Sfiora i 100 milioni di euro il maxi-sequestro conservativo emesso dal presidente della Sezione Giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti su richiesta della procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti nei confronti di 61 privati (in qualità di rappresentanti legati di 49 società titolari di altrettanti impianti solari fotovoltaici), ritenuti indebiti percettori di contributi per la produzione di energia elettrica erogati dal Gestore dei Servizi Energetici – G.s.e. spa. Nel corso delle indagini sono state accertate violazioni nell’ottenimento di incentivi statali per la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante la realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli in Basilicata (e prevalentemente in provincia di Matera) – i finanzieri hanno appurato che gli impianti beneficiari dei contributi statali erano stati costruiti in assenza di idoneo titolo giuridico autorizzativo e che i responsabili avevano anche ricorso all’artato frazionamento dei terreni e a prestanome. Ad eseguire il sequestro preventivo sono state le fiamme gialle dei comandi provinciali di Roma e Bolzano. La Guardia di finanza ha segnalato alla magistratura contabile un nocumento erariale pari a 99 milioni di euro che corrisponde agli incentivi pubblici erogati da G.s.e. e indebitamente percepiti, fino al giugno 2022, dalle società titolari degli impianti fotovoltaici. Per questa frode sono stati ritenuti responsabili a titolo doloso 61 soggetti nei cui confronti è stato notificato l’invito a dedurre e operato, su tutto il territorio nazionale, il sequestro conservativo dei beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie e partecipazioni societarie, fino alla concorrenza del danno constatato.

Coinvolti nell’operazione anche la Famiglia Grieco, proprietaria della catena Proshop e dell’Audace Cerignola, che in una nota diffusa dai propri legali si è detta parte lesa: “Gli investimenti in materia di energie rinnovabili della famiglia Grieco – spiegano in una nota gli avvocati Roberto Ruocco e Michele Vaira – sono del tutto residuali rispetto al core business dell’azienda, e hanno come unica finalità quella di sostenere responsabilmente la green economy e contribuire alla transizione ecologica. Rispetto all’indagine della truffa ai danni dello Stato, che vede indagati i presunti ideatori e i relativi prestanome, la famiglia Grieco riveste la qualità di persona offesa, avendo acquistato i parchi in assoluta buona fede, come stabilito da una recente sentenza irrevocabile del Tribunale di Milano. Il GSE, gestore dei servizi energetici, nell’ambito degli accertamenti sulla sussistenza di tutti i requisiti per l’accesso alle previste tariffe, non ha eccepito alcun rilievo. La famiglia Grieco esprime la propria fiducia nell’operato della Magistratura Contabile che potrà, così come quella penale, apprezzare la linearità della condotta della proprietà e della dirigenza del proprio gruppo aziendale”.

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