Un’altra promessa trasformata in proroga. I documenti lo dimostrano nero su bianco: il 15 settembre 2025, durante la procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla L. 146/1990, l’amministrazione Episcopo si impegnava con i sindacati a chiudere entro fine 2025 l’accordo di II livello per i lavoratori ATAF S.p.a al fine di per evitare decurtazioni stipendiali e definire nuovi premi di risultato. Un impegno formale, firmato dalla Sindaca stessa e da tutti i vertici istituzionali e aziendali presso la Sala Giunta. Oggi, aprile 2026 – con mesi di ritardo – la stessa ATAF, attraverso il suo Presidente del CdA, comunica alle organizzazioni sindacali che la disdetta degli accordi è prorogata fino al 31 dicembre 2026. Un anno intero di rinvii. La giustificazione addotta è la mancanza di «certezza circa la dotazione finanziaria complessiva», in attesa del futuro ‘affidamento in house’. Una risposta che suona come una confessione: questa amministrazione non ha un piano. A dichiararlo sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Amorese, Accettulli, Soragnese e Fusco che denunciano l’assenza totale di una programmazione seria per il trasporto pubblico locale ed esprimono solidarietà nei confronti dei lavoratori, abbandonati e presi in giro. “Non esiste un piano industriale credibile per ATAF. Non esiste una visione di sviluppo della mobilità urbana. E, dato ancor più grave, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) non è stato aggiornato né adeguato alle esigenze di una città che cambia – uno strumento indispensabile per attrarre risorse europee e pianificare il futuro del trasporto locale. A tutto questo si aggiunge il degrado del nodo intermodale e un servizio sempre più precario con le corse che saltano per mancanza di personale. I lavoratori ATAF pagano il prezzo di questa inerzia: posizioni economiche bloccate, accordi mai rinnovati, incertezza contrattuale che si trascina da anni. Non si tratta di difficoltà oggettive: si tratta di incapacità amministrativa e di una totale mancanza di visione strategica. A rendere il quadro ancora più preoccupante è la vicenda dell’affidamento in house di ATAF, evocato dalla stessa azienda come condizione necessaria per sbloccare le trattative. In pratica, una modalità di gestione dei servizi pubblici locali in cui il comune di Foggia affida il servizio a una propria società partecipata senza gara pubblica. Anche su questo fronte, però, si registrano più ombre che luci: il percorso è avvolto nell’incertezza, privo di trasparenza sui tempi reali e sulle condizioni economiche che ne garantirebbero la sostenibilità. L’affidamento in house, che dovrebbe rappresentare un’opportunità per rafforzare il servizio pubblico e tutelare i lavoratori, rischia invece di trasformarsi nell’ennesimo pretesto per rinviare decisioni che questa amministrazione non è in grado – o non ha la volontà politica – di assumere. Inoltre, da luglio 2025 il Consiglio Comunale, unico organo titolato a fornire atto di indirizzo sull’affidamento in house, non è stato coinvolto”. Il ritardo cronico che contraddistingue ogni azione dell’amministrazione Episcopo colpisce ancora una volta i più deboli: i dipendenti di un’azienda municipalizzata che attendono risposte concrete. Chiediamo alla Sindaca di smettere di fare annunci e di presentare finalmente ai cittadini e ai lavoratori un piano industriale vero per ATAF, una roadmap chiara sull’affidamento in house e un PUMS aggiornato, concludono i consiglieri.

Comunicato stampa

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