La serata “Semi di carta e Radici d’inchiostro”, tenutasi nell’ambito della XVII Settimana della Cultura di Orta Nova, ha rappresentato un momento di forte valore culturale e umano.

Coordinata dalla prof.ssa Eugenia Pagone, l’iniziativa è nata dalla volontà di creare un’esperienza capace di unire parole, emozioni e territorio in un unico dialogo collettivo, profondamente radicato nella comunità locale.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Orta Nova, in collaborazione con l’APS L’Ortese e il Laboratorio C-Lab Mao, la serata ha offerto un’occasione di confronto autentico, dove la parola scritta si è trasformata in strumento di incontro, partecipazione e crescita condivisa.

Il laboratorio, ancora una volta, si è confermato luogo simbolico di creatività e pensiero, ospitando autori, poeti e cittadini in un’atmosfera densa di ascolto e sensibilità.

Il titolo “Semi di carta e Radici d’inchiostro” racchiude in sé la doppia anima del progetto: da un lato, i semi rappresentano le idee che germogliano e crescono grazie alla scrittura; dall’altro, le radici d’inchiostro evocano la profondità e il legame con la memoria e l’identità culturale.

Per la prof.ssa Pagone, quei semi e quelle radici sono metafora del nostro territorio: fertile, tenace e capace ancora di generare bellezza attraverso la parola.

Sul palco si sono alternati numerosi autori provenienti dai cinque comuni dei 5 Reali Siti: Francesco Pio Tarantino, Savino Di Palma, Giovanna Ciletti, Luigi Battaglini, Marco Paglialonga, Sonia Ferraro, Alessia Lasorsa, Luisa Pia Savino, Martina Vece, Matteo Fioretti, Alfonso Palomba, Raffaella Sacchitelli, Alessia Sacchitella, Alessia Sabetta, Dora Pelullo, Francesco Gasbarro, Francesco Grillo, Giorgia Deidda e Giancarlo Caporale.

Attraverso un filo conduttore di parole chiave – da Tenacia a Padre – gli autori hanno intrecciato esperienze e visioni, componendo una trama corale che ha saputo toccare il pubblico nel profondo.

 A concludere la serata, l’appassionante intervento del signor Saverio Pandiscia, conosciuto come l’uomo della memoria, che ha chiuso con la parola “Memoria”, simbolo e chiave di tutto il percorso. La sua presenza ha rappresentato un ponte ideale tra il passato e il futuro, richiamando il dovere di custodire e tramandare la storia e i valori condivisi della comunità.

Non sono mancati momenti di riconoscimento istituzionale: il presidente dell’APS L’Ortese, Annito Di Pietro, storico organizzatore della Settimana della Cultura, insieme al sindaco Domenico Di Vito e all’assessore alla Cultura Vittoria Mastrogiacomo, hanno sottolineato l’importanza della manifestazione come testimonianza concreta della vitalità culturale del territorio e della necessità di fare rete.

Va sottolineato che non tutti gli autori dei 5 Reali Siti hanno potuto prendere parte all’incontro, per motivi logistici e organizzativi. Tuttavia, sin dall’avvio del progetto, era stato previsto che “Semi di carta e Radici d’inchiostro” fosse articolato in due serate: un percorso a più tappe, finalizzato a dare spazio e voce a tutte le realtà letterarie del territorio.

Questa scelta ha permesso di trasformare l’impossibilità di una partecipazione completa in una prospettiva di continuità e apertura, consolidando l’idea di una rete culturale viva e inclusiva.

Il territorio dei 5 Reali Siti è infatti un mosaico di intellettualità e creatività, una comunità di menti brillanti e sensibili che meritano di essere valorizzate.

Attraverso eventi come questo, la cultura si fa rete, confronto e crescita condivisa, diventando patrimonio non solo da conservare, ma da vivere come strumento di dialogo.

La serata ha registrato una grande partecipazione di pubblico, che ha seguito con attenzione e commozione gli interventi, applaudendo con calore e partecipando attivamente al dialogo conclusivo.

Le reazioni entusiaste e i commenti del pubblico hanno confermato la forza evocativa della parola e il bisogno diffuso di ritrovare momenti di riflessione e bellezza collettiva.

Per la prof.ssa Pagone, l’evento rappresenta una sorta di “atto di resistenza culturale”, una risposta alla dispersione e alla fretta del tempo presente: la dimostrazione che, nel silenzio dell’ascolto e nella condivisione delle storie, la comunità ritrova sé stessa.

“Semi di carta e Radici d’inchiostro” non è quindi un singolo appuntamento, ma un cammino che continuerà nel tempo, con l’impegno di coltivare nuovi semi di creatività e far crescere radici sempre più profonde nel terreno della cultura ortese.

Comunicato stampa  

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