
Cittadini, sulla possibilità di delocalizzazione del mercato settimanale, non siate preda di venditori di fumo e trombettisti senza truppe!!! Per scelta mi ero imposto di non rispondere alle tante speculari provocazioni (che come sempre si dimostrano invece funzionali a tentativi vari di strumentalizzazione) in riferimento ad una questione che meriterebbe invece un atteggiamento di assoluta responsabilità amministrativa e politica. L’interesse dei cittadini e degli stessi operatori, dovrebbe essere al centro dell’attenzione e dell’attività amministrativa di tutti, trattato con rispetto, posto al di sopra di ogni interesse politico o di parte, ma così non è da tempo. Le tante sollecitazioni di queste ultime ore mi impongono però un doveroso chiarimento, tanto da scegliere questa volta di non rivolgermi ai soliti “trombettieri senza truppe” ma ai cittadini, ai quali assicuro che lo spostamento del mercato programmato dalla maggioranza non solo si farà, ma si farà anche a breve. La sentenza del TAR a cui fanno riferimento i soliti “sbandieratori e cortigiani” non è una sospensiva ma un’Ordinanza di accoglimento dell’istanza cautelare. Non è una sentenza in quanto il procedimento amministrativo ingenerato non è stato neanche ancora avviato, essendo il giudicante amministrativo in attesa che il comune fornisca gli opportuni chiarimenti in merito agli obblighi imposti dall’art. 32 della legge regionale 24 del 2015. In pratica il TAR vuole accertarsi che l’amministrazione pubblica abbia valutato ogni possibilità di riorganizzazione dell’attuale mercato di Via Lenoci, cosa che faremo in una imminente e per altro già programmata deliberazione Consiglio Comunale. Con il programmato deliberato di Consiglio, prenderemo atto della documentazione tecnica acquisita e delle disposizioni legislative in materia igienico-sanitaria e di sicurezza, dimostrando nei fatti l’assoluta inadeguatezza dell’attuale area mercatale come richiesto agli art. 32 della Legge Regionale in ossequio a quanto previsto anche dall’art. 34. Tutto ciò era già nel programma degli adempimenti amministrativi da adottare e non vedo quale progetto sia stato bocciato dal TAR se una prima parte degli atti tecnici occorrenti, è stata presentata appena l’altro ieri. Non capisco quali siano le somme che mi si chiede di restituire o che dovrebbe restituire il tecnico incaricato (che tra l’altro non ha ancora percepito nella misura deliberata e non in quella più volte impropriamente citata), laddove la Determina è di competenza del Responsabile Unico del Procedimento che ha valutato compensi con le dovute competenza e professionalità di sempre, in conformità alla normativa vigente. Atti tecnici tra le altre cose preliminari alla fase vera e propria di delocalizzazione, ancora da venire e che di certo non è quella degli atti deliberativi impugnati. Atti che trattano semplicemente della scelta dell’area da ritenere adeguata e non della delocalizzazione. Ciò fatto, provvederemo ad inviare tutta la documentazione al TAR come ordinato e quindi a dare mandato ad un avvocato di fiducia dell’Ente per tutta la fase di costituzione in giudizio. Approfitto dell’occasione per riferire ai cittadini che, nonostante il Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con nota prot. n. 3794 del 12-03-2014 (Indicazioni tecniche di prevenzione incendi per l’installazione e la gestione di mercati su aree pubbliche con presenza di strutture fisse, rimovibili e autonegozi) abbia diffuso le norme tecniche da rispettare nell’esercizio delle attività commerciali su aree pubbliche, la stessa Prefettura di Foggia, con nota circolare n. 41971 del 20-12-2016 indirizzata ai Sindaci, Questore, Comandante provinciale dell’arma dei Carabinieri e al Comandante provinciale dei VV.d.F. di Foggia e acquisita al protocollo comunale n. 23112 del 21-12-2016, ha intimato il rispetto delle medesime norme di sicurezza a cui anche noi ovviamente siamo tenuti ad attenerci. Di per sé, solo questo basterebbe a giustificare il provvedimento di delocalizzazione in un’area più idonea e adeguata, ma in verità va detto che anche le note inviate dai Vigili e dall’ASL già da tempo registrate al protocollo comunale, impongono una definitiva risoluzione. Vi è di più, il Codice del Commercio e lo stesso Regolamento Comunale vigenti, non trovano alcuna condizione di compatibilità con l’attuale area di Corso Lenoci. Allora, di cosa stiamo parlando e cosa fa agitare impudentemente tanti sprovveduti. Alla maggioranza amministrativa di cui mi onoro di fare parte, sull’argomento interessa la concretezza e tre cose in particolare:
1) il rispetto della volontà della maggioranza dei cittadini e delle leggi,
2) risolvere i problemi e le difficoltà per una maggiore serenità e vivibilità del nostro centro abitato,
3) il rispetto, la tutela e il sostegno degli operatori economici del mercato, da qualsiasi parte essi provengano.
In proposito, a questi ultimi, mi sento di rivolgere un caloroso appello affinché rispondano a breve al bando per l’assegnazione dei posteggi e soprattutto di non dare ascolto a quanti diffondono notizie false, in merito alla sospensione del Bando regionale. Il Bando non è affatto sospeso e quindi i termini fissati con la pubblicazione sul BURP sono efficaci e non vi è alcuna possibilità di deroga! Va detto con chiarezza che coloro i quali non risponderanno al Bando entro il termine fissato, perderanno ogni diritto al posteggio e soprattutto ogni possibilità di utilizzare i punteggi come articolati e disposti!!! Nelle more delle disponibilità di bilancio, ci apprestiamo ad organizzare e attrezzare un’area mercatale all’avanguardia, con tutti i servizi e le dotazioni necessari. Ci apprestiamo inoltre, ad organizzare e istituire il Distretto Urbano del Commercio con altri comuni dell’Unione dei cinque reali siti, affinché si possano utilizzare finanziamenti regionali di imminente pubblicazione per attuare interventi di riqualificazione urbana e attività di promozione del settore commerciale. Per la stessa Via Lenoci e tutto il centro storico del nostro comune, potrà essere garantito un rilancio effettivo delle attività commerciali in sede fissa anche con iniziative di promozione e animazione, l’arredo urbano e la rivalutazione del patrimonio immobiliare degli stessi fabbricati urbani. A mio avviso questo significa dare corretta informazione e dimostrare consapevolezza dell’esercizio di un ruolo istituzionale che investe non solo gli assessori, ma i Consiglieri Comunali tutti. Dicano i cittadini chi dovrebbe allora dimettersi, il sottoscritto oppure quanti hanno ampiamente dimostrato di non avere alcun interesse all’informazione o che probabilmente non riescono neanche a comprendere il significato di uno scritto o di un disposto. Dicano allora i cittadini se vogliono dare ascolto ed essere rappresentati da trombettisti di turno e sbandieratori di menzogne, oppure riporre la loro fiducia a quanti cercano, anche se con grande difficoltà, di impegnarsi per il bene comune di tutti i cittadini.
Avv. Antonio Attino
assessore al commercio e attività produttive

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