E’ diventato virale nelle ultime ore un post su Facebook di Tatiana Pugliese, sorella di Natasha, la 24enne di Cerignola che ha perso la vita, tre giorni fa presso il Policlinico Riuniti di Foggia, durante un intervento alla trachea, in seguito ad una trachetomia, dovuta ai postumi di un incidente stradale, avvenuto lo scorso 18 Giugno, che aveva causato un coma alla giovane, salvo poi tornare cosciente, ma con alcuni problemi respiratori causati dalla tracheotomia. Secondo la ricostruzione della sorella, il personale dell’ospedale foggiano, avrebbe prima consigliato un trasferimento a Roma per tale intervento, salvo poi procedere nella stessa struttura, ma una emorragia avrebbe causato il decesso della giovane.

In seguito alcuni conoscenti avrebbero aggredito il personale sanitario, pochi minuti prima, secondo la ricostruzione della giovane, i medici avrebbero comunicato alla stessa la gravità della situazione ma non il decesso, i parenti, visto l’arrivo di una decina di volanti della polizia, si sarebbero allarmati scoprendo l’amara verità, pubblichiamo di seguito il post di Tatiana Pugliese.

Un episodio che da un lato conferma l’emergenza in cui è spesso costretto a lavorare il personale sanitario, dall’altro l’ipotesi di un episodio di mala sanità, con l’auspicio che la magistratura possa mettere in evidenza le responsabilità tanto sull’aggressione, tanto su quanto accaduto alla giovane cerignolana.

2 risposte a “Parla la sorella della 24enne deceduta al Riuniti: “Ci siamo accorti del decesso dall’arrivo della Polizia, l’intervento doveva avvenire a Roma””

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    L’aggressione al personale sanitario del Policlinico Riuniti di Foggia è un episodio estremamente grave e preoccupante, che evidenzia diverse problematiche. Da un lato, c’è la tragedia personale dei familiari della giovane, il cui dolore è comprensibile ma non giustifica in alcun modo la violenza. Dall’altro, questo incidente sottolinea la crescente esposizione del personale sanitario a situazioni di pericolo, che vanno ben oltre le sfide mediche.

    Il fatto che un numero così elevato di persone sia riuscito a entrare nel reparto e aggredire fisicamente i medici e gli infermieri dimostra un problema di sicurezza nelle strutture sanitarie. Questi luoghi dovrebbero essere spazi protetti, sia per i pazienti che per chi vi lavora, ma episodi come questo mostrano come tali spazi possano essere violati, mettendo a rischio vite umane.

    Inoltre, il ripetersi di aggressioni contro il personale sanitario è un fenomeno che dovrebbe suscitare un serio dibattito su come migliorare la sicurezza negli ospedali e garantire che i professionisti della salute possano svolgere il loro lavoro senza il timore di essere attaccati. È necessario un intervento deciso da parte delle istituzioni per prevenire simili episodi, proteggere il personale e, al tempo stesso, fornire supporto psicologico ai familiari dei pazienti in momenti di estrema difficoltà.

    In sintesi, questo episodio è un triste riflesso delle tensioni che possono sorgere in contesti di dolore e disperazione, ma rappresenta anche un segnale d’allarme per la necessità di rafforzare le misure di sicurezza e supporto nei luoghi di cura.

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    In conclusione, l’aggressione al personale sanitario del Policlinico Riuniti di Foggia mette in luce diverse criticità che richiedono un’attenzione immediata:

    1. Sicurezza negli ospedali: È fondamentale rafforzare le misure di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie per prevenire simili episodi di violenza. Il personale sanitario deve poter lavorare in un ambiente protetto e sicuro.
    2. Supporto ai familiari: È altrettanto importante fornire adeguato supporto psicologico ai familiari dei pazienti, soprattutto in situazioni di emergenza o lutto, per evitare che il dolore si trasformi in violenza.
    3. Prevenzione e formazione: Occorre implementare programmi di prevenzione e formazione per gestire situazioni di crisi e tensione, sia per il personale sanitario che per i familiari, al fine di ridurre il rischio di conflitti e aggressioni.
    4. Intervento delle istituzioni: Le istituzioni devono intervenire con decisione per affrontare il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario, aumentando la protezione e punendo severamente gli autori di tali atti.

    Questo tragico episodio serve da monito sull’importanza di garantire la sicurezza e il rispetto nei luoghi di cura, per proteggere sia chi cura che chi viene curato.

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