“L’istituzione ufficiale della CUN, Commissione Unica Nazionale del Grano Duro, è un’ottima notizia. CIA Agricoltori Italiani, in tutti questi anni, è stata l’organizzazione sindacale degli agricoltori che più ha lottato per giungere a questo risultato, ma è un punto di partenza, non di arrivo: l’obiettivo a cui occorre continuare a lavorare, a partire dalla piena operatività della CUN, è quello di ristabilire condizioni di equità lungo la filiera, perché oggi il prezzo al produttore per il frumento italiano di maggior pregio è al di sotto dei costi di produzione”. È con queste parole che Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, commenta l’avvenuta istituzione ufficiale dell’organismo che avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato.
“Come ha spiegato il ministro Lollobrigida”, aggiunge Sicolo, “la Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno. L’auspicio è che la parte industriale non si sottragga, che non boicotti la CUN e vi partecipi, accettando e legittimando uno strumento che nasce per assicurare la trasparenza del mercato, la tracciabilità e i dati reali anche e soprattutto sul grano duro straniero importato in Italia. Lollobrigida ha parlato di prezzo equo, è quello che vogliamo per i nostri agricoltori. Il ministro ha posto l’accento sulla concorrenza leale con i Paesi terzi e di rafforzamento di controlli alle frontiere in modo che il grano importato rispetti tutti gli standard di produzione, qualità e sicurezza alimentare a cui i nostri agricoltori si attengono alla lettera e scrupolosamente. È esattamente quanto stiamo chiedendo da anni, attraverso una mobilitazione che ci ha visto protagonisti con migliaia di cerealicoltori nostri associati a Foggia, Bari, Roma, senza dimenticare la petizione nazionale sulla nostra piattaforma di richieste, tra cui proprio la CUN, firmata da quasi 100mila agricoltori e consumatori italiani e a cui hanno aderito 45 consigli comunali della città del grano pugliesi”, ha ricordato Sicolo. “Le ultime quotazioni del grano duro, alle Borse Merci di Bari e di Foggia, hanno quotato il grano duro italiano meno di 300 euro alla tonnellata, ben al di sotto della media dei costi di produzione certificati da ISMEA. Occorre che l’istituzione della CUN, assieme a un solido piano di rilancio della cerealicoltura italiana, ristabilisca equità lungo la filiera. Ai consumatori italiani rivolgiamo sempre l’appello a consumare pasta realizzata al 100% con grano duro italiano: in questo modo si difendono la salute dei nostri figli e il futuro del settore cerealicolo italiano”.
Comunicato stampa


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