Ecco un altro caso concreto in cui le parole dicono una cosa e poi i fatti conducono ad altro, e come sempre di dannoso verso la provincia di Foggia e in particolare le zone più fragili del territorio.La nuova Legge sulla Montagna, la numero 131/2025, non ha ancora visto la sua attuazione nel decreto annunciato giovedì nella Conferenza Stato-Regioni, ma questo non cambia la natura delle cose e soprattutto le intenzioni del Governo che vuole tagliare del 30% i Comuni in Italia con la speciale classificazione “montana” che prevede deroghe e incentivi, basti pensare ai parametri più larghi sul dimensionamento scolastico e all’esenzione Imu sui terreni agricoli.
In Capitanata le conseguenze sarebbero pesantissime, perché resterebbero solo 2 Comuni sul Gargano, cioè Vico e Monte Sant’Angelo, e verrebbero cancellati Cagnano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Peschici, San Nicandro e Vieste, mentre sui Monti dauni si salverebbero in 12, cioè Accadia, Alberona, Anzano, Castelluccio Valmaggiore, Celle San Vito, Faeto, Monteleone, Motta, Panni, Roseto, Sant’Agata e Volturara, ma non ci sarebbe più niente da fare per Biccari, Rocchetta, San Marco la Catola, Carlantino, Casalnuovo e Celenza.
Un disastro che si traduce nella preclusione di poter accedere ai finanziamenti disponibili per 200 milioni all’anno in materia di asili, nidi, scuole, sanità, aiuti alle giovani coppie, telelavoro, agricoltura, foreste, sostegno alle start up, e pure università, formazione e banda larga.
Abbiamo capito benissimo qual è pure stavolta il giochino: siccome non ci vogliono trovare i soldi per tutti quelli che ne hanno bisogno nelle aree più disagiate del Paese, allora si preferisce diminuire il numero di chi ne avrebbe diritto e l’operazione viene fatta naturalmente a beneficio delle regioni del nord, dove i criteri indicati dalla legge premiano ovviamente le aree alpine.
Insomma, solo Cortina è montagna, dove già stanno bene, ma poi succede che il Comune di Biccari che ha il monte Cornacchia, il più alto della Puglia, venga escluso.
Chissà se il Ministro degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, che ha proposto la legge, è mai venuto in provincia di Foggia a vedere come stanno messe tante comunità che sono ogni giorno a rischio sopravvivenza sociale ed economica.
Questa è un’altra battaglia da combattere prima che avvenga l’irreparabile, e io sono pronto a farla così come sta già accadendo per le strade statali e provinciali e per l’acqua a beneficio dell’agricoltura e non solo.
Sono pronto a stare al fianco dei sindaci e delle popolazioni di chi vedrebbe ulteriormente peggiorare la propria situazione quotidiana, perché poi è inutile parlare di povertà e spopolamento se poi lo Stato agevola questi processi proprio per chi avrebbe bisogno di maggior sostegno. Quindi invito i sindaci a fare fronte comune e a mobilitarsi con le proprie comunità. Appoggerò ogni iniziativa, perché solo insieme potremo impedire che si compia un altro scippo ai danni di questo territorio.
Infine, mi auguro che la proclamazione degli eletti avvenga al più presto, in modo che possa portare subito la questione all’attenzione del Consiglio regionale.
Comunicato stampa


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