Attualità

La Puglia in zona rossa da lunedì, l’RT sale a 1,23. Tutte le regole da seguire

Da lunedì prossimo la Puglia sarà in zona rossa, a deciderlo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, riunitasi quest’oggi, e che ha sancito il passaggio della regione ad un RT pari ad 1,23 con un rischio ritenuto alto, alla luce della situazione ormai grave che stanno vivendo le province di Bari e Taranto, ma che negli ultimi giorni sta registrando un aumento dei casi anche in provincia di Foggia e della Bat.

A passare in zona rossa anche Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa, nessuna regione resterà in zona gialla, ad esclusione della Sardegna, che resta in area bianca.

La conferenza stampa della Cabina di Regia

Tra le principali misure previste per la zona rossa, per la prima volta in Puglia oltre alle specifiche misure adottate a Natale, la chiusura di negozi al dettaglio, ad esclusione dei negozi di beni alimentari e di prima necessità, la chiusura di parrucchieri e centri estetici e di Bar e Ristoranti, che potranno restare aperti per asporto e consegna a domicilio, oltre al divieto previsto dalla recente ordinanza regionale di asporto nei weekend e per i distributori automatici.

Vietati anche gli spostamenti, che saranno consentiti solo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Resteranno inoltre chiuse le scuole, misura già prevista in Puglia per le province di Bari e Taranto, e che sarà pertanto estesa all’intero territorio regionale.

Una situazione che riporta quindi la Puglia in una situazione di estrema emergenza, la preoccupazione per l’aumento della circolazione delle varianti ed una campagna vaccinaria che prosegue a rilento, hanno suggerito pertanto l’attuazione di misure più stringenti, in attesa dell’approvazione del Decreto Sostegno e del nuovo Decreto Legge che predisporrà misure automatiche rispetto ai dati epidemiologici, e lo sblocco degli aiuti del Decreto Ristori per un ammontare di 32 miliardi, approvato dal Governo Conte, per ulteriori risorse da destinare rispetto alle prime erogate nello scorso Dicembre.

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