Polemiche a Manfredonia, nel Foggiano, dove alcuni appartenenti ad associazioni di militari in pensione si sono allontanati al termine delle celebrazioni in occasione della Festa della Liberazione, mentre la banda cittadina intonava ‘Bella Ciao’. “Sono molto dispiaciuto di quanto accaduto – commenta il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca – . Mentre il Gonfalone del Comune rientrava a palazzo San Domenico, sede comunale, la banda cittadina ha intonato ‘Bella Ciao’. A quel punto un generale in pensione dell’aeronautica ha invitato le associazioni dei militari in pensione ad andar via, chiedendo anche ai militari in servizio di fare lo stesso. Alcuni dei militari in pensione hanno accettato l’invito e si sono allontanati. Poi il generale è venuto da me e mi ha detto che avevamo politicizzato la celebrazione. Se un canto come ‘Bella Ciao’ mette in disaccordo qualcuno, vuol dire che non si è capito il senso del 25 aprile”. Contattato dall’ANSA, il generale in quiescenza dell’Aeronautica Antonio Gentile, ha spiegato che “il 25 aprile celebriamo la festa della Liberazione e dobbiamo rispettare regole e norme. Tra queste c’è l’intonazione dell’Inno di Mameli e l’esposizione del Tricolore. L’intonazione del canto ‘Bella Ciao’ non rientra tra i momenti della manifestazione. Per questo ci siamo allontanati”. “C’è stato un primo momento – continua Gentile – in cui il canto è stato intonato spontaneamente dai cittadini e non c’è stato alcun problema, ma quando lo ha fatto la banda ci è sembrato qualcosa di ufficiale creata per l’occasione. Dopo esserci allontanati, ho spiegato le mie ragioni anche al primo cittadino. Queste manifestazioni devono essere rispettate. Bella ciao è un canto partigiano. Ma tra i partigiani non c’erano solo persone di sinistra, anche cattolici, militari, liberali. Ma ultimamente sembra essere utilizzato solo dalla sinistra. Il tricolore e l’inno di Mameli sono i due capisaldi della celebrazione”.
Fonte Ansa


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