Politica

Gino Lisa, l’On. Lovecchio (M5S) interviene alla Camera: “Lo scalo non serve solo a Foggia ma ad un’area più vasta”

L’aeroporto Gino Lisa di Foggia è l’argomento trattato questa mattina alla Camera dall’On, Giorgio Lovecchio (M5S). Ecco il testo dell’intervento: “La provincia di Foggia, soprattutto il Gargano con Vieste e San Giovanni Rotondo, fa registrare ogni anno circa il 60% dei flussi turistici dell’intera regione. Ma non ha uno scalo aeroportuale. Foggia ha in realtà un aeroporto pronto per funzionare, ma purtroppo pare non essere nelle corde della Regione Puglia, che più volte lo ha reputato “non indispensabile”. Giorni fa il presidente Emiliano, dopo che sono stati spesi tanti soldi per l’allungamento della pista dell’aeroporto “Gino Lisa”, ha dichiarato che dallo scalo foggiano non si volerà perché – cito testualmente – “se nessuna compagnia si fa avanti è perché il mercato non richiede che si debba partire da Foggia”.
A Foggia, in realtà, non si vola PERCHÉ NON CI SONO VOLI e non certo perché non ci sia richiesta. Non c’è interesse da parte di Aeroporti di Puglia affinché il Gino Lisa venga sviluppato. Per recarsi a Roma, è vero, c’è la possibilità di prendere il treno che è abbastanza veloce, ma questa non è una scusa valida, perché Foggia potrebbe essere collegata a mete come Milano, Catania, Palermo, al resto d’Europa e certamente queste tratte sarebbero utilizzate al meglio. Le dichiarazioni di Emiliano sono molto gravi: l’impegno di allungare la pista (che tra l’altro è stato mantenuto grazie anche a Danilo Toninelli, l’ex ministro dei trasporti, che ha firmato il Sieg e ha permesso di sbloccare fondi per 10 milioni di euro per l’allungamento della pista del Gino Lisa) avrebbe quantomeno permesso l’insediamento della Protezione Civile. Purtroppo al momento la protezione civile ha base operativa a Modugno e non a Foggia. Per il Piano Nazionale Aeroporti, Foggia costituisce “uno scalo di servizio di interesse turistico locale”, ma ad Aeroporti di Puglia questo pare non interessare.
Cito un rapporto Eurispes di qualche anno fa, che diceva che “La realtà economica e demografica della provincia di Foggia sembra essere quantomeno compatibile, se non indubbiamente favorevole, ad un considerevole incremento del traffico aereo nella provincia. Inoltre, il crescente interesse nei confronti delle località turistiche della provincia di Foggia, la presenza di vantaggi comparati dei collegamenti da e per l’aeroporto “Gino Lisa” e la prossimità dello stesso con la città di Foggia, la concreta possibilità di coesistenza tra quest’ultimo e l’“hub aeroportuale” di Bari/Palese e la realizzazione degli interventi di ammodernamento previsti dal Piano Regionale per il Trasporto, rappresentano le premesse affinché l’aeroporto di Foggia possa nei prossimi anni dare un contributo crescente allo sviluppo socio-economico della Provincia e dell’intera Regione”.
Ma in realtà l’aeroporto di Foggia è fermo, è ancora fermo! Andiamo oltre e concludo: è palese che lo scalo di Foggia non serva solo a Foggia, ma soprattutto a tutte quelle strutture alberghiere del nord Puglia e di un bacino molto più ampio che abbraccia il Molise, il Beneventano, la parte superiore della Basilicata, quindi zone come Potenza (capoluogo di regione) e Melfi, polo automobilistico importantissimo. Se ci fosse una politica aziendale giusta da parte di Aeroporti di Puglia, ci sarebbe la possibilità di sviluppare ed ottimizzare lo scalo foggiano, ma ci dovrebbe essere anche la volontà da parte della Regione Puglia: è normale che se un aeroporto è stato chiuso per tanti anni, forse le compagnie aeree non sappiano neanche della sua esistenza. Invece se giungessero aiuti economici alle compagnie aeree, come succede ed è successo con tanti altri scali come Bari e Pescara, i velivoli di queste compagnie aeree avrebbero tutto l’interesse ad atterrare su Foggia. Se l’interesse di Aeroporti di Puglia, come è evidente, non c’è mai stato veramente, la soluzione si era trovata, con la possibilità di cedere lo scalo ad un gruppo di imprese locali, Il problema è che si è preferito sobbarcarsi una perdita di 2 milioni di euro. Questa non è una gestione oculata della cosa pubblica”.

Comunicato stampa

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