“Il futuro di Foggia non si misura in metri cubi di cemento, ma nella qualità della vita delle persone. Con la riattivazione della Valutazione ambientale strategica riprende il percorso del nuovo Piano urbanistico generale: una grande occasione per cambiare la città, ricucire i quartieri, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità per le famiglie e le imprese”, ha detto il capogruppo in Consiglio comunale e componente della Commissione Territorio, Pasquale Dell’Aquila, sintetizzando la visione del Partito Democratico di Foggia, dopo il varo dello Urban Center.
Il PD di Foggia accoglie con soddisfazione la riattivazione della procedura di Valutazione ambientale strategica, che imprime una nuova accelerazione al percorso di formazione del Piano urbanistico generale, da adottare nella prossima primavera.
È un passaggio importante perché rimette in moto un procedimento regolato da scadenze precise e consente di riportare al centro del confronto pubblico le scelte che determineranno il futuro di Foggia nei prossimi decenni.
Ma soprattutto perché il PUG non è soltanto uno strumento per decidere dove si potrà costruire. È il progetto della città in cui vivranno i nostri figli e nipoti, in cui gli anziani dovranno poter continuare a muoversi autonomamente, in cui le persone con disabilità dovranno trovare meno ostacoli, in cui artigiani, commercianti, professionisti e imprese dovranno avere le condizioni per lavorare e investire.
Le scelte che si stanno delineando indicano una direzione precisa: una città più verde, più fresca, più sana.
Il nuovo Piano assume tra i suoi principi fondamentali la tutela e l’incremento del verde urbano, recependo gli obiettivi europei della _Nature Restoration Law_, che prevedono impegni progressivi fino al 2050.
Questo significa progettare una città nella quale gli alberi non siano considerati semplici elementi decorativi, ma infrastrutture essenziali per la salute e la qualità della vita.
Più alberi lungo le strade e nelle piazze significano più ombra per chi aspetta l’autobus, temperature meno elevate per gli anziani durante le estati sempre più calde, spazi più piacevoli per i bambini e per chi porta a passeggio il cane.
Significa anche recuperare terreni oggi coperti inutilmente da asfalto e cemento, permettere all’acqua piovana di penetrare nel suolo anziché accumularsi nelle strade, trasformare le aree abbandonate ai margini della città in spazi verdi e ricucire il rapporto tra Foggia e la campagna che la circonda.
Il verde deve diventare un diritto quotidiano, non un privilegio riservato a pochi quartieri.
Costruire meglio, recuperare ciò che esiste, rendere accessibile la casa.
Il Piano affronta anche una contraddizione che riguarda direttamente migliaia di famiglie foggiane: mentre la popolazione diminuisce, cresce il numero dei nuclei familiari e continua a esistere una domanda di abitazioni che il mercato non riesce a soddisfare.
Giovani che vorrebbero uscire dalla casa dei genitori, coppie che desiderano mettere su famiglia, persone separate, anziani soli, lavoratori con redditi modesti: il bisogno di casa è cambiato e la città deve saper rispondere.
Per questo il PUG propone di utilizzare anche le nuove possibilità edificatorie come strumenti per finanziare la rigenerazione urbana e realizzare abitazioni sociali.
Il principio è semplice: chi ottiene la possibilità di costruire di più deve restituire qualcosa alla città.
Non soltanto nuovi edifici, dunque, ma anche verde, percorsi pedonali e ciclabili, collegamenti con il trasporto pubblico, recupero di immobili abbandonati e quote obbligatorie di edilizia residenziale sociale.
Una trasformazione urbanistica dovrà essere valutata anche per i vantaggi concreti che produce per la collettività.
Non basta costruire una casa nuova se per raggiungere una scuola, una fermata dell’autobus o un negozio bisogna necessariamente possedere un’automobile.
E non basta riqualificare un edificio se il quartiere intorno continua a essere privo di servizi e spazi pubblici.
Muoversi meglio, perdere meno tempo, collegare davvero la città.
