La gestione della Xylella è un tema che richiede rigore istituzionale, responsabilità e rispetto per il lavoro svolto in questi anni. Quando si parla di un’emergenza che ha colpito il paesaggio, l’economia e l’identità della Puglia, non c’è spazio per letture distorte o affermazioni prive di fondamento. È in questo quadro che ritengo necessario replicare alle dichiarazioni del consigliere Gatta.
L’Osservatorio fitosanitario regionale ha portato avanti un lavoro incessante e complesso, applicando e studiando in maniera rigorosa la normativa europea e nazionale sulla gestione delle fitopatie, con l’obiettivo di contenere la diffusione del batterio nel rispetto del paesaggio e dell’economia di un territorio fragile e strategico come il nostro. Una struttura che oggi rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nella gestione della Xylella, grazie a competenze tecniche, monitoraggi continui e scelte fondate su evidenze scientifiche e su regolamenti comunitari vincolanti.
Il Comitato fitosanitario nazionale, nella riunione di marzo scorso, ha evidenziato in modo unanime – tra le altre cose – l’efficacia dell’azione dell’Osservatorio, così come hanno fatto gli auditors della Commissione Europea. Ed è proprio grazie a questo incessante lavoro che la Corte di Giustizia Europea ha archiviato la procedura di infrazione contro l’Italia per le criticità evidenziate nella prima fase della gestione dell’emergenza.
Sorprende, inoltre, che il consigliere Gatta – già vicepresidente di un’associazione di categoria importante come Confagricoltura – ignori o scelga di ignorare che le decisioni e gli indirizzi regionali sono da sempre condivisi con il partenariato agricolo. Proprio come è avvenuto per il provvedimento che ha reso obbligatorie su tutto il territorio regionale le misure agronomiche contro la diffusione dell’insetto vettore, una scelta necessaria e concordata con il mondo agricolo per tutelare le produzioni e prevenire nuovi focolai.
Ancora più gravi risultano le affermazioni sui presunti ritardi, sulla mancanza di trasparenza e sulla gestione delle risorse pubbliche. Il consigliere Gatta dimentica infatti che da tempo è attivo un protocollo operativo con la Guardia di Finanza e che è stata istituita una cabina di regia permanente per verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente erogato a ciascun beneficiario, proprio per garantire trasparenza, correttezza e legalità nell’utilizzo dei fondi destinati agli agricoltori.
Se il consigliere Gatta ritiene di essere in possesso di elementi che facciano pensare a un uso distorto dei fondi o addirittura a comportamenti penalmente rilevanti, ha il dovere istituzionale di rivolgersi alle autorità competenti e presentare formale denuncia.
Va inoltre chiarito un punto fondamentale: la Xylella non è più, da tempo, un problema “pugliese”. Oggi casi accertati sono presenti in Toscana, nel Lazio, in Corsica e in diversi altri Paesi europei. Fa specie, quindi, che qualcuno continui a rappresentarla come una questione locale, quasi fosse una responsabilità esclusiva della Puglia. Al contrario: l’esperienza maturata dalla nostra regione – che è stata colpita per prima e in modo più aggressivo, probabilmente perché il batterio è arrivato qui prima che altrove – deve essere messa a disposizione del Paese per evitare che altre regioni ripartano da zero. E soprattutto è necessario che il Governo assuma pienamente la responsabilità di affrontare un’emergenza che ormai riguarda l’intero territorio nazionale e specie vegetali diverse dall’olivo.
La nomina di un commissario nazionale, quindi, non deve essere letta come uno strumento per “raddrizzare storture”, come sostenuto da Gatta, ma come un’opportunità per rafforzare il lavoro già avviato e operare in sinergia tra Stato e Regione, soprattutto per attrarre maggiori risorse e accelerare gli interventi di rigenerazione del paesaggio e dell’economia agricola pugliese. La Puglia ha diritto a un sostegno più forte da parte del Governo e il commissario può rappresentare uno strumento utile se inserito in una logica di collaborazione istituzionale e non di contrapposizione politica.
La battaglia contro la Xylella non può diventare terreno di scontro ideologico o di polemica, perché riguarda il futuro di intere comunità, degli agricoltori e del nostro patrimonio olivicolo. Serve responsabilità, rispetto per il lavoro tecnico e istituzionale svolto finora e una collaborazione leale tra tutte le forze politiche per garantire più risorse, più interventi e tempi più rapidi per la rigenerazione del territorio.
L’obiettivo deve essere uno solo: sostenere concretamente gli agricoltori, difendere il paesaggio pugliese e costruire una strategia condivisa e credibile per superare definitivamente l’emergenza.
Comunicato stampa


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