Attraverso una nota stampa, l’Asl Foggia ha risposto confermando che a Celle San Vito, da cinque mesi, manca un medico che garantisca l’assistenza sanitaria di base qui, in loco, in modo da non costringere i cellesi a dover raggiungere Castelluccio Valmaggiore. L’Asl Foggia afferma, testualmente, che “i cittadini di Celle di San Vito possono rivolgersi per le prestazioni necessarie” ai comuni dell’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) in cui “sono attivi ambulatori medici”, vale a dire “Castelluccio Valmaggiore, Troia, Faeto, Orsara di Puglia, Bovino, Castelluccio dei Sauri e Deliceto”. A Celle di San Vito no. L’Asl Foggia questa assurdità la mette per iscritto, confermando di essere inadempiente rispetto a quanto ad essa comunicato dalla Regione Puglia con nota del 30 dicembre 2025. Nella nota in questione, la Regione Puglia (testualmente) “chiede con la massima urgenza alla Direzione Generale in indirizzo, di valutare l’apertura di una sede di AFT con turnazione dei medici operanti nell’aggregazione funzionale territoriale, in modo di garantire l’assistenza in locoper i pazienti residenti nel comune di Celle di San Vito; di valutare la disponibilità di medici operanti nell’ambito territoriale in considerazione all’apertura di un secondo studio ai sensi della normativa vigente. Si attende tempestivo riscontro da trasmettersi entro e non oltre il 9 gennaio”. Ma abbiamo chiaro cosa sia l’AFT? L’Aggregazione Funzionale Territoriale non è una soluzione al nostro problema. Mette in rete più medici di medicina generale, i quali continuano a operare nei propri ambulatori e nei propri comuni, garantendo una copertura oraria tramite turnazioni solo per bisogni urgenti o non differibili, in modo simile alla guardia medica. Pertanto, la AFT non sostituisce il medico di baseNon viene quindi assicurata la gestione ordinaria del paziente(prescrizione di farmaci abituali, controllo delle terapie, attività di routine), che resta competenza del medico di base che a Celle manca. L’ente regionale ha scritto all’azienda sanitaria foggiana di “voler valutare con urgenza la possibilità di garantire la presenza ambulatoriale del medico di base nel comune di Celle di San Vito, anche con un’apertura limitata a due giorni a settimana”. In alternativa la Regione Puglia ha anche chiesto “di individuare un medico disponibile a prestare servizio sul posto”. Si tratta di parole chiare, che non lasciano spazio a interpretazioni. Nella risposta dell’Asl Foggia non c’è nulla di tutto questo. Come può l’Asl Foggia non ottemperare a quanto richiesto dalla Regione Puglia? Perché non parla di presenza ambulatoriale e di prestare servizio sul posto? Siamo felici che il servizio dell’AFT sia attivo per 12 ore al giorno negli altri paesi, ma questo non vale per Celle di San Vito che resta senza un medico di base attivo in paese. L’ambulatorio medico è presente a Castelluccio Valmaggiore e a Faeto ma non nel mio comune. Come mai le stesse regole applicate a quelle realtà non sono valse anche per il mio paese? Cosa vuol dire che i miei cittadini “possono accedere all’assistenza sanitaria rivolgendosi ai medici operanti in questa rete territoriale” se non hanno la possibilità di farlo nel nostro paese? I medici di medicina primaria possono dunque rifiutarsi di aprire uno studio a Celle di San Vito in barba a tutte le direttive e a dispetto delle regole di deontologia professionale? Come mai la dottoressa che deve occuparsi della salute dei cittadini cellesi ha aperto un secondo studio a Faeto e non lo ha fatto invece per Celle di San Vito nonostante il nostro Comune le abbia messo a disposizione gli spazi necessari facendosi carico di tutte le spese? L’Asl Foggia sostiene di lavorare all’individuazione di soluzioni concrete e sostenibili mantenendo un confronto con l’Amministrazione comunale che mi onoro di rappresentare, ma ad oggi non abbiamo visto nessuna soluzione concreta e, soprattutto, l’Asl Foggia non si è mai confrontata con noi, non ha risposto alle nostre note. Al di là delle parole, e delle prese in giro, l’unica cosa certa, concreta e reale è che ai miei concittadini ad oggi e da circa 5 mesi è negato un accesso stabile e continuativo alla medicina di base nel loro paese. Tutto questo accade oggi, nel 2026, in Puglia, mentre l’Asl Foggia con il suo burocratese continua a lavarsene le mani. A Celle di San Vito purtroppo mancano già moltissime cose, levandoci anche l’assistenza del medico di base ci viene data l’estrema unzione”.

Comunicato stampa

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