Una delle scelte più importanti riguarda il sistema della mobilità.
Il completamento dell’Orbitale dovrà contribuire a distribuire meglio il traffico, alleggerendo la pressione sulle strade urbane e migliorando i collegamenti tra quartieri oggi separati da barriere infrastrutturali.
Il PUG affronta inoltre una questione strategica: il collegamento tra la stazione ferroviaria centrale, la futura fermata dell’alta velocità e l’aeroporto “Gino Lisa”.
L’obiettivo è costruire un sistema integrato di collegamenti ferroviari e stradali, utilizzando anche le infrastrutture esistenti e prevedendo una navetta ferroviaria tra la stazione centrale e quella dell’alta velocità.
Per uno studente universitario, un pendolare, un professionista o un imprenditore questo significa poter raggiungere più facilmente un treno senza dover dipendere sempre dall’automobile.
Per chi arriva a Foggia significa trovare una città più semplice da attraversare.
Anche la stazione centrale dovrà smettere di essere una barriera tra parti della città. Il secondo ingresso su viale Fortore, l’ampliamento della strada, la riorganizzazione dei collegamenti con l’Ente Fiera e il prolungamento di via Protano fino a corso del Mezzogiorno disegnano una prospettiva di maggiore accessibilità.
Una città moderna non è quella in cui tutti sono costretti a usare l’automobile, ma quella in cui ciascuno può scegliere come spostarsi, indipendentemente dall’età, dal reddito o dalle proprie condizioni fisiche.
I quartieri storici devono tornare a vivere.
Una particolare attenzione viene riservata ai quartieri di impianto settecentesco, una parte importante dell’identità e della memoria di Foggia.
Il Piano punta a rendere più semplici gli interventi di recupero, superando rigidità burocratiche che troppo spesso hanno impedito di intervenire anche su singoli edifici.
L’obiettivo è permettere ai proprietari di recuperare le abitazioni, migliorare la sicurezza degli immobili, favorire nuovi insediamenti residenziali e attività economiche compatibili con il carattere dei luoghi.
Questo significa offrire nuove opportunità anche a tecnici, progettisti, professionisti, imprese edili e artigiani specializzati nel restauro e nella manutenzione.
Ma soprattutto significa contrastare l’abbandono.
Una casa recuperata è una finestra che torna ad accendersi. Una strada che torna a essere abitata è anche una strada più sicura.
La rigenerazione dei quartieri storici non deve trasformarsi in un’operazione immobiliare riservata a pochi, ma contribuire a riportare residenti, servizi e attività nella città esistente.
Rioni Martucci e Diaz: quartieri da ricucire alla città.
Il Rione Martucci e il Rione Diaz rappresentano uno degli esempi più concreti della nuova impostazione.
Per troppo tempo il Martucci ha subito le conseguenze dell’isolamento determinato dalla ferrovia e dalla vicinanza con le aree produttive.
Il Piano mette insieme interventi già programmati e nuove prospettive: l’ampliamento della riqualificazione di piazza Daloiso verso via Ciampoli, nuovi spazi verdi, il mercato di quartiere, un’area dedicata ai cani, percorsi pedonali e ciclabili e fasce alberate lungo i margini ferroviari e produttivi.
Sono interventi che riguardano la vita di tutti i giorni.
Un bambino deve poter giocare vicino casa. Un anziano deve trovare una panchina all’ombra. Una persona con disabilità deve poter attraversare il quartiere senza incontrare ostacoli. Una famiglia deve poter fare la spesa e raggiungere i servizi senza essere costretta a spostarsi continuamente in automobile.
Rigenerare un quartiere significa restituirgli le opportunità che gli sono state negate, non limitarsi a cambiarne l’aspetto.
Villaggio Artigiani e nuove aree produttive: più spazio al lavoro e alle imprese.
Il futuro di Foggia passa anche dalla capacità di offrire condizioni migliori a chi produce, investe e crea occupazione.
