La Regione Puglia sta svolgendo pienamente il ruolo che le compete: costruire un percorso condiviso con il Molise, definire un accordo istituzionale chiaro e garantire che l’infrastruttura si inserisca in una pianificazione coerente con le esigenze dei territori. È un lavoro che richiede collaborazione e metodo, non improvvisazioni, e che sta procedendo nella direzione giusta.
È quanto ho ribadito sabato scorso, a margine degli incontri tecnici che hanno coinvolto la Struttura del Commissario straordinario nazionale, la Regione Puglia, la Regione Molise, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, i Consorzi di Bonifica e Acquedotto Pugliese.
Per questo mi sorprende leggere, da parte del consigliere Nicola Gatta, che la Regione dovrebbe “fare la sua parte”. A cosa si riferisce esattamente? Il dubbio è che non abbia colto fino in fondo lo stato dell’arte.
Ad oggi, da parte del Governo, non è stato stanziato un solo euro per la realizzazione della Condotta del Liscione. I finanziamenti richiamati dal consigliere riguardano esclusivamente la progettazione. È certamente un passaggio utile, ma non sufficiente. Ed è legittimo chiedersi perché, invece di limitarsi a esprimere ringraziamenti, non si sollecitino i propri rappresentanti a Roma affinché si impegnino a reperire e far stanziare le risorse necessarie per l’opera.
Vale la pena ricordare che quei fondi, quando arriveranno, saranno destinati al Molise, mentre la Puglia dovrà provvedere autonomamente alla realizzazione dei 5 chilometri e mezzo di condotta sul proprio territorio. Un aspetto curioso della vicenda che spesso viene trascurato nel dibattito pubblico: l’infrastruttura è condivisa, ma il finanziamento non lo è. La Puglia farà la sua parte, come è giusto, ma non potrà certo essere considerata beneficiaria dei finanziamenti del Governo.
Il percorso avviato in queste settimane rappresenta un passo avanti importante per la definizione dello schema idrico del Liscione. La disponibilità della Struttura commissariale a coordinare progettazione e iter autorizzativo è un elemento positivo, perché consente finalmente di affrontare in modo ordinato e con poteri straordinari un’infrastruttura strategica per la sicurezza idrica della Capitanata e per lo sviluppo agricolo delle Piane di Larino.
Nel frattempo, gli agricoltori della Capitanata si preparano ad affrontare un’altra stagione di siccità. Per questo, dopo oltre cinque anni di lavoro su questo problema, mi permetto di suggerire ai colleghi meno comunicati celebrativi e più attenzione a garantire continuità, trasparenza e tempi certi dei finanziamenti, evitando confusione o annunci che non trovano riscontro nei fatti.
La provincia di Foggia ha bisogno di risposte concrete: progettare è un primo passo, ma la vera sfida sarà reperire le risorse e portare finalmente a compimento un’infrastruttura attesa da decenni.
Comunicato stampa


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