Un’occasione più unica che rara: visitare gli impianti della diga di Occhito, scoprirne il funzionamento, conoscere una delle opere pubbliche più grandi e importanti del Mezzogiorno d’Italia. Giovedì 12 marzoalle ore 15, sarà possibile ammirare l’invaso che unisce Puglia e Molise (info e prenotazioni: 389 1581307). Si tratta di una delle iniziative della giornata speciale organizzata in sinergia da Comune di Carlantino, Archeotrekking Occhito e Consorzio di Bonifica della Capitanata nell’ambito dell’evento intitolato “Occhito: un lago, la sua storia”. 

IL CONVEGNO. Alle ore 17, nella Chiesa Santissima Annunziata posta nel centro storico di Carlantino, ci sarà un importante momento di confronto su storia, presente e futuro della diga e delle infrastrutture idriche che forniscono acqua alla provincia di Foggia. Saranno illustrate anche le novità che riguardano la condotta dalla diga del Liscione, in Molise, a quella di Occhito. All’incontro pubblico, parteciperanno per la Regione Puglia l’assessore a Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese e il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della Commissione Agricoltura, Attività Produttive e Turismo. I lavori, moderati dal giornalista Nicola Maggio, saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, e della delegata comunale alla Cultura, Daniela Cafano. Giuseppe Di Nunzio, dirigente del Consorzio di Bonifica della Capitanata, e Nicola D’Ascoli, manager di Acquedotto Pugliese, interverranno sulla funzione centrale dell’invaso posto a cavallo del confine appulo-molisano. Al convegno interverranno inoltre Gianfranco Paolucci, sindaco di Macchia Valfortore e presidente ANCI Molise; Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna Monti Dauni; Noè Andreano, sindaco di Casalvecchio di Puglia e vicepresidente regionale dell’ANCI; Pasquale De Vita, presidente del Gal Meridaunia. Un importante contributo al dibattito sarà fornito dalla ricercatrice del CNR Lucrezia Cilenti e dall’architetto Maria Maggio che, insieme all’archeologa Antonella Frangiosa, all’architetto Orazio Pastore e a Pasquale Capozio, presidente dell’Archeotrekking Occhito, hanno curato e allestito la mostra dedicata a tutte le fasi storiche della realizzazione e dell’entrata in funzione della diga. La galleria fotografica, allestita nelle diverse sale espositive in Largo Taverna 13, sarà visitata dai partecipanti all’evento pomeridiano al termine del convegno. La giornata di celebrazioni si concluderà in serata con un buffet di tipicità preparato da ragazze e ragazzi della Pro Loco di Carlantino.

UN’OPERA MASTODONTICA. Sono passati 60 anni dall’inaugurazione e dall’entrata in funzione della diga di Occhito. Fu inaugurata il 7 maggio del 1966. I lavori cominciarono nel 1957. L’opera fu realizzata e consegnata al Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Il grande lago artificiale di Occhito fornisce acqua potabile e le risorse idriche per l’agricoltura all’intera provincia di Foggia. Occupa 1300 ettari di terreno. Si estende per un tratto di circa 12 chilometri lungo il confine tra Puglia e Molise, e occupa porzioni di suolo afferenti a 9 comuni: tre del Foggiano, compreso Carlantino dov’è situato lo sbarramento principale, e ben 6 della provincia di Campobasso. La diga raccoglie le acque dei fiumi Fortore e Tappino oltre a quelle del torrente Cigno. Ha una capacità totale pari a 333 metri cubi d’acqua, di cui 250 utilizzabili.

Comunicato stampa

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