Il PUG prevede una riorganizzazione del Villaggio Artigiani, con il miglioramento della viabilità, la riqualificazione degli spazi pubblici e una disciplina capace di accogliere attività produttive differenti, evitando ulteriori destinazioni residenziali incompatibili con la vocazione dell’area.
Per un artigiano significa poter lavorare in un contesto più ordinato e accessibile. Per un’impresa significa avere strade adeguate al trasporto delle merci, spazi funzionali e regole più chiare. Per i lavoratori significa poter raggiungere più facilmente il posto di lavoro.
Il Piano affronta inoltre il riordino delle attività produttive distribuite nel territorio e individua nel quadrante di viale degli Aviatori una nuova opportunità di sviluppo logistico, produttivo e terziario.
A questo si aggiunge il coordinamento con l’ampliamento dell’area ASI e con il sistema delle grandi infrastrutture logistiche, compreso il collegamento con il porto di Manfredonia.
Foggia deve tornare a essere una città in cui conviene investire, aprire un’attività, esercitare una professione e creare lavoro qualificato.
Lo sviluppo economico e la qualità ambientale non sono obiettivi contrapposti: una buona pianificazione deve renderli compatibili.
Basta immobili abbandonati e luoghi che degradano la città.
Un’altra scelta importante riguarda gli edifici e le aree degradate che peggiorano la qualità dello spazio urbano.
Fabbricati inutilizzati, immobili fatiscenti, strutture abbandonate e terreni compromessi non rappresentano soltanto un problema estetico.
Possono diventare luoghi insicuri, produrre degrado, danneggiare le attività economiche vicine e ridurre la qualità della vita dei residenti.
Il PUG propone di incentivare il recupero di questi immobili attraverso agevolazioni urbanistiche e fiscali.
Tra gli strumenti ipotizzati figurano la riduzione dei costi di costruzione, premi edificatori legati alla riqualificazione e, nei casi consentiti dalla normativa e previa approvazione delle necessarie disposizioni comunali, esenzioni o sospensioni temporanee di tributi locali.
Deve diventare più conveniente recuperare un immobile abbandonato che lasciarlo degradare per anni.
È una scelta che può mobilitare investimenti privati, creare lavoro per le imprese locali e restituire alla collettività spazi oggi sottratti alla vita cittadina.
Il futuro di Foggia si decide insieme
Il Partito Democratico considera la ripartenza del PUG un’occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione pubblica.
Non una partecipazione formale, limitata agli addetti ai lavori o a chi possiede terreni e immobili, ma un confronto che coinvolga concretamente i quartieri, le scuole, l’Università, le associazioni ambientaliste e culturali, le organizzazioni delle persone con disabilità, i sindacati, gli ordini professionali, gli artigiani, i commercianti e le imprese.
Perché le scelte urbanistiche riguardano tutti, anche chi non possiede un solo metro quadrato di terreno.
Riguardano il percorso che un bambino compie per andare a scuola, il tempo che un lavoratore trascorre nel traffico, la possibilità per un anziano di raggiungere una farmacia, il diritto di una persona con disabilità di muoversi autonomamente, il costo di un’abitazione, la salute dei cittadini e le opportunità economiche delle nuove generazioni.
Il PD di Foggia intende contribuire attivamente a questo confronto, sostenendo una pianificazione capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e giustizia sociale.
Il nuovo Piano urbanistico deve essere soprattutto uno strumento per ridurre le disuguaglianze tra i quartieri e tra le persone.
Perché una città non migliora davvero se diventano più belli soltanto i luoghi già privilegiati, mentre altri continuano a essere esclusi dai servizi, dalle opportunità e dagli investimenti.
“La sfida che abbiamo davanti non è semplicemente disegnare la Foggia del 2040 o del 2050, ma cominciare oggi, da subito, a cambiare il modo in cui la città cresce e si prende cura dei suoi abitanti”, ha concluso Dell’Aquila.
Comunicato stampa


Lascia un commento