“I famosi 41 milioni di euro annunciati come primo stanziamento per la condotta del Liscione sono un’altra storia falsa. Non lo dico io: lo dicono i documenti ufficiali. Nella legge di bilancio quei fondi non sono destinati alla condotta, ma ad un insieme di progettazioni per diverse opere legate all’emergenza idrica. La condotta del Liscione non è nemmeno citata, quindi, tecnicamente, quei fondi possono essere impiegati per altre opere in tutta Italia. E comunque parliamo solo di progettazione”.
Così il consigliere regionale Antonio Tutolo torna sulla vicenda del cosiddetto “tubone” che convoglierebbe l’acqua in eccesso dalla Diga del Liscione, in Molise, alla Puglia, denunciando l’ennesima promessa fatta a pochi giorni dalle elezioni per illudere i cittadini della Capitanata e i molisani.
“Si tratta di somme vincolate alla sola progettazione – sottolinea Tutolo – che dovranno essere spese entro il 2026, altrimenti torneranno indietro. Non un euro per i lavori, non un euro per l’acqua. Ancora una volta hanno preso in giro la gente su un bisogno che non è più procrastinabile”.
Il consigliere ha inoltre evidenziato un ulteriore nodo: “Il Commissario nominato per seguire queste opere è stato designato Presidente dell’Arera (Autorità di Regolazione per energia reti e ambiente) e a breve lascerà l’incarico. Bisogna capire quando e chi sarà il nuovo Commissario, perché senza una guida chiara e senza tempi certi, anche questi fondi rischiano di tornare indietro perché non utilizzati”.
Per questo Tutolo ha chiamato a raccolta cittadini, associazioni di categoria, sindaci, presidenti e consiglieri comunali, provinciali e regionali, insieme ai rappresentanti istituzionali e politici.
“La passeggiata del 15 dicembre davanti alla Prefettura di Foggia – spiega il consigliere – non sarà una semplice protesta, ma un momento di unità e responsabilità collettiva. L’obiettivo è dare forza a una richiesta che riguarda l’intero territorio: solo un fronte compatto può far capire al Governo che la Capitanata pretende attenzione e non si accontenterà più di promesse vaghe e numeri inventati.
Servono fatti, servono i soldi, perché senza risposte vere la provincia di Foggia rischia di restare indietro per sempre. Cinquant’anni di inerzia politica e di scelte sbagliate ci sono bastati e ci hanno ridotti agli ultimi posti di tutte le classifiche nazionali, con un territorio impoverito, spopolato e privo di prospettive. Ma una cosa non ce l’hanno tolta: l’intelligenza e la capacità di capire quando ci stanno prendendo in giro. Ed è proprio con questa consapevolezza che la Capitanata oggi alza la testa e pretende rispetto, investimenti e sviluppo”.
Comunicato stampa


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