“Mentre in tanti Comuni italiani si può ancora pagare la Tari con il modello F24, a Torremaggiore è stata esclusa questa possibilità. Solo PagoPA, per scelta amministrativa, non per obbligo di legge. L’F24 permette la compensazione dei crediti fiscali (IVA, Irpef, INPS). PagoPA, invece, no, obbligando al pagamento diretto (carta o contanti) e impedendo di fatto un diritto previsto per legge. A peggiorare le cose: l’avviso Tari 2025 riporta due rate con la stessa scadenza (31 agosto 2025). Confusione inutile, tra codici diversi, commissioni bancarie e piattaforme a pagamento. E se per errore qualcuno usa l’F24? Il Comune non riconosce il pagamento, considera moroso il contribuente, applica sanzioni, anche se ha già versato”. Lo affermano dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Torremaggiore dal quale si pongono precisi quesiti all’assessore al Bilancio, Enzo Quaranta: “Perché, se la legge lo consente ancora, avete escluso l’F24? Perché negate il diritto di compensare i crediti fiscali? Perché due rate con la stessa scadenza? Perché nessuna comunicazione istituzionale su decisioni con impatto economico diretto? Le imprese e i cittadini non sono nemici da punire. Chi ha un credito fiscale ha diritto di compensarlo, non di pagare due volte.

Insomma: ennesima scelta inadeguata da parte dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Di Pumpo. Il Regolamento Tari approvato dal Comune nel 2023, all’articolo 29 – evidenziano i componenti del coordinamento – stabilisce chiaramente che il pagamento può avvenire anche tramite modello F24, consentendo così ai contribuenti di compensare eventuali crediti fiscali. Tuttavia, l’avviso Tari 2025 recapitato a tutti i cittadini: non menziona in alcun modo la possibilità di usare l’F24, neanche in nota; non fornisce istruzioni per la compensazione dei crediti fiscali; non informa della possibilità di richiedere il modello F24 via PEC o di persona; non fa alcun riferimento all’art. 29 del Regolamento comunale, che invece garantisce esplicitamente tale modalità. Il risultato è che il cittadino medio non ha alcun modo di sapere che può ancora utilizzare l’F24, né che ha diritto alla compensazione. Solo dopo le segnalazioni pubbliche, l’amministrazione ha pubblicato un comunicato ufficiale, ammettendo l’omissione e invitando i cittadini a rivolgersi all’Ufficio Tributi per ottenere il modello F24. Ma qui emerge un secondo, serio problema di inefficienza: il cittadino che vuole esercitare un diritto previsto per legge deve: recarsi fisicamente all’Ufficio Tributi; spiegare la propria richiesta; attendere che l’operatore verifichi la posizione; attendere la predisposizione manuale del modello F24. Una procedura inutile e dispendiosa di tempo – per il cittadino e per l’ufficio – causata unicamente dalla mancata chiarezza e trasparenza dell’avviso Tari 2025. Sarebbe stato sufficiente inserire fin da subito una nota informativa chiara nell’avviso, o inviare in automatico anche il modello F24, come previsto dalla normativa vigente. L’intervento dell’opposizione – concludono dal coordinamento cittadino – ha dunque svolto appieno il proprio ruolo di vigilanza, portando alla luce un problema reale e contribuendo a tutelare i diritti dei contribuenti”.

Comunicato stampa

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