Da ieri le paratie della diga del Liscione sono aperte. Milioni di metri cubi d’acqua dolce stanno correndo verso il mare. In queste ore, a causa delle piogge, lo scarico di fondo è stato azionato per sicurezza: una pressione enorme che svuota il lago per evitare il peggio. Parliamo di 60 metri cubi al secondo iniziali, che in 24 ore sono oltre 5 milioni di metri cubi di acqua buttati, con la drammatica prospettiva di arrivare fino a 240 metri cubi al secondo. Uno scempio!
Nel frattempo, il territorio molisano sta vivendo ore di paura. L’apertura forzata della diga sta creando un’onda d’urto che minaccia tutto il basso Molise: aziende del Nucleo di Termoli evacuate e operai mandati a casa; scuole chiuse e strade bloccate, con persone già tratte in salvo dall’acqua che sale; rischio esondazione tra Larino, Guglionesi e la zona industriale.
Ma il “peggio” è anche questo: vedere la nostra sopravvivenza scivolare via. Per la Capitanata quell’acqua è oro. È l’ossigeno per la nostra agricoltura, è la garanzia per le nostre aziende, è la risposta alla siccità che ogni estate ci mette in ginocchio.
Da anni mi batto per il completamento della condotta Liscione-Occhito, il famoso “Tubone”. Se quell’opera fosse realtà, oggi non staremmo guardando un fiume in piena che va a perdersi nell’Adriatico, ma staremmo riempiendo i nostri invasi per i mesi siccitosi.
Non è maltempo, è stata la mancanza di visione degli ultimi decenni. Vedere quell’acqua buttata, seppure per questioni di sicurezza, è un pugno nello stomaco. Nel frattempo il Biferno riceve un’onda d’urto che minaccia campagne e strade. Con possibile rischio per le persone che risiedono in quel territorio. L’inerzia, politicamente e strategicamente, è un fallimento.
Ricordiamoci di questa situazione quando tra pochi mesi torneremo a parlare di restrizioni idriche e campi secchi. La sicurezza della diga è prioritaria, ma l’incapacità di stoccare quest’acqua è un crimine contro il futuro della Capitanata.
Vedere tutta questa risorsa scorrere via è un assurdità che fa male al cuore e all’economia. Continuerò a battermi finché l’ultimo metro di quella condotta non sarà posato.
Comunicato stampa


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