Giovedì 23 aprile, nel Salone delle Colonne di Roma, i ministri Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Giuseppe Valditara (Istruzione e Merito) hanno insignito Peppe Zullo, cuoco-contadino di Orsara di Puglia, del premio e del titolo di “Maestro del Made in Italy”. Un altissimo riconoscimento per gli oltre 40 anni di attività dello chef pugliese, all’insegna della valorizzazione di materie prime, tradizione e sostenibilità nell’ambito non solo della ristorazione, ma della più ampia accezione della “cultura del buon cibo”.

“È stata un’emozione grandissima”, dichiara Peppe Zullo. “Voglio ringraziare la Confcommercio di Foggia per aver sostenuto la mia candidatura e la commissione dei Ministeri del Made in Italy e del Merito che hanno valutato e premiato il lavoro, la passione e il sogno di una vita intera. Condivido questo premio con mio figlio Michele, che da anni è al mio fianco, e con tutta la mia squadra di collaboratrici e collaboratori con cui lavoro quotidianamente. È bello vedersi riconoscere ai più alti livelli la qualità del nostro impegno, dei tanti sacrifici fatti in oltre 40 anni, la visione che ci ha accompagnati dall’inizio, da quando tutto era solo e soltanto un sogno da realizzare. Un sogno che, in questi anni, abbiamo condiviso e condividiamo con migliaia e migliaia di persone che ogni anno vengono qui, a Orsara di Puglia, nelle nostre oasi di Nuova Sala Paradiso e di Villa Jamele, non solo per gustare ciò che prepariamo, ma anche per fare un’esperienza immersiva in un paesaggio ambientale e umano ricco di saperi oltre che di sapori, storia, innovazione nella tradizione”.

Il premio di Maestro del Made in Italy, per Peppe Zullo, arriva dopo una lunga serie di riconoscimenti. Uno dei più prestigiosi, negli ultimi anni, è quello tributato al cuoco pugliese da Taste Atlas, la guida gastronomica digitale più famosa e autorevole del mondo, che nel 2023 ha inserito il ristorante di Peppe Zullo tra i 10 migliori d’Italia, il migliore in assoluto della Puglia per chi voglia scoprire i piatti e le materie prime pugliesi che fanno grande la cucina del Bel Paese. Nella valutazione da 0 a 5, il ristorante Peppe Zullo ha ottenuto 4,8, il punteggio più alto tra i ristoranti della Puglia. L’orto, gli animali e i vigneti della sua tenuta nella ‘valle della felicità’, a Villa Jamele, forniscono la maggior parte delle materie prime trasformate in cucina secondo la filosofia “dalla terra alla tavola”. Per quanto gli occorre in sovrappiù, “l’ambasciatore” della cucina pugliese si rivolge a fornitori del territorio. “Cerchiamo di valorizzare al massimo ciò che la nostra straordinaria terra ci offre”, spiega Zullo, “comprese le erbe spontanee che hanno sapori e proprietà nutritive eccezionali. Seguiamo la stagionalità e la naturalezza del ciclo delle coltivazioni. Abbiamo recuperato cultivar rare e antichissime, come quella della mela limonella e dei vitigni autoctoni del Tuccanese e del Nero di Troia. In questo modo, alimentiamo un circuito virtuoso e un’economia sociale che sostiene i produttori locali che puntano sulla qualità e le produzioni territoriali, dal grano duro di cui il Tavoliere delle Puglie è ricchissimo alle nostre olive e al nostro olio extravergine d’oliva. Coltiviamo, raccogliamo e trasformiamo i prodotti del nostro orto grande orto”.

“Da noi vengono cuochi e aspiranti tali da Giappone, Stati Uniti, da ogni parte del globo. Ciò che apprezzano maggiormente è l’assoluta rarità di avere a disposizione, in modo naturale e a pochi metri dalle nostre cucine, una quantità e una qualità più uniche che rare di biodiversità utilizzabile in cucina. Ai loro occhi e per i loro palati, poi, risulta incredibile la ricchezza di una tradizione che, di paese in paese, offre mille varianti per ogni piatto, rivisto, rivisitato e innovato a seconda dei gusti, delle usanze, della creatività”.

“La Puglia è il cuore della dieta mediterranea, uno stile di alimentazione che è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità. Gli uliveti e i vigneti a perdita d’occhio, le distese di grano, i tratturi della transumanza, i campi di girasole e quelli delle zucche: qui anche il paesaggio e perfino le strade sono il racconto in presa diretta di un patrimonio che è culturale, storico, ambientale e materiale al contempo”.

Comunicato stampa

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