Si è costituito ufficialmente ad Orta Nova il Comitato Territoriale per il NO alla riforma della Giustizia. L’iniziativa, promossa da esponenti della società civile, associazioni e rappresentanze sindacali, tra cui CGIL Orta Nova, ANPI Orta Nova, APS MAO FM circolo ARCI, Associazione Orta e membri della società civile. A sostenere l’iniziativa anche la rappresentanza locale del Partito Democratico di Orta Nova e il Movimento 5 Stelle di Orta Nova. Questo comitato nasce con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui rischi di una riforma che minaccia l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’indipendenza della magistratura.
Il Comitato esprime forte preoccupazione per una deriva che rischia di allontanare i cittadini dalla tutela dei propri diritti. Secondo i promotori, la riforma in discussione non accelera i processi, ma punta a scardinare l’autonomia dei giudici, rendendo l’azione penale soggetta a logiche di natura politica. “Non è una battaglia di categoria, ma una battaglia di civiltà,” dichiarano i portavoce del comitato. “Vogliamo una giustizia che funzioni, che sia rapida e accessibile, ma non siamo disposti ad accettare un indebolimento dei presidi di legalità. Ad Orta Nova, come nel resto d’Italia, il bisogno di una magistratura forte e indipendente è fondamentale per il contrasto alla criminalità e per la tutela dei lavoratori.”
Il presidio ad Orta Nova è mirato all’informazione e alla partecipazione. L’apertura del Comitato rappresenta un punto di riferimento per tutti i cittadini dei Cinque Reali Siti che vogliano approfondire i contenuti del quesito referendario. Saranno previsti gazebo informativi nelle piazze principali per la distribuzione di materiale esplicativo, incontri pubblici con giuristi ed esperti per spiegare gli effetti tecnici della riforma come quello del 19 febbraio 2026 alle 18:30 che si terrà nella sede dell’Associazione Orta in via Stornarella 26. Il Comitato per il NO invita tutti i cittadini, i giovani e le forze democratiche di Orta Nova a unirsi alla mobilitazione. La giustizia è un bene comune e la sua riforma non può passare sopra la testa dei cittadini, riducendo le garanzie costituzionali che proteggono i più deboli.
Comunicato stampa


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