Il Senato avvierà un tavolo tecnico itinerante per le aree interne. Ad annunciarlo è stato il senatore Filippo Melchiorre (FdI) durante la conferenza dedicata al futuro dei piccoli comuni, tenutasi a Roma, al Senato nell’aula Caduti di Nassirya, lo scorso 5 dicembre. Alla conferenza, promossa dallo stesso Melchiorre con il senatore Francesco Boccia (PD) e nata dalla mobilitazione delle comunità locali e dalle denunce raccolte dal programma Prova d’Inchiesta condotto da Pinuccio e curato dal giornalista Andrea Gisoldi, hanno partecipato i sindaci dei Comuni raccontati dal programma di La7”. Per i Monti Dauni erano presenti il sindaco di Celenza Valfortore, Massimo Venditti, di Celle di San Vito, Maria Giannini, di Carlantino, Graziano Coscia, di Castelluccio Valmaggiore, Pasquale Marchese. Un incontro di politica vera, reale, vissuta, in cui ogni sindaco ha portato la propria esperienza e raccontato le gravi criticità che è costretto ad affrontare per dare un futuro al proprio paese. Nell’aula hanno risuonato accenti e cadenze diverse, ma tutte hanno dato voce a territori sospesi tra abbandono e resistenza; tutte hanno chiesto di avere strumenti e misure per combattere lo spopolamento e non morire. Perché il rischio è che nel giro di pochissimi anni gran parte dei piccoli comuni scompariranno. Una lotta contro il tempo, lo ha detto chiaramente il sindaco di Celenza Valfortore, Massimo Venditti, nel corso del suo intervento in cui è tornato a proporre l’attuazione della fiscalità agevolata per pensionati e riduzione dell’IVA per le imprese che investono nei piccoli comuni, già all’attenzione di sessanta parlamentari “È una misura di buon senso che innescherebbe un circuito positivo per l’economia dei territori delle aree interne: potrebbe riportare persone, creare lavoro e dare futuro ai nostri paesi. Ma bisogna fare presto – ha concluso – tra dieci anni il mio comune, che conta 1300 abitanti, avrà una popolazione dimezzata. Occorrono misure concrete, strutturali e veloci”.

Il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia ha ricordato lo storico abbandono dei piccoli comuni: «Le aree interne si sono fatte carico di grandi opere, come accaduto a Carlantino, per la costruzione di una delle dighe più grandi d’Europa, per la quale la comunità non ha mai ricevuto nulla» e denunciato la distanza tra le politiche nazionali e le reali esigenze dei comuni. Non chiediamo privilegi – ha sottolineato – solo servizi essenziali e attenzione per poter continuare a vivere nei nostri territori». La carenza di servizi, in molti casi assenza, spinge la gente a lasciare i paesi. Pasquale Marchese, sindaco di Castelluccio Valmaggiore, nel suo intervento ha denunciato il legame tra spopolamento e assenza di sanità di prossimità: “Dove non c’è un medico, non esiste diritto alla salute. La medicina territoriale non ha bisogno di slogan, ma deve avere presidi stabili e personale incentivato. Gli anziani e i cittadini fragili – ha concluso – non possono essere condannati dalla geografia». Dal più piccolo comune di Puglia, Celle di San Vito, si è levato l’appello accorato al Parlamento a non abbandonare i piccoli comuni. La sindaca, Maria Giannini ha rivendicato il diritto ai servizi essenziali, ma anche agevolazioni fiscali per le imprese agricole; chiesto attenzione affinché il suo piccolissimo paese, isola franco-provenzale, non muoia nel silenzio dell’isolamento. “Aiutateci affinché nel mio piccolo comune continuino a nascere bambini, a suonare le campane, a riempirsi le piazze.”

A dare ulteriore forza agli appelli e alle istanze dei sindaci ci ha pensato Pinuccio, presente all’incontro insieme ad Andrea Gisoldi e a Viriglio Caivano, portavoce del Coordinamento dei Piccoli Comuni . La sua trasmissione gli ha permesso di vivere, seppur per pochi giorni, lo stato di abbandono in cui versano le aree interne: paesi senza guardia medica, isolati da frane e strade impraticabili, senza farmacie, senza ufficio postale «Vivere in una città non deve essere un privilegio. Le parole restanza e tornanza sono quanto di più vuoto si possa immaginare, perché vivere in un piccolo comune è un’azione di resistenza, e i suoi cittadini sono veri eroi”.

Intorno alle aree interne, all’emergenza spopolamento, nasce un fronte bipartisan. I due senatori, Melchiorre e Boccia, dall’ascolto sono passati a risposte che aprono la strada e la speranza di azioni concrete. Il senatore Filippo Melchiorre ha annunciato la creazione di un tavolo tecnico itinerante “Siamo qui per ascoltare e dare risposte. Per questo istituiremo un tavolo tecnico permanente, che sarà itinerante nei territori. Vogliamo che i bisogni dei territori diventino proposte operative – ha spiegato – perché lo Stato deve garantire la tutela dei diritti dei cittadini delle aree interne. Sono convinto – ha aggiunto Melchiore – che salva un piccolo comune salva un pezzo d’Italia”. La presenza dei due parlamentari ha rappresentato un segnale politico forte, importante. “I diritti fondamentali non possono dipendere dal luogo in cui si risiede. Le vostre richieste sono legittime, e la politica deve farsene carico – ha dichiarato il senatore Francesco Boccia – non è un tema di maggioranza o opposizione, ma una vertenza che deve essere affrontata insieme.” Prioritario, per Boccia, è garantire i servizi essenziali “Sanità, istruzione e trasporto pubblico locale: per me queste sono fondamentali, poi c’è tutto il resto. Il nostro impegno è quello di garantirvi il massimo del sostegno”.  Il nuovo anno sarà la sintesi di quanto raccontato nel corso della giornata romana.

Comunicato stampa

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.