Sono passati 60 anni dall’inaugurazione e dall’entrata in funzione della diga di Occhito, una delle più grandi opere pubbliche del secolo scorso. Fu inaugurata il 7 maggio del 1966. I lavori per costruire l’invaso, il secondo più grande d’Europa tra quelli in terra battuta, cominciarono nel 1957. L’opera fu realizzata e consegnata al Consorzio per la Bonifica della Capitanata, che ancora oggi ne cura la gestione. Giovedì 12 marzo, i 60 anni saranno celebrati con una giornata speciale: alle ore 15 ci sarà la visita agli impianti della diga (info e prenotazioni: 389 1581307); alle 17, invece, nella Chiesa Santissima Annunziata, prenderà il via il convegno su storia, presente e prospettive del più grande invaso della Puglia. L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, e della delegata comunale alla Cultura, Daniela Cafano. La Regione Puglia sarà rappresentata da Raffaele Piemontese, assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità, e da Antonio Tutolo, presidente della Commissione Agricoltura, Attività Produttive e Turismo della Regione Puglia. Su storia, presente e futuro della diga di Occhito, relazioneranno Giuseppe Di Nunzio, dirigente del Consorzio di Bonifica della Capitanata, e Nicola D’Ascoli, manager di Acquedotto Pugliese. Al convegno, che sarà moderato dal giornalista Nicola Maggio, interverranno inoltre: Gianfranco Paolucci, sindaco di Macchia Valfortore e presidente ANCI Molise; Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna Monti Dauni; Noè Andreano, sindaco di Casalvecchio di Puglia e vicepresidente regionale dell’ANCI; Pasquale De Vita, presidente del Gal Meridaunia; la ricercatrice del CNR Lucrezia Cilenti e l’architetto Maria Maggio che, insieme all’archeologa Antonella Frangiosa, all’architetto Orazio Pastore e al presidente dell’Archeotrekking Occhito ha curato e allestito la mostra dedicata a tutte le fasi storiche della realizzazione e dell’entrata in funzione della diga. La galleria fotografica, allestita nelle diverse sale espositive in Largo Taverna 13, sarà visitata dai partecipanti all’evento pomeridiano al termine del convegno. La giornata di celebrazioni si concluderà in serata con un buffet di tipicità preparato da ragazze e ragazzi della Pro Loco di Carlantino.
UN GIGANTE D’ACQUA. Il grande lago artificiale di Occhito, che fornisce acqua potabile all’intera provincia di Foggia (61 comuni, 590mila abitanti, 7mila km quadrati di superficie), occupa 1300 ettari di terreno. Si estende per un tratto di circa 12 chilometri lungo il confine tra Puglia e Molise, e occupa porzioni di suolo afferenti a 9 comuni: Carlantino (dov’è situato lo sbarramento principale), Celenza Valfortore e Volturara Appula nella provincia di Foggia; gli altri 6, vale a dire Colletorto, Macchia Valfortore, Sant’Elia a Pianisi, Gambatesa, Pietracatella e Tufara, appartengono alla provincia di Campobasso. La diga raccoglie le acque dei fiumi Fortore e Tappino oltre a quelle del torrente Cigno. Ha una capacità totale pari a 333 mc d’acqua, di cui 250 utilizzabili. Si stima che, per realizzare il corpo della diga, siano stati movimentati e utilizzati non meno di 11,6 milioni di metri cubi di materiali: quattro volte e mezzo il volume della Grande Piramide di Cheope. Lo sbarramento è largo 268 metri, l’altezza massima dal suolo è di 60 metri nella parte centrale.
LA MOSTRA. L’evento del 12 marzo, che prende il titolo dalla mostra fotografica, nasce dalla collaborazione tra Comune di Carlantino, Archeotrekking Occhito e Consorzio di Bonifica della Capitanata. La mostra prende vita grazie a un importante e prezioso lascito fotografico di oltre 700 scatti di Donato Guerrera, operoso lavoratore presente sul cantiere dell’invaso sin dalle prime fasi dei lavori nel 1957. Una straordinaria galleria fotografica per celebrare storia, presente e futuro della grande diga di Occhito.
Comunicato stampa


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