante, reale”, ha detto nell’introduzione. Le tappe di quel periodo Cornacchia le ha fissate in due libri. L’ultimo, del 2016 si intitola “Retroscena di un’epoca”, il precedente “Scene da un’epoca”. Ha fatto riferimento a più passi dei testi pubblicati: “Non le dico solo queste cose, le scrivo”. Parla di alcuni fascicoli che aveva redatto sulla strage di Bologna alla cui inchiesta, fra le tante, ha contribuito, dell’alternarsi dei giudici in quel lungo processo, del lodo Moro e della pista palestinese. Ha fatto riferimento alla sua personale conoscenza del generale Dalla Chiesa: “Ne ero il braccio destra, rubarono il memoriale di Moro quando lo uccise materialmente la mafia, i mandanti non so chi siano”. Nelle ore di confronto sui temi più scottanti della nostra storia, molti dei quali ancora avvolti nel mistero, gli studenti non hanno perso una battuta. La forza dell’esperienza  di quel poliziotto, il cui nome in codice era  ‘Airone1’– ha arrestato Renato Vallanzasca, per primo aprì il bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani trovando il corpo di Aldo Moro, ha scoperto i covi delle BR e dell’Anonima Sarda- li ha appassionati tanto che c’è stata una vera e propria gara alle domande nella fase del dibattito. “Moro mi dicevano che poteva essere salvato, ognuno fece la propria parte per localizzare dove fosse tenuto in ostaggio. Si fece appello alla mafia, alla ‘ndrangheta, alla banda della Magliana, al Vaticano, alla politica”. Le cose andarono diversamente e nei toni del ricordo traspare anche il dolore, il rammarico dopo tanti anni. Qualcuno gli ha chiesto della P2 e di Licio Gelli, se ci fosse qualche collegamento con quel clima di tensione dell’epoca: “La P2 si occupava di affari– ha risposto- non ha mai ordito contro lo Stato”. Cornacchia, che nell’ultimo periodo della sua carriera è stato  al Sismi, ha affiancato importanti uomini politici dell’epoca, da Lattanzio a Cossiga a Leone. Non racconta soltanto, rivive quei momenti con partecipazione come testimone ed attore di un’epoca il cui ricordo consegna alle nuove generazioni perché non dimentichino ma riflettano.

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