Noi della DC, denunciamo con forza, un contesto di presunta non trasparenza e assegnazione di appalti a familiari, la richiesta di dimissioni è una conseguenza logica delle accuse di conflitto di interessi. La trasparenza è un principio fondamentale della pubblica amministrazione, e la sua violazione, specialmente se accompagnata da favoritismi verso familiari, mina la fiducia dei cittadini nell’istituzione e nell’operato del singolo.

La richiesta di dimissioni, in questo scenario, nasce dalla necessità di tutelare l’integrità e l’affidabilità della pubblica amministrazione. La trasparenza, come definito dal decreto legislativo n. 33/2013, è un principio cardine che impone la pubblicazione di dati e informazioni relative all’attività amministrativa. Questa trasparenza, volta a favorire un controllo diffuso da parte dei cittadini, è essenziale per prevenire abusi e garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate nell’interesse generale.

Quando emergono sospetti di conflitti di interesse, come nel caso di appalti assegnati a familiari, la mancanza di trasparenza diventa particolarmente grave. La legge prevede sanzioni per la mancata o incompleta comunicazione di informazioni, e in casi più seri, come quelli che coinvolgono la lesione della fiducia pubblica, le dimissioni diventano un atto dovuto.

Pertanto, la richiesta di dimissioni in questo contesto non è solo un’azione legata alla singola persona, ma un atto necessario per ripristinare la fiducia nella pubblica amministrazione e garantire il rispetto dei principi di legalità e trasparenza.

Comunicato stampa

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