Il futuro di AM Service s.r.l. e l’affidamento in house dei servizi informatici e amministrativi del Comune di Foggia finiscono al centro di un duro intervento di Noi Moderati di Capitanata. Al prossimo consiglio comunale, infatti, si discuterà dell’affidamento alla più piccola delle imprese (direttamente partecipata al 100%) della gestione di servizi amministrativi, informatici e logistici per una durata di 48 mesi.
Il segretario provinciale del partito di Maurizio Lupi, Francesco Borgese, seppur favorevole alla procedura solleva però forti dubbi sulla solidità tecnica dell’iter finora seguito dall’amministrazione comunale. “Corriamo il rischio – ha detto Borgese – che una delibera fragile si trasformi in un ‘invito a nozze’ per ricorsi e impugnazioni davanti alla giustizia amministrativa e quindi ad una paralisi dei servizi e all’instabilità occupazionale”. Per evitare che il TAR annulli l’operazione, Noi Moderati chiede il rigoroso rispetto del nuovo Codice dei Contratti Pubblici e delle direttive ANAC e punta il dito contro quello che definisce un potenziale “dilettantismo” amministrativo.
“Per rendere l’affidamento ‘impenetrabile’ ai ricorsi dei privati – ha aggiunto Borgese – serve anzitutto una motivazione ferrea: non è sufficiente la volontà politica, ma occorre una relazione che dimostri perché la gestione interna sia più economica ed efficiente rispetto al ricorso al mercato. In secondo luogo, il Comune deve certificare il cosiddetto ‘controllo analogo’ e dimostrare di esercitare sulla società un potere di comando pari a quello sui propri uffici”.
Il commercialista foggiano e coordinatore di Noi Moderati sottolinea, inoltre, la necessità di blindare il dato del fatturato (che deve superare l’80% per l’ente socio) e l’obbligo di trasparenza attraverso il vaglio della Corte dei Conti e dell’ANAC per garantire la tenuta finanziaria del progetto. “Vigileremo – ha concluso Borgese – affinché l’atto che arriverà in consiglio comunale sia giuridicamente inattaccabile. Foggia non può permettersi altre stagioni di precarietà e contenziosi infiniti. Su questo non faremo sconti sulla legittimità”.

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