“Carlantino e la diga, il lavoro degli uomini divenuto ingegno”: è questo il titolo di una imponente mostra fotografica dedicata al secondo invaso in terra battuta più grande d’Europa, infrastruttura che fornisce acqua all’intera provincia di Foggia. L’evento espositivo, con stupende immagini storiche e contemporanee, è organizzato dal Comune di Carlantino, dall’associazione Archeotrekking Occhito e dal Consorzio di Bonifica della Capitanata. L’inaugurazione si terrà giovedì 26 febbraio, alle ore 17.30, nelle diverse sale espositive allestite in Largo Taverna n.13.

La mostra prende vita grazie a un importante e prezioso lascito fotografico di oltre 700 scatti di Donato Guerrera, operoso lavoratore presente sul cantiere di Occhito sin dalle prime fasi dei lavori nel 1958. Questo straordinario materiale consente oggi di raccontare il grande cantiere, il lavoro degli uomini e le scelte tecniche intraprese. La mostra si propone di accompagnare il visitatore in un viaggio fatto di scenari sospesi, attraverso un percorso costruito su ricordi, racconti ed emozioni di chi ha vissuto la progettazione e la costruzione, oltre allo stupore di chi oggi ne scopre le fasi di realizzazione. La mostra si articola in cinque sezioni. La prima si intitola “Com’era la valle” e racconta il paesaggio e i primi rilevamenti; la seconda si chiama “Oltre la superficie” e riferisce della costruzione della galleria; la terza è denominata “Governare l’acqua” e descrive il sistema della diga (il vascone, gli sfiatatoi e le paratie); la quarta si intitola “Macchine e uomini” e racconta del grande cantiere tra tecnica e lavoro umano; l’ultima sezione, nominata “L’opera prende forma”, rappresenta le ultime fasi del cantiere.

“La diga di Occhito è un’opera monumentale che ha scritto e cambiato il destino di un intero territorio, trasformandolo, incidendo economicamente, socialmente e mutando perfino il clima e il patrimonio floreale e faunistico di una vasta area a cavallo tra Puglia e il Molise”, spiega il sindaco Graziano Coscia. “Questa mostra è un evento di importanza storica, perché riconnette passato, presente e futuro”. All’apertura di giovedì 26 febbraio, oltre al sindaco, saranno presenti coloro che hanno curato la progettazione e l’allestimento della mostra: gli architetti Maria Maggio e Orazio Pastore, l’archeologa Antonella Frangiosa, il presidente dell’associazione “Archeotrekking Occhito” nonché responsabile della custodia del museo archeologico di Carlantino, Pasquale Capozio. 

IL CONVEGNO SU STORIA E FUTURO DELLA DIGA. All’apertura della mostra è connesso il convegno in programma il 12 marzo, alle ore 17.30, nella Biblioteca Comunale di Carlantino in Corso Europa 242. All’incontro pubblico incentrato su storia e futuro della diga di Occhito, moderato dal giornalista Nicola Maggio, interverranno: Graziano Coscia, sindaco di Carlantino; Daniela Cafano, consigliera comunale carlantinese con delega alla Cultura; Raffaele Piemontese, assessore a Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia; Antonio Tutolo, presidente della Commissione Agricoltura, Attività Produttive e Turismo della Regione Puglia; Leonardo Cavalieri, consigliere della Provincia di Foggia. Saranno presenti, inoltre, Gianfranco Paolucci, sindaco di Macchia Valfortore e presidente Anci Molise; Pasquale Marchese, sindaco di Castelluccio Valmaggiore e presidente dell’Area Interna Monti Dauni; Noè Andreano, vicepresidente Anci Puglia e primo cittadino di Casalvecchio di Puglia. Al convegno parteciperanno i rappresentanti istituzionali del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Acquedotto Pugliese e Consiglio Nazionale delle ricerche.

Comunicato stampa

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