Il Capodanno in piazza organizzato a Foggia con l’artista Francesca Michielin avrebbe dovuto rappresentare un momento di festa e aggregazione per la comunità. Tuttavia, il bilancio dell’evento, sia in termini di partecipazione che di costi, solleva interrogativi rilevanti su come vengono progettati e gestiti questi appuntamenti.

Non possiamo ignorare alcuni aspetti critici, che meritano una riflessione seria e trasparente:

Partecipazione deludente: La piazza non ha registrato il coinvolgimento che ci si sarebbe aspettati. È evidente che la proposta non è riuscita a intercettare i desideri e le aspettative dei foggiani, lasciando una sensazione di distacco rispetto all’iniziativa.

Un investimento economico importante: Con un costo complessivo superiore a 113.000 euro (IVA inclusa), i 3.500 euro per la comunicazione sui social degli eventi natalizi affidata a Moreno & Santa e i 5.000 euro extra per compensi ad un membro dello staff già assunto a tempo determinato, l’evento avrebbe dovuto avere un impatto ben diverso. In un contesto di risorse pubbliche limitate, è lecito chiedersi se questo investimento sia stato adeguatamente ponderato.

Scarsi benefici per la città: Non sono emersi significativi ritorni in termini di visibilità, turismo o vantaggi economici per le attività locali. Questo solleva dubbi sull’effettiva utilità dell’evento rispetto agli obiettivi prefissati.

L’affidamento alla GR Show e la ripetitività delle scelte: L’organizzazione dell’evento è stata affidata alla GR Show srls, lo stesso soggetto che, in passato, ha curato eventi come “Battiti Live” e altri concerti simili. Questa concentrazione di incarichi solleva interrogativi sulla mancanza di diversificazione e trasparenza nel processo di assegnazione.

La nota della Fono Vi.Pi. Italia spa ha comunicato che la proposta artistica e logistica erano di esclusivo appannaggio della GR Show, rendendo di fatto non negoziabile la scelta dell’organizzatore.

Questo modello operativo, che ripropone costantemente lo stesso circuito di fornitori, limita la possibilità di innovazione, di apertura a nuove realtà e di coinvolgimento di operatori locali. Inoltre, va evidenziato che lo stesso soggetto è stato al centro delle polemiche durante gli eventi di Ferragosto, quando il Teatro Pubblico Pugliese ha contribuito con 70.000 euro per una proposta musicale che includeva artisti come Clementino. Anche in quel caso, l’organizzazione gravitava attorno a una rete consolidata, che aveva già gestito concerti di “Battiti Live”, “Road Battiti”, e persino lo spettacolo di Alan Sorrenti, tristemente ricordato per i 40.000 euro spesi.

Le immagini dei festeggiamenti per le elezioni dell’attuale sindaca testimoniano il legame evidente tra questa rete organizzativa e il comitato elettorale. È lecito chiedersi se esistano altri soggetti in grado di offrire soluzioni diverse, ma la ripetitività delle scelte suggerisce una gestione che lascia poco spazio ad alternative.

Il Capodanno appena trascorso ci lascia importanti spunti di riflessione. Che il 2025 sia l’anno in cui Foggia inizi a costruire eventi che non siano solo di spettacolo, ma strumenti di crescita e partecipazione per tutta la comunità.

Comunicato stampa

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