Gianluca Di Giovine lascia la presidenza dell'Orta Nova che Vorrei
Gianluca Di Giovine lascia la presidenza dell’Orta Nova che Vorrei

Eccoci qua!!! La vita ci pone di fronte delle scelte, potremmo dire che la vita stessa è una continua scelta, un divenire tra le possibilità, un cammino tra e per le diverse strade che incontriamo nel mondo. Per me è arrivato il tempo di lasciare la presidenza dell’Orta Nova che vorrei, è il momento di dire a se stessi che non si ha nessuna paternità, o meglio, la paternità consiste proprio nel lasciar andare le proprie creature, nel guidarle e poi farle volare autonomamente nei cieli dell’esistenza. Dal 12 settembre 2016 sarò un membro dell’Orta Nova che vorrei e l’associazione sceglierà la persona giusta, in grado di guidarla verso nuovi e più ampi traguardi. Non so se ho lavorato bene, penso, però, da una parte di aver ‘costruito’ un movimento sociale-politico e culturale sempre presente nel contesto ortese, che non si presenta solamente alle elezioni o nei momenti cruciali della vita sociale del paese, ma è costantemente attento e orientato al perseguimento del bene comune. Non sono stato capace, invece, di smuovere altre coscienze critiche che sono presenti nel nostro territorio e non sono stato in grado di tenere insieme grandi personalità del nostro paese. Di tutto ciò chiedo scusa al paese intero. Spero e credo che la nuova dirigenza dell’Orta Nova che vorrei faccia meglio questo lavoro di semina e raccolta di personalità importanti per la crescita di Orta Nova e continui a respirare la stessa aria che respirano gli ultimi, i dimenticati e subalterni al potere dominante. Non sono stato bravo nel far amare l’Orta Nova che vorrei, anche a coloro che vi appartengono, pochi si sono letteralmente sacrificati per ‘lei’. Continuerò la mia attività e il mio impegno nella mia associazione cercando di continuare a stare tra i poveri. Ho un grande desiderio: provare a essere piccolo tra i piccoli. A tal proposito concedetemi solo di togliermi un sassolino dalle scarpe: ai tanti detrattori di questo periodo, i quali sostenevano che da un momento all’altro sarei entrato in un partito o avanzato proposte di carriera, eccovi il ben servito!!! All’Orta Nova che vorrei non posso che augurare tutto il bene possibile, ma soprattutto auspico che ‘lei’ sia continuamente mendicante della verità e della giustizia, che le ricerchi senza averne la presunzione di averle trovate e che, soprattutto, parafrasando Majakovskij: mia cara Orta Nova che vorrei, “non rinchiuderti nelle tue stanze ma resta amica dei ragazzi di strada.”

Lacio drom

Gianluca Di Giovine

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