Sgominata la banda degli assalti ai portavalori in Toscana, arresti tra Cerignola e Stornara
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Luca Caporale
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Foto di repertorioDue errori tecnici fatali e la superbanda di cerignolani specializza nell’assalto di portavalori contenete sei milioni di euro viene sgominata dal servizio centrale operativo della polizia, che ha coordinato il lavoro delle squadre mobili di Foggia, Pisa, Ancona e Firenze. Otto le misure di custodia cautelare nei confronti di pregiudicati cerignolani di altissimo profilo criminale, capeggiati da Antonio Braschi, e Pasquale Saracino, rispettivamente di 39 e 43 anni L’accusa è di tentata rapina, detenzione di armi da guerra, ricettazione e riciclaggio a seguito di una maxi-rapina poi fallita avvenuta il 30 settembre 2017 a Fauglia, nel pisano. Con loro in manette sono finite altre sei persone, tutte con compiti tecnico logistici: Cosimo Cirulli, detto Attila, Pasquale Matera, Gennaro Lorusso, Damiano Carlucci, Giuseppe Stefanelli e Matteo Lagrasta, tutti tra i 35 e i 45 anni. Due errori, dunque. Il primo è stato quello di non essersi liberati di una viacard trovata all’interno di una delle macchine utilizzate per il gran colpo, che per la fretta non è stata distrutta dalla banda. Da quella viacard si è risaliti alle immagini di videosorveglianza di un autogrill dov’era stata acquistata la scheda. Secondo errore, quello fatale. Cirulli dopo un conflitto a fuoco in cui sono stati sparati 170 colpi di fucili AK 47 aveva involontariamente segato anche un tubo presente sul tettuccio del furgone blindato azionando il cosiddetto spumablock, un reagente che riduce i sacchi di denaro presenti all’interno della vettura blocchi di gesso. La banda era pronta a colpire di nuovo, ieri sera gli arresti ritenuti “urgenti”. Sullo sfondo dell’organizzazione la regia occulta di Paolo Sordo, vera mente criminale della banda, già in carcere e quindi non coinvolto direttamente nel colpo dell’anno. Comunicato stampa
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