“Il trasporto pubblico locale a Foggia è una bomba a orologeria pronta a esplodere, e il Comune sembra intenzionato a restare a guardare mentre la miccia si consuma”. Sono le dichiarazioni di Noi Moderati Foggia, che interviene con forza sulla gestione della mobilità urbana e sulle gravi incertezze che gravano su ATAF. “Siamo di fronte a un quadro di una gravità inaudita – dicono dal partito di Maurizio Lupi – poiché da un lato la Regione Puglia procede con un Piano Triennale dei Servizi 2024-2026 che, a causa di tagli lineari e sottostima dei costi, rischia di lasciare un buco di milioni di euro nelle casse dei trasporti foggiani. Dall’altro, assistiamo alla gestione claudicante di ATAF, il cui affidamento in house appare oggi sempre più fragile sotto il profilo della legittimità giuridica”. Noi Moderati punta il dito sulla mancanza di una motivazione analitica che giustifichi il mantenimento della gestione in house in un mercato che richiederebbe, invece, efficienza e investimenti. Il processo appare bloccato a una fase preliminare: mentre altre città pugliesi come Lecce e Taranto hanno già completato l’iter con delibere di Consiglio, a Foggia risulterebbe prodotta solo una delibera di giunta di indirizzo (luglio 2025), insufficiente a blindare il servizio.
𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜. “Il rischio è che i recenti rilievi sulla carenza del ‘controllo analogo’ e l’incapacità di garantire un servizio dignitoso portino a un annullamento degli atti da parte della giustizia amministrativa. Se l’affidamento venisse dichiarato illegittimo, Foggia si sveglierebbe domani senza autobus, con un danno incalcolabile per studenti, lavoratori e fasce deboli. Sono diversi i punti critici – continua Noi Moderati – che l’amministrazione comunale di Foggia avrebbe ignorato, supportati dalle denunce dei sindacati e degli enti territoriali: anzitutto il gap finanziario e i tagli regionali: il Piano Triennale dei Servizi regionale imporrebbe alla Provincia di Foggia di coprire oneri per circa 17 milioni di euro annui per i servizi minimi, una cifra insostenibile che espone il sistema al default. Inoltre il personale non sarebbe sufficiente a garantire il regolare servizio quotidiano, con un’incertezza contrattuale che alimenterebbe la fuga dei lavoratori. C’è poi il rischio di ricorsi al TAR: le Province di Foggia e Taranto, insieme ad associazioni come Asstra e Anav, hanno già impugnato il piano regionale. Le udienze di giugno potrebbero azzerare la programmazione attuale. Per concludere – aggiungono da Noi Moderati – la nuova normativa nazionale (D.Lgs 201/2022) richiede verifiche rigorose su convenienza economica e qualità che, ad oggi,6 ATAF non sembra in grado di soddisfare senza un radicale piano di rilancio”.
𝗟𝗘 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗘.. “Non possiamo permettere che l’incapacità amministrativa di questa giunta distrugga un asset strategico. Chiediamo con urgenza un consiglio comunale monotematico alla presenza dei vertici ATAF per chiarire la sostenibilità economica del piano industriale e il reale stato del “controllo analogo”. È necessario, inoltre, che venga prodotta una relazione tecnica trasparente che certifichi la legittimità dell’attuale affidamento, evitando il rischio di esclusione dai lotti del futuro piano provinciale di bacino”. Noi Moderati propone l’istituzione di un tavolo di crisi con la Regione Puglia (Assessorato ai Trasporti) per rinegoziare i fondi destinati al lotto di Foggia, ed evitare che il costo dell’inefficienza ricada sulle tasche dei cittadini tramite l’aumento dei biglietti o il taglio delle linee. “Il tempo delle proroghe tecniche e del ‘tirare a campare’ è finito: Foggia merita un trasporto pubblico moderno, non una società in bilico costante tra il tribunale e il deposito. Se l’amministrazione non è in grado di garantire la legalità e l’efficienza dell’affidamento, abbia il coraggio di ammetterlo prima che sia troppo tardi”.
Comunicato stampa


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