Attualità

La Puglia in zona Gialla, aumentano posti in Terapia Intensiva ma con lo stesso personale sanitario. Dubbi ed incertezze nella gestione della pandemia

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sta per firmare una ordinanza che colloca la Puglia in zona gialla a partire da Giovedì 11 Febbraio, a seguito della riunione della cabina di regia, che ha preso atto della rettifica comunicata dal Dipartimento Salute della Regione Puglia, in merito all’aumento di circa 130 posti di Terapia Intensiva nell’intero panorama regionale. Una rettifica che riduce la valutazione d’impatto della regione, che scende così dal 37% dei posti occupati in area critica, al 29%, appena un punto sotto la soglia critica. Una misura che permette così alla Puglia di passare in zona gialla, grazie anche ad un RT che si attesta ad un indice di 0,91.

I recenti investimenti operati dalla regione guidata da Michele Emiliano, hanno collocato sul territorio strutture provvisorie di terapia intensiva che hanno di fatto aumentato l’offerta assistenziale, grazie ad esempio alle strutture campali inaugurate tra fine 2020 ed inizio 2021, senza considerare inoltre la struttura di terapia intensiva realizzata presso la Fiera del Levante di Bari, che vanta oltre 150 posti letto affidata in gestione al Policlinico di Bari, ma non ancora entrata in funzione. Posti letto che devono però fare i conti con l’impegno del personale sanitario, che con le stesse unità deve far fronte ad una maggiore disponibilità di assistenza, se da una parte l’aumento dei posti letto garantisce maggior disponibilità, dall’altra medici, anestesisti, ed infermieri, dovranno districarsi tra i diversi reparti di Terapia Intensiva, ricordiamo inoltre che la soglia del 30% viene indicata come critica, in quanto oltre all’assistenza per malati Covid, deve essere garantita anche la continuità assistenziale per altre patologie o necessità.

Il passaggio in zona gialla non deve quindi far gridare al liberi tutti, in una situazione in cui una riduzione dei casi, testimoniata dal numero degli attualmente positivi in Puglia, che torna sotto la soglia dei cinquantamila, stride con l’aumento dei ricoveri in ospedale e con un numero ancora elevato di decessi, ieri ben 41, lo stesso governatore Michele Emiliano si è detto a più riprese maggiormente favorevole ad una zona arancione.

Nel frattempo nel rapporto positivi tamponi la Puglia resta una delle regioni italiane con il dato più alto, frutto del fatto che resta una delle poche regioni italiane a non conteggiare i test rapidi nel numero dei tamponi giornalieri, mentre è stata fissata ieri la data del 22 Febbraio per la registrazione di ultra ottantenni, personale scolastico e forze dell’ordine, in merito all’adesione alla campagna vaccinale, prenotazioni che potranno essere eseguite on line o in farmacia, mentre l’ordine dei medici ha evidenziato come non siano stati coinvolti i medici di medicina territoriale, che non potranno ad esempio eseguire la vaccinazione in casa per anziani non autosufficienti, che a detta dello stesso ordine “si ritroveranno un estraneo in casa“, gli stessi medici che avrebbero dovuto eseguire presso i propri studi test rapidi per velocizzare il tracciamento dei casi, test che però scarseggiano a distanza di quasi tre mesi dal raggiungimento dell’accordo tra Regione e Fimmg.

Tra le criticità rilevate da diversi cittadini inoltre i ritardi nella convocazione da parte delle ASL per l’esecuzione dei tamponi, con gli stessi spesso costretti ad eseguirli presso i laboratori privati, a volte anche troppo frettolosamente, e con costi spesso insostenibili per alcune fasce di reddito, oltre alla confusione dei dati diffusi dalle ASL, che come evidenziato da diversi sindaci, spesso conteggiano tra gli attualmente positivi persone guarite o addirittura decedute.

La pandemia ha dimostrato tante lacune in questi mesi, ma il tempo a disposizione ed il dover di fatto convivere con questa situazione, dovrebbe garantire maggiori tutele ai cittadini, abituati spesso ai disservizi, ma che in questi casi rischiano di trasformarsi in veri e propri drammi sociali.

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