Il 20 novembre scorso un gruppo di agricoltori francesi, appartenenti all’associazione RÈS’AGRI Legumes 29, a nord della Francia, in Bretagna, ha incontrato Giuseppe Bracone, appassionato produttore di carciofi violetti di Puglia di Orta Nova. Hanno risposto alle domande, gli agronomi specializzati nella stessa produzione, Antonio Minafra, Edoardo Antonetti. Dopo il pranzo a base di specialità pugliesi, nonché i principali piatti tipici a base di carciofo violetto, il gruppo proveniente dalla Francia, ha visitato i campi della stessa produzione, nelle campagne di Orta Nova. Tra francesi e italiani è così intercorsa, un’accurata analisi della produzione di carciofi locale. Il carciofo violetto pugliese è una varietà autoctona pugliese caratterizzata da un sapore delicato e una consistenza tenera. La sua colorazione viola è dovuta alle condizioni climatiche e al terreno fertile della regione. È un ortaggio ricco di nutrienti, tra cui carboidrati, fibre, vitamine e minerali, con proprietà benefiche come l’azione diuretica.
Gli agricoltori francesi in visita ad Orta Nova, sono produttori di carciofi, anche se in un periodo diverso dell’anno per via del clima meno mite rispetto alla nostra regione italiana.
Gli agronomi Minafra e Antonetti, hanno risposto alle domande relative alla nutrizione ed alla difesa della coltura. Tra i produttori francesi ed i produttori italiani nelle vesti di Bracone e Santoro, non sono mancati i dissapori condivisi, sulla concorrenza sleale da parte dei Paesi del Nordafrica, in cui la produzione di carciofo dilaga, invadendo i mercati europei. Dopo aver interloquito, sulle varie modalità di produzione di carciofo violetto, le domande del gruppo, ponevano l’attenzione sulla complicata modalità di gestione economica della coltura in oggetto.
Quello del 20 novembre, è stato un vero e proprio interscambio tra produttori, della stessa coltura se pur in stati diversi. Giuseppe Bracone, organizzatore dell’evento, conclude,
con un pensiero dello scrittore Andrea Camilleri:” Il sapere, chi ce l’ha, lo deve seminare come si semina il grano. Buttarlo sulla terra, sugli uomini… spenderlo. Il sapere non deve essere un élite. Il sapere deve essere l’uso quotidiano nostro. Il giorno in cui questo avverrà saremo veramente uomini sulla terra”.
Comunicato stampa


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