“La riorganizzazione della rete dell’Emergenza-Urgenza della Regione Puglia inserita all’interno dell’aggiornamento della rete ospedaliera deliberata dalla Giunta lo scorso 31 luglio, tanto decantata da Emiliano e Piemontese che hanno annunciato in pompa magna il rafforzamento e l’aumento della rete ospedaliera dei posti letto in Puglia, non è altro che la riproposizione del riordino ospedaliero e rete emergenza contenuto nella DGR 30/11/2016 n° 1933. E ciò significa, semplicemente, che non è stato fatto un lavoro di attualizzazione rispetto ai fabbisogni di un settore in grande sofferenza, diffusamente sotto organico e che con grande spirito di sacrificio cerca quotidianamente di garantire un servizio vitale ai cittadini pugliesi”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, che evidenzia: “Se 8 anni fa, nel 2016, il fabbisogno per la provincia di Foggia era di 40 mezzi di soccorso complessivi, qual è la reale fotografia della situazione odierna? Quanti mezzi sono effettivamente operativi e come sono territorialmente distribuiti? Cosa manca? Quel che è sicuramente facile intuire è come la rete dell’Emergenza-Urgenza in Capitanata sia in difficoltà, tenendo presenti parametri oggettivi come l’estensione del territorio, la distanza tra i grandi centri e le piccole realtà dei Monti Dauni e del Gargano, l’aumento esponenziale della popolazione per la presenza di milioni di turisti nel periodo estivo nelle località balneari del Promontorio e, soprattutto, la grave e diffusa carenza di personale medico”. De Leonardis chiede: “Come è possibile, oggi, procedere ad uno specifico provvedimento di revisione della configurazione e dei numeri della rete territoriale di emergenza senza che, ad esempio, nella DGR 1119 del 31/07/2024, vi siano le tabelle comparative tra lo stato dell’arte e la nuova rete dell’Emergenza Urgenza? La formula dell’Agenas per la determinazione del fabbisogno minimo dei mezzi di soccorso avanzato “mike”, cioè con medico e infermiere a bordo, e “india”, solo con infermiere a bordo, prevede almeno un mezzo di soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti per un territorio non superiore a 350 kmq. Applicando la formula dell’Agenas, nella deliberazione n. 1933 del 30/11/2016, si arriva al valore della dotazione minima di mezzi di soccorso avanzato occorrenti nella Regione Puglia suddivisa per ogni Asl. Tale dotazione e relativa suddivisione – prosegue De Leonardis – è contenuta nella DGR 1933/2016 dove vengono riportati anche i mezzi di soccorso di base e i mezzi di soccorso avanzato da integrare per la gestione delle patologie complesse. Una siffatta tabella non è invece presente nella DGR 1119/2024, ma viene riportata una tabella riepilogativa in cui vengono indicati un numero generico di postazioni medicalizzate 118 (appena 7 per Asl Foggia) in misura decisamente inferiore al numero minimo Agenas (18 nel 2016 appunto). Delle 6 Asl pugliesi, peraltro, solo Bari non subisce tagli. C’è da chiedersi – evidenzia De Leonardis – come è stato effettuato il conteggio? Manca inoltre l’indicazione delle sedi delle postazioni-mezzi di soccorso 118 così come invece riportato nella DGR n. 1933. Vi è incongruenza tra l’importanza evidenziata e riscontrata degli interventi del 118 per le patologie tempo-dipendenti e la diminuzione del numero di mezzi-postazioni del 118. E poi, una contrazione del numero delle postazioni non favorisce il rispetto dei tempi previsti dai protocolli operativi del 118 per gli interventi in area extraurbana. Alla luce di ciò, è ovvio ritenere inefficace e dannosa questa riorganizzazione del SET 118 che si vuole effettuare, sulla base dell’organico disponibile, in tempi brevi e con superficialità. Senza dimenticare un ingiustificato ed indiscriminato taglio messo in atto dal centrosinistra di Emiliano che si tradurrà in ulteriori disservizi per la popolazione ed un maggiore stress per il personale sanitario”, conclude De Leonardis.

Comunicato stampa

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