A causa dell’inerzia dell’Amministrazione Episcopo, il Centro Polivalente di Quartiere (CPQ) – ex scuola Manzoni – è rimasto inutilizzato dopo il collaudo del febbraio 2024, costringendo l’Ente a sostenere spese di guardiania H24 per un totale di circa 170.000 euro. Analogo spreco già evidenziato per aver tenuto chiuso per 2 anni lo Slow Park dal suo insediamento. Cifre non indifferenti sottratte a servizi e interventi che avrebbero potuto migliorare la vita dei cittadini. Lo dichiarano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Amorese, Accettulli, Soragnese e Fusco, che hanno presentato un’interpellanza: «Non solo sprechi, la destinazione della struttura ha subito una variazione sostanziale rispetto al progetto originario, elaborato dall’Amministrazione di centrodestra nel 2018 e finanziato con fondi nazionali. Quel progetto prevedeva un vero centro polifunzionale di quartiere, con aule e laboratori didattici, spazi per attività gastronomiche e ricreative, sale per il volontariato, la formazione e l’integrazione etnico-culturale, cucine, mensa e orti sociali. Una visione inclusiva e partecipata, pensata per restituire al quartiere Candelaro un luogo di aggregazione e sviluppo sociale». Proseguendo, i consiglieri meloniani ammoniscono: «Oggi, invece, assistiamo a una scelta che, pur collocando un assessorato importante come quello delle Politiche Sociali in un quartiere sensibile, snatura completamente la finalità originaria del progetto andando a discapito di altri quartieri altrettanto periferici e sensibili che meriterebbero la presenza degli stessi uffici dei Servizi Sociali. La struttura, anziché essere affidata alle associazioni e ai cittadini, è stata destinata ad uffici comunali riducendo drasticamente gli spazi e le funzioni pensate per la comunità. Inoltre, non risulta da nessuna parte un atto di Giunta in tal senso configurando l’ipotesi di danno erariale per l’ente». Considerando le recenti dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, che fanno riferimento all’integrazione e all’inclusione di fasce significative di popolazione ai margini, nonché a politiche sociali sempre più di prossimità, con particolare riguardo al quartiere Candelaro, i consiglieri chiedono alla Sindaca:
1 – di chiarire quali atti amministrativi abbiano disposto lo spostamento degli Uffici dei Servizi Sociali presso il CPQ;
2 – di rendere conto dei motivi che hanno ritardato l’apertura della struttura, causando un aggravio di costi insostenibile;
3 – di individuare le responsabilità per le mancanze e i ritardi che hanno portato a questa situazione;
4 – di spiegare in che modo intenda garantire la prossimità dei servizi interessati rispetto alle zone più periferiche della città e con quali modalità operative.

Comunicato stampa

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