Una disposizione molto tecnica quella approvata all’unanimità dal primo provvvedimento del Consiglio Regionale della 12 legislatura, che si traduce per la Regione Puglia con la possibilità di gestire meglio le risorse.  Come disposto dalla normativa nazionale dal primo gennaio, il debito contratto dalle Regioni con Cassa depositi e prestiti per pagare i fornitori della sanità viene integralmente assorbito dallo Stato che provvederà al pagamento delle rate dei mutui che le Regioni hanno contratto. 
In cambio le stesse Regioni beneficiarie, dovranno versare annualmente allo Stato fino al 2051 gli importi dovuti.  Per la Puglia, che ebbe un’anticipazione di 653 milioni di euro, deve ancora restituirne 462 milioni.
Un debito che non è più iscritto nel bilancio autonomo, ma che comunque la Regione dovrà pagare con 24,8 milioni all’anno fino al 2034, con 11,7 milioni dal 2045 al 2051. 
L’effetto finale di questa manovra è liberare risorse per gli investimenti, non dovendo più blindare quelle somme nel bilancio della Regione Puglia. A rendere possibile questa norma é stato il governo nazionale guidato dal centrodestra, che ha smetito le bugie sui mancati trasferimenti statali alla Regione Puglia, che per il 2025 ha ricevuto ben 8 miliardi e 600 milioni del Fondo Sanitario Nazionale. Il problema non è la quantità delle risorse, ma la qualità della spesa. 
Ed è sotto gli occhi di tutti il disastro gestionale della sanità pubblica che i cittadini pugliesi si trovano a subire da oltre 20 anni di centrosinistra e sono costretti a pagare ogni giorno a carissimo prezzo.

Comunicato stampa

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