Un mese fa il brutale omicidio dell’ agricoltore ortese Vincenzo Gaeta, 48 enne ritrovato senza vita alle prime luci dell’ alba di domenica 8 Agosto nei propri campi. Per ora nessuna novità dalle indagini che sembrano però essersi ristrette agli ambienti di lavoro della vittima. Nessuna traccia nemmeno dell’ arma del delitto, che dai rilievi effettuati sul corpo della vittima, potrebbe far pensare ad un attrezzo agricolo. La speranza è che gli inquirenti riescano a consegnare alla giustizia il responsabile di questo efferato crimine. Rimane però un problema sicurezza, il caso Gaeta fa pensare a quanto accaduto nello scorso Marzo a Stornarella, quando un agricoltore del posto, esasperato dai continui furti nella propria azienda agricola, uccise a colpi di fucile un immigrato che stava tentando l’ ennesimo furto. Mentre due settimane fa un’ altro immigrato fu trovato morto annegato in un vascone alla periferia di Ordona. Nel caso Gaeta molti sospetti fin dal principio spinsero a pensare che l’ autore dell’ omicidio possa essere stato proprio un immigrato, facile pensare che un irregolare possa far disperdere le proprie tracce, così come non fu possibile dare un nome all’ uomo annegato ad Ordona, insomma una vera e propria terra di nessuno popolata da uomini senza identità, che potrebbero ammazzare o morire senza un nome ed un cognome. Forse è il caso che le istituzioni alzino la voce perchè il problema dell’ immigrazione costituisce un rischio per gli immigrati senza diritti, ed un rischio per i cittadini della nazione che li ospita che possono trovarsi di fronte immigrati senza doveri.

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