Il mistero della morte e resurrezione di Cristo vissuto per le strade di Orta Nova: emozioni che solo la rappresentazione teatrale “Passio Christi”, messa in scena dalla Parrocchia del SS.Crocifisso, sa regalare. Martedì Santo (30 Marzo), alle ore 19, prenderà il via la XIV edizione della Passione Vivente che ormai è diventata tradizione della Settimana Santa per gli ortesi. Le radici di questa particolare attività affondano negli ultimi anni del parrocato di Don Cesidio Cordisco che, ben quattordici anni fa, ispirandosi fedelmente ai testi biblici, scrisse i copioni di una recita, denominata “Quadri Plastici”, che raccontava le ultime ore della vita di Cristo. Con il parrocato di Don Ignazio Pedone la semplice recita si trasforma in rappresentazione teatrale vera e propria assumendo l’attuale nome “Passio Christi” e la classica concatenazione delle scene che ormai tutti conosciamo e apprezziamo da anni. Le scenografie sono senz’altro uno degli aspetti più caratteristici: quelle iniziali sono recitate all’interno e nel piazzale antistante della chiesa del SS. Crocifisso per poi proseguire per le vie principali della città attraversate dalla Via Crucis. Le scene più toccanti come la “pietà”, la morte e la resurrezione di Cristo quest’anno non saranno recitate nella Villa Comunale Federico II, perché questa è inagibile a causa di atti vandalici. Si prospetta l’utilizzo del campo sportivo per ovviare a questo problema. La preparazione delle scene (e non solo), come ci dice lo stesso parroco, ogni anno comporta un dispendio notevole di energie e di tempo, in particolar modo negli ultimi giorni prima della Settimana Santa. Il reclutamento degli attori e la rivisitazione annuale del copione invece comincia addirittura a Dicembre per garantire che il tutto possa essere già pronto a tempo debito. Se i 300 attori che ogni anno recitano a titolo gratuito costituiscono ormai lo “zoccolo duro” della Passione Vivente, le scene sono invece l’unico aspetto che lascia campo libero ad una continua evoluzione che quest’anno avverrà in modo particolare e di cui possiamo fornire alcune anticipazioni. Le novità di questa edizione interesseranno le scene dei sommi sacerdoti e il filmato iniziale che è stato sostituito da uno nuovo registrato nella zona di S.Marco in Lamis. Il formato dunque tenta di migliorare sempre più per assicurarsi il successo che nelle precedenti edizioni non è mai mancato. Infatti l’attività si è talmente consolidata nel tempo che attira ogni anno spettatori da Foggia, Campobasso, Termoli e da molte altre località. Inoltre le emittenti televisive come TRSP, Telecattolica, Teledehon e in particolare Puglia Channel, che trasmette in via satellitare, hanno consentito agli ortesi residenti al nord e perfino all’estero di sentirsi vicini ai loro compaesani seguendo in tivù la rappresentazione. Eppure nonostante il successo l’amministrazione comunale, quest’anno, non ha potuto sovvenzionare la rappresentazione che si svolgerà grazie al sostegno dei parrocchiani che la ritengono ormai un appuntamento importante e caratteristico della Settimana Santa. Non a caso gli attori che vi partecipano non sono solo fedeli della parrocchia ma anche di altre comunità, per affermare l’evento come qualcosa di “cittadino” a tutti gli effetti e non qualcosa di limitato alla sola realtà parrocchiana. Tutte queste attenzioni e questi successi non devono però distogliere lo sguardo dai due obiettivi che la rappresentazione teatrale si prefigge da sempre. Il primo, quello pastorale, consiste nel cercare di impegnare attivamente gli adulti e soprattutto i giovani nella vita parrocchiale, il secondo, quello spirituale invece, consta nel sollecitare il fedele ad entrare nel vivo del mistero della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo con l’avvicinarsi della Pasqua e a riflettere sul mistero sul quale si fonda tutta la nostra fede: questa è la “Passio Christi”. Niente protagonismo, l’unico protagonista è il Cristo risorto. E il futuro? Inutile nascondere che quest’anno voci di corridoio volevano che la passione non si sarebbe dovuta fare a causa delle numerose difficoltà anche di tipo economico aggravate anche dal venir meno del comune. Lo sforzo è stato compiuto per non deludere le aspettative della ricorrenza del 50° anno dall’istituzione della parrocchia ma, affinché questa splendida iniziativa possa continuare, ci si augura che le istituzioni si dimostrino in futuro più vicine e sensibili e che i giovani si sentano più responsabili . In fin dei conti se la XIV edizione della passione vivente sarà servita ad avvicinare pure soltanto una persona a Cristo lo sforzo compiuto non sarà stato di certo vano.
di Francesco Gasbarro

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