
1) le operazioni di voto sono iniziate un’ora prima dell’ora indicata sul manifesto come quella di inizio del congresso e così nell’urna sono magicamente finite prima del tempo 17 schede
2) il congresso si è svolto senza la presenza di un garante, perché la commissione provinciale non ha provveduto a nominarne uno;
3) in assenza di un garante nominato dalla commissione provinciale, il circolo di San Marco in Lamis, pur non avendone poteri, ne ha nominato uno individuandolo addirittura in un candidato, che, in quanto tale, non poteva affatto svolgere quel ruolo;
4) e per finire, l’anagrafe degli iscritti in possesso del circolo registrava un numero di tesserati pari a 140, mentre l’anagrafe approvata dalla commissione provinciale ha certificato che il circolo di San Marco in Lamis ha un numero di iscritti pari a 106…nel tratto stradale che separa Foggia da San Marco si è verificata la moltiplicazione dei pani e dei pesci, evidentemente.
Insomma, dopo le nozze di Cana, è andato in onda “Lo strano caso del congresso di San Marco in Lamis”, con l’alta regia di chi ha in spregio le regole e la necessità di rispettarle, offendendo così l’intera comunità dei democratici e delle democratiche. Nulla di nuovo su questi schermi, a parte la necessità di denunciare con forza chi ricorre a espedienti di ogni sorta pur di alterare il fisiologico svolgimento di quello che dovrebbe essere un confronto tra idee, leale, rispettoso e democratico, non solo a chiacchiere. Nulla di inedito, a parte la sempre più urgente necessità di un cambio di passo e di una netta discontinuità. Nulla di democratico.
#liberidiscegliere
Nota da Facebook di Iaia Calvio

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