Il tempo, ancora una volta, ha dato ragione agli allarmi rimasti inascoltati.
Era il 23 dicembre 2020 quando Vincenzo Murgolo (FdI), allora assessore comunale all’Agricoltura di Vico del Gargano, scriveva una nota formale indirizzata al presidente della Regione Michele Emiliano e all’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia. Nelle sue parole, un monito lucido e profetico: il batterio della Xylella fastidiosa stava avanzando inesorabile dalla provincia di Lecce verso la BAT, e il Gargano rischiava di diventare il prossimo baluardo violato. In quella comunicazione, Murgolo chiedeva con fermezza se fossero già in corso monitoraggi capillari sul territorio e se vi fossero riscontri concreti della presenza del patogeno. Sollecitava inoltre un incontro urgente per elaborare strategie di contenimento e predisporre misure preventive, consapevole che la battaglia contro la Xylella si vince solo con la tempestività e la coesione istituzionale. Pochi mesi dopo, l’assessore tornava a denunciare un’altra criticità: la gestione e lo smaltimento dei residui di potatura degli ulivi, indispensabile per arginare la propagazione del batterio e salvaguardare un patrimonio agricolo millenario.
Ma anche quel grido d’allarme, come troppo spesso accade, si perse nel silenzio delle stanze politiche.
Oggi, la realtà si presenta impietosa: il primo focolaio di Xylella nel Gargano è stato ufficialmente accertato a Cagnano Varano, dove inizialmente 47 ulivi sono risultati infetti, diventati successivamente 97 a seguito di ulteriori campionamenti.
Il batterio ha dunque valicato ogni confine di speranza, insinuandosi nel cuore verde del Promontorio e minacciando non solo l’economia agricola, ma anche l’identità paesaggistica e culturale del territorio.
“Non servivano profezie, ma ascolto e prevenzione. Ora dobbiamo correre ai ripari con serietà e unità,” ha dichiarato Murgolo, con tono amaro ma determinato.
Oggi l’esponente di Fratelli d’Italia esprime pieno sostegno al commissario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, per l’annunciata creazione di una task force interistituzionale contro la Xylella, un organismo che unisca competenze, enti e volontà politiche in una strategia condivisa di difesa e rinascita.
Un segnale concreto, finalmente, dopo anni di inerzia e sottovalutazioni.
La Xylella non è solo una fitopatia: è una ferita che attraversa la storia, la cultura e la memoria di un territorio.
Per questo, ora più che mai, serve una mobilitazione corale — delle istituzioni, della scienza e delle comunità locali.
Il tempo delle promesse è finito. È l’ora del coraggio, dell’ascolto e dell’azione
Comunicato stampa


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