“Ridurre di 26.000 ettari le superfici agricole potenzialmente occupabili significa proteggere la nostra terra, la nostra agricoltura, il nostro paesaggio. È un atto di responsabilità verso i pugliesi e verso il futuro della nostra regione. La transizione energetica è necessaria, ma deve essere compatibile con la vita delle nostre comunità. Non possiamo trasformare la Puglia in una distesa infinita di pale e pannelli. Dobbiamo trovare un equilibrio, e questo emendamento va esattamente in quella direzione”.

Con queste parole il presidente della IV Commissione consiliare, Antonio Tutolo, ha presentato in Commissione congiunta una proposta di modifica al disegno di legge sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili.
L’iniziativa normativa interviene su un punto decisivo: la quantità di suolo agricolo che può essere occupata da nuovi impianti. La legge nazionale lascia alle Regioni un margine molto ampio, che avrebbe potuto portare a utilizzare fino a 36.000 ettari di campagna pugliese.

“Noi abbiamo scelto la strada più prudente possibile – spiega Tutolo –. Abbiamo fissato il limite più basso consentito dalla legge, così da ridurre drasticamente la superficie agricola che può essere destinata a nuovi impianti. In questo modo, oltre 26.000 ettari vengono salvati. Non è un tecnicismo: è una scelta politica chiara, una scelta di tutela del territorio”.

Il presidente ha sottolineato che questa decisione non rallenta la transizione energetica, ma la rende più equilibrata: “La Puglia continuerà a produrre energia pulita, ma senza mettere a rischio la sua identità agricola e paesaggistica. La transizione non può diventare una colonizzazione del territorio.”

Durante la seduta, Tutolo ha ricordato che la normativa nazionale non consente più alle Regioni di individuare aree non idonee. “Non possiamo illudere i cittadini – dichiara –. La legge è chiarissima: non possiamo stabilire dove gli impianti non si possono fare. Possiamo solo muoverci entro i margini che lo Stato ci concede. E proprio in quei margini abbiamo scelto di intervenire con decisione.”
L’emendamento, infatti, utilizza uno dei pochi spazi di autonomia rimasti alla Regione: la possibilità di fissare un limite massimo alla superficie agricola utilizzabile. “Se vogliamo difendere la Puglia, dobbiamo farlo dove la legge ce lo permette. E questo emendamento è uno di quei punti in cui possiamo incidere davvero, pertanto sono felice che lo abbia firmato anche la presidente Capone –  conclude Tutolo – La Puglia ha già dato moltissimo alla produzione di energia rinnovabile. Siamo la regione che più di tutte ha contribuito al fotovoltaico e all’eolico in Italia, e continuiamo a farlo. Ma questo non può significare che ogni pezzo di terra diventi sacrificabile”.

Comunicato stampa

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