“Chi acquista un prodotto alimentare deve poter conoscere con chiarezza da dove provengono le materie prime. È una questione di trasparenza e di rispetto verso i consumatori e verso chi produce davvero qualità”.
Con questo obiettivo il consigliere regionale Antonio Tutolo (Per la Puglia) ha presentato la mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia, che chiede all’Unione europea di rivedere le norme sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Una disciplina che, così com’è, genera situazioni poco chiare e rischia di compromettere la fiducia dei cittadini.
Il riferimento è all’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione (Regolamento UE 952/2013), che attribuisce l’origine di un prodotto al Paese in cui avviene l’ultima trasformazione. Una regola pensata per il commercio internazionale, ma che nel settore alimentare produce effetti discutibili: una lavorazione minima effettuata in Italia può far risultare “made in Italy” un prodotto realizzato con materie prime provenienti da tutt’altra parte.
Nel suo intervento in Aula, Tutolo ha richiamato esempi concreti che mostrano la distanza tra la norma e la percezione dei consumatori: “Un petto di pollo sudamericano impanato in Italia diventa, a tutti gli effetti, un prodotto italiano. Una cagliata ucraina lavorata qui si trasforma in mozzarella ‘made in Italy’. È evidente che chi compra immagina un’origine diversa, mentre in realtà in Italia è stato fatto solo un passaggio finale”.
Secondo Tutolo, questa situazione crea confusione e mette in difficoltà le imprese che investono realmente nella qualità e nella tracciabilità delle produzioni. Ha inoltre ricordato che la disciplina doganale ha una funzione fiscale e non è stata pensata per l’etichettatura alimentare, regolata invece dal Regolamento UE 1169/2011. Da qui la necessità di distinguere nettamente i due ambiti e di aggiornare le norme affinché rispecchino la specificità del settore agroalimentare.
La mozione approvata impegna la Regione Puglia a sollecitare il Governo italiano e le istituzioni europee affinché i prodotti agricoli e alimentari vengano esclusi dal criterio dell’ultima trasformazione, adottando come riferimento l’effettiva provenienza delle materie prime. Il testo prevede inoltre un coinvolgimento dei parlamentari europei pugliesi e un coordinamento in sede di Conferenza Stato-Regioni.
“Altre Regioni hanno già intrapreso questo percorso – conclude il consigliere -. Anche la Puglia deve contribuire a una riforma che tuteli i consumatori e valorizzi il lavoro dei nostri produttori. Il made in Italy è un patrimonio che va difeso con regole chiare e coerenti”.
Comunicato stampa


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