Una raffigurazione della Natività
Una raffigurazione della Natività

Gesù Bambino

Ha aperto gli occhi splendenti

E luminosi

Tra Maria e Giuseppe

Nella grotta di Betlemme.

 

Che cosa vede?

Si rabbuia e se ne dispiace.

Madri che non sono più madri,

figli superbi e ingannatori,

anziani abbandonati

e avvolti nella nebbia

del male altrui,

popoli maltrattati,

inseguiti,

morenti,

per mare e per terra,

giovani vaganti,

senza meta e senza orgoglio,

ciondolanti e seccati,

dispersi senza motivo,

l’un contro l’altro

per ingordia e denaro.

“Ma dove sto”?

Chiede il Bambinello preoccupato

Alla Madre.

Dove sono finiti

Quei bimbi semplici

E sereni

Che aspettavano

Per Natale

Il dono desiderato,

una carezza e un abbraccio

con amore e tenerezza?

Dove sono finite

Le famiglie unite

Con la mamma amorevole

E presente

E il babbo burbero ma buono?

Dove sono finiti

I nonni dimenticati,

presenti solo all’anagrafe

del Comune?

 

La Madonna

Paziente,

lo rassicura:

“Vedrai Gesù,

qualcosa cambierà,

con la tua infinita misericordia,

farai tornare tutto

come prima,

regneranno bontà,

grazia, affetto,

benevolenza, serenità”

 

Che musica dolce

Nel cuore

Dei puri

E dei miti!

 

La mia infanzia lontana

Ricorda il tempo trascorso,

ancora nel passato,

protetto nel presente.

 

Rocchina Morgese

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