Amministrazione sciatta, la nostra.
Eh, questa crisi!
Il sindaco ne registra l’esistenza, ma non va oltre la sua mera constatazione.
La liquida con un “passerà!”, con tanto di braccia allargate, e con ciò straccia la mozione presentata dal PD, con cui si è chiesta la costituzione di un “fondo di solidarietà” per aiutare le famiglie ortesi in maggiori difficoltà a pagare l’affitto di casa, i libri per i figli.
Si decide di vendere un altro po’ di patrimonio immobiliare per fare cassa e, contestualmente, si comprano terreni per “potenziare” la zona PIP.
Ci si chiede: se si vendono un po’ di immobili sparsi per il paese, i conti del bilancio comunale non devono essere poi così floridi?
Ma come, servono soldi e si decide di spenderne nell’ampliamento di una zona PIP che, stante la crisi, non è proprio una priorità?
Forse siamo noi che sottovalutiamo la capacità attrattiva del nostro territorio?
No, è sicuramente il sindaco che non sa come sprecare i soldi pubblici: 72 i lotti comprati, 11 quelli venduti, 5-6 i progetti presentati, 0 per insediamenti produttivi!
Boh! Chi capisce è bravo, anzi è un autentico mago.
E insistono!
Perché ci si spoglia dei beni di proprietà comunale e poi si affittano locali privati in presenza di esigenze specifiche?
Si pensi a quel che è accaduto con la scuola media Pertini.
I nostri lungimiranti amministratori hanno speso soldi dei cittadini per ristrutturare ed adattare una villetta privata, così da utilizzarne le stanze come aule scolastiche (tre).
Si sarebbe potuto, invece ristrutturare il mercato coperto (che figura tra i beni alienabili), magari programmando l’intervento nei tempi e nei modi giusti e non all’ultimo minuto come è di fatti avvenuto.
Non sarebbe opportuno conservare la proprietà di locali, tenuto conto che si potrebbe avere in futuro l’esigenza di ubicare in spazi comunali attività di carattere sociale?
Domande queste che cadono nel vuoto e che, ovviamente, non trovano risposta alcuna dai nostri amministratori.
Il governo Berlusconi ha tolto l’ICI sulla prima casa per tutti: danaro generosamente lasciato nelle tasche, tra l’altro, di chi non aveva bisogno di questo regalo.
L’opera la completa la nostra Amministrazione aumentando la TARSU 2009 per le sole abitazioni.
Come a dire: i soldi che Tremonti ha lasciato nelle borse dei ricchi saranno recuperati mettendo le mani nelle tasche di pensionati, operai, disoccupati, cassintegrati e famiglie monoreddito.
Moscarella il Robin Hood alla rovescia: toglie ai poveri per dare ai ricchi!
Fotovoltaico.
Impatto zero!
Regolato dalla Regione Puglia con la Legge 31 del 2008.
Per l’economista americano, di fama mondiale, Jeremy Rifkin ”La Puglia può diventare per le energie rinnovabili l’Arabia Saudita dell’Italia”
La cosiddetta Green Economy è invocata ad ogni angolo del globo come strumento principe per venir fuori dalla crisi, e noi?
Noi siamo diffidenti, o almeno così vogliamo sembrare.
L’Amministrazione comunale confeziona un regolamento che da una parte pone vincoli, paletti, limitazioni ed ostacoli aggiuntivi non previsti dalla legge e dall’altra nasconde , dietro la presunta volontà di difesa del territorio , la determinazione a non definire oggi, in sede regolamentare, in maniera chiara, trasparente e oggettiva le misure di compensazione delle “criticità ambientali” che le imprese dovranno adottare, le modalità e i termini con cui queste dovranno “concorrere alla valorizzazione e riqualificazione delle aree territoriali interessate”.
Preferisce demandare ad altri tempi e ad altri luoghi, nel chiuso di qualche ufficio comunale, secondo criteri via via individuati, la sottoscrizione di apposite convenzioni da concordare “tete a tete”.
A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca!
I nostri amministratori hanno stabilito che possono essere autorizzati ad installare un impianto fotovoltaico solo aziende che abbiano già realizzato almeno un impianto di potenza non inferiore ad 1 megawatt. Perché?
Il sindaco ha biascicato qualcosa che ha a che vedere con aziende che farebbero operazioni di intermediazione.
E allora? E’ o non è un rapporto tra privati?
Inoltre verrebbero esclusi tutti i territori agricoli inclusi in una fascia di 500 metri dalla delimitazione del centro urbano. Perchè? Ricordiamo che il fotovoltaico ha impatto zero! Ci sono i tetti fotovoltaici nel bel mezzo dei centri urbani!
Perchè esporre il Comune ad eventuali contenziosi (gravosi per le casse comunali) da parte di ditte proponenti che hanno già delle richieste presentate in dette zone e che una volta escluse, a fronte di investimenti ed impegni già assunti, potrebbero attivare azioni risarcitorie ?
E il consigliere Annese?
Be’, lui vorrebbe aprire direttamente adesso un contenzioso con la regione Puglia per impedire, in toto, il fotovoltaico nel territorio di Orta Nova!
Ingravallo propone un rinvio per indire un referendum o comunque una consultazione popolare sul tema!
Altro che desertificazione da fotovoltaico!
Qui, ad Orta Nova, la green economy si schianta contro la cecità degli amministratori e di certa opposizione.
Un’ultima nota si impone, sebbene non riveli nulla che non sia già accaduto e nulla di diverso da quel che da tre anni a questa parte normalmente accade.
Tra gli scranni della maggioranza file di consiglieri muti, che hanno un solo compito: alzare la mano al momento convenuto.
Tra l’opposizione si può cogliere, invece, uno spunto di colore, seppur scuro e foriero di nulla di costruttivo: Maffione fa l’opposizione al sindaco e Annese fa l’opposizione a Maffione (sic!).
Abbiamo dimenticato qualcuno?
Ah, è vero, c’è la coppia dei politicamente separati in Casa (ex delle Libertà ora PDL): Donato Iorio e Rosangela Giannatempo. Loro si astengono!
In attesa che passi la crisi e arrivi il taumaturgo da non si sa dove.
Si vota.
Il sindaco si alza, si muove lentamente, si appoggia con un gomito al banco dei “suoi” consiglieri, guarda gli oppositori e dice: “Bè, quale mozione volete votare. Quella di Maffione, oppure il rinvio?” “Come volete voi!” sorride.
Gli assessori sono già in piedi, pronti ad indossare i cappotti.
Si vota.
E le mani di quei nove consiglieri finora distratti, assorti nei propri pensieri, presenti col corpo, ma in realtà lontani , scattano su con un automatismo perfetto, finalmente destatisi dal torpore, con l’espressione soddisfatta di chi ha dato un senso alla propria serata.
E’ la dimostrazione di forza che il sindaco sbatte in faccia all’opposizione e gli piace godersela proprio da lì, di fronte ai banchi della minoranza.
E’ triste constatare che in realtà l’affermazione del potere di una persona trova il suo migliore alleato nell’attitudine dei suoi sodali ad essere compiacenti.
Berlusconi docet!
Fonte: http://www.pdortanova.it/

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