
Cosi come tanti altri anche io sono stato invitato alla presentazione della candidatura di
Gianluca Di Giovine alle elezioni regionali e,
Giovedì 4 Marzo, ero li ad occupare uno dei primi posti tra quelli riservati ai curiosi, nell’aula consiliare del comune (che solitamente sono vuoti). Per impegnare quel posto è stato necessario giungere puntuale perché, effettivamente, quando
Gianluca ha preso in mano il microfono l’aula era affollata, anche le poltrone destinate agli schieramenti politici occupate e la ressa, di conseguenza, giungeva sin sull’uscio. Il primo particolare che ho colto guardandomi attorno è stata la presenza massiccia dei giovani, tutti con occhi confidenti e vogliosi di esprimere essenzialmente due concetti:
“ci siamo anche noi” e
“cresciamo con la nostra terra”. Il tempo di preparare carta e penna che dall’altra parte c’era già qualcuno che aveva preso la parola e che presentava in qualche modo il ventiquattrenne ortese dalla faccia pulita e dalle idee nuove, ricordando qualche piccolo aneddoto e il suo sempre gratificante percorso formativo che lo ha portato a laurearsi con il massimo dei voti in
Storia e Filosofia. Proprio questo punto ha suscitato in me alcune riflessioni. Quando si inizia a studiare filosofia si impara tra le nozioni di base il concetto di etica e morale e forse oggi tra i politicanti di entrambi gli schieramenti questi concetti sembrano essere stati accantonati. Cambio di rotta? Tra una riflessione e l’altra Gianluca ha finalmente preso la parola. Si alza dalla sedia, si agita e spesso avvicina troppo il microfono e io che ero di fronte a lui percepisco in quei movimenti la sua voglia di conquistare il mondo, di darsi da fare come se avesse un fuoco dentro. Il suo discorso ha affrontato tutti i risaputi problemi del nostro territorio, dalla
privatizzazione dell’acqua pubblica all’
agricoltura, fino ad annunciare le fasce di cui intende farsi portavoce. Come la buona retorica insegna, intervallando il discorso con battute di spirito, anche per rompere il ghiaccio, Gianluca si è presentato come il
candidato dei bambini, delle donne, degli anziani, dei migranti e innanzitutto dei giovani; tutte categorie che sovente sono dimenticate. Poi improvvisamente ha deciso di stupirmi: proprio io che ho appreso scetticamente la notizia della sua candidatura sono rimasto stupito dal
mancato utilizzo del pronome “io” a favore del più usato “noi”, dai suoi racconti di storie “difficili” del nostro territorio e dalla sua proposta di istituire un laboratorio politico ad Orta Nova che possa essere un centro di ritrovo per i giovani senza alcuna discriminazione partitica. In un periodo di tale disaffezione verso la politica da parte dei giovani cosa c’è di più “azzeccato”? Eppure, dopo il momentaneo stupore, sembrava essere ritornato in me lo scetticismo iniziale, se non altro perché mi sembrava che avesse affrontato temi troppo generali e poco concreti. Allora non ho esitato a porre una domanda riportando le obiezioni dell’opinione pubblica ortese che avevano costruito il mio pregiudizio:
“dove vuole arrivare Gianluca Di Giovine in queste elezioni regionali ?”. La sua risposta è stata tutt’altro che scontata:
“vincere e se cosi non sarà almeno avremo gettato un piccolo seme”. Poi il convegno si è sciolto e l’attenzione si è spostata sul tavolo dove i parenti del candidato, in particolare le donne, avevano preparato un rinfresco. Prima di andare via ho avuto appena il tempo di sentire l’odore dei dolci; era lo stesso odore di una politica ormai passata di moda, di una politica tangibile fatta di rapporti umani con la gente: di politica vera.
Non importa se Gianluca abbia l’aspetto di uno studente e non di un politico, perché giacca e cravatta contano molto meno della “zucca” piena. L’inizio è buono. Tornato a casa ho avuto il desiderio di raccontare ciò che ho sentito per far si che non si sia spento tutto in quell’aula. Occorre però fare una piccola post-messa: questo
non è un articolo di propaganda politica poiché il sottoscritto non ha alcuna faziosità e ne vuole influenzare qualcuno. Questa è una
semplice cronaca. Avrete sicuramente notato che
non mai ho citato il nome del suo partito e dei personaggi politici che lui sostiene.
Gianluca è prima di tutto un giovane ortese!
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