
Le dimissioni dell’ormai vice sindaco Renata Abruscio, hanno scosso la vita politica nella città di Orta Nova. A distanza di quasi due mesi e mezzo abbiamo incontrato il referente della Lista “Il Nastro“, Antonio Abruscio, che ha contribuito alla vittoria alle scorse elezioni dell’amministrazione guidata dal sindaco Lasorsa. “Il NASTRO movimento politico non è attualmente presente in consiglio comunale“, ha esordito Abruscio, prendendo di fatto le distanze da Domenico Lasorsa, consigliere e nipote dell’attuale sindaco, subentrato alla consigliere Abruscio. “La scelta di supportare l’attuale maggioranza fu motivata da una situazione politica che non ci garantiva la possibilità di poter esprimere una nostra candidatura per la carica di primo cittadino – continua Abruscio – una decisione che ha di fatto allontanato diversi soggetti, tra cui lo stesso coordinatore, che avevano sposato il progetto. L’allontanamento di queste personalita’ ha di fatto impoverito le nostre possibilità, rendendo la lista incompleta“. Abruscio ricostruisce poi le fasi che hanno preceduto la campagna elettorale: “dopo diversi incontri col dr. Lasorsa ed alcuni rappresentati della sua squadra, raggiungemmo un accordo sulla composizione della giunta in caso di vittoria. Nel corso della formazione delle liste, poi, ci accorgemmo che avremmo fatto fatica a chiuderne tre delle quattro che loro pensavano di presentare; si decise, quindi, di redistribuire parte dei candidati nelle diverse liste, ed alla mia ne vennero aggiuti due, di cui uno era il nipote del sindaco. All’indomani delle elezioni il “Nastro” conquistò un seggio
che sarebbe spettato a Renata Abruscio, precedendo Domenico Lasorsa e il sottoscritto. “Il Nastro sarebbe stato rappresentato in consiglio da Renata ed in giunta dal sottoscritto – ha ribadito Antonio Abruscio – ma le cose andarono diversamente: in maggioranza iniziò il balletto e a farsi spazio l’ipotesi di riprogrammare i ruoli in giunta. Ricevetti, allora, la visita del sindaco e di alcuni componenti della maggioranza, che mi proposero di lasciare spazio in giunta a mia figlia Renata (incurante del mio disaccordo, nominò mia figlia assessore con delega a vicesindaco, creandomi una situazione d’imbarazzo!) cosa che, fra l’altro, spianava la strada in consiglio comunale al nipote Domenico Lasorsa.
Eletta la giunta, nessuno più venne a bussare alla mia porta, ovvero mai, e dico mai, furono convocati i “tavoli della politica”, dando inizio al quel processo di sbilanciamento descritto dalla vicesindaco dimissionaria nel suo comunicato stampa. Finanche la nomina a capogruppo in consiglio della nostra lista nella persona di Domenico Lasorsa (al quale chiediamo di non idensificarsi come espressine politica del Nastro, e di confluire in altro gruppo), venne presa senza il consulto del referente politico! Intanto, percepivo le difficoltà che stava incontrando la nostra rappresentante in giunta. Una delle prime decisioni importanti che dovette prendere la maggioranza, riguardava l’adeguamento della TARI; noi del Nastro eravamo fermamente contrari a tale decisione – ribadisce Abruscio – un aumento spropositato e inutile alla luce della situazione che stava vivendo la SIA, che in data 29/05/2019 aveva presentato istanza di concordato, poi rigettata dal Tribunale; ma sindaco e compagno, incuranti della nostra disapprovazione, optarono per l’aumento.

Senza parlare, poi, del contratto della pubblica illuminazione, della questione cimiteriale e di quella relativa al comandante della polizia municipale. Temi su cui pure, mai è stato convocato il tavolo della politica. Lo scorso 27 Novembre arrivarono poi le dimissioni da vice sindaco di Renata Abruscio, venne quindi sancita la parola fine sul rapporto tra “Il Nastro” e l’amministrazione Lasorsa”, a distanza di qualche settimana poi in un comunicato stampa, l’ormai ex vice sindaco, pose l’attenzione sulla figura del presidente del consiglio, definendo l’amministrazione “Boreacentrica”.
“Dispiace constatare quanto accaduto – conclude Abruscio – il rispetto degli accordi preelettorali avrebbe sancito la nascita di un progetto politico molto interessante, ma le cose sono andate diversamente. Sottolineo questa non è politica è un’altra cosa! Ribadisco a nome del movimento politico Il Nastro la totale estraneità a questa maggioranza“.